Guadagnini: Roma tuteli lingua e cultura veneta

lingua venetadi REDAZIONE – Il Progetto di Legge prevede, nello specifico, di modificare parzialmente l’articolo n.2 della legge n. 482/1999 “Nome in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, aggiungendo il Veneto tra le lingue e le culture delle popolazioni che la Repubblica già tutela, ovvero albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano, il sardo.

“Con la legge n. 482/1999 – ricorda Guadagnini – il Parlamento italiano ha posto fine, a oltre cinquant’anni di distanza, ad una dimenticanza clamorosa (la costituzione dichiara, infatti, all’articolo 6 “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”), ma ha scandalosamente ignorato il Veneto e la sua lingua. Il Veneto – precisa – è parlato correntemente dalla stragrande maggioranza del nostro popolo, la lingua veneta è la lingua parlata dalla percentuale più alta fra le lingue parlate dai vari popoli presenti all’interno dello stato italiano secondo l’ultima statistica Istat; nella nostra terra continuano le manifestazioni per la tutela e la valorizzazione della lingua veneta”.

“Vorrei anche ricordare – ribadisce l’esponente regionale – che, nella risoluzione adottata il 16 marzo 1988, il Consiglio d’Europa afferma nel preambolo della “Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie”, “il diritto delle popolazioni ad esprimersi nelle loro lingue regionali o minoritarie nell’ambito della loro vita privata e sociale costituisce un diritto imprescrittibile” e più avanti “la difesa e il rafforzamento delle lingue regionali o minoritarie nei vari paesi e nelle varie regioni d’Europa, lungi dal costituire un ostacolo alle lingue nazionali, rappresentano un contributo importante all’edificazione di un’Europa basata sui principi di democrazia e di diversità culturale”.
“Mi auguro quindi – conclude Guadagnini – che Consiglio e poi il Parlamento accolgano questa mia proposta, rimediando ad una dimenticanza ingiustificata ed ingiusta”.

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