Lilli Gruber, la “contessa” un po’ passata e il Bildeberg Group

di TONTOLO

Quella del complottismo è una vecchia storia: c’è chi è convinto che dietro a ogni atto della storia ci sia qualche occulto gruppo di mascalzoni che tira le fila degli avvenimenti. Al di là delle esagerazioni, qualcosa di vero però c’è.  Anche senza tirar fuori discussi “Protocolli”,  tutti sappiamo chi abbia manipolato il Risorgimento, tutti conosciamo la storia del panfilo Britannia, tutti abbiamo sentito di Trilaterale e Bildelberg.

Diciamo che magari non è vero che tutto succede a causa di sette e massoneria ma che sette e massonerie fanno di tutto per riuscirci: ci provano insomma. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e perciò (per fortuna) non basta essere potenti e ricchi, credersi furbi e gestire i mezzi di comunicazione: anche questi signori sbagliano, litigano fra di loro e si fanno dispetti. Nei momenti bui della storia la vera protezione dei deboli e degli oppressi è proprio l’imperfezione degli oppressori,  sono le loro umane debolezze: noi poveracci sopravviviamo perché il Buon Dio ha fatto anche i potenti imperfetti. Quando poi le imperfezioni diventano enormi allora si aprono straordinari scenari di libertà, poderose occasioni di speranza.

I giornali ci hanno detto che all’ultima riunione del Bilderberg Group a Roma c’era anche Lilli Gruber. Visto che l’anagrafe impedisce a questa signora di essere la Contessa di Castiglione del progetto mondialista, non resta che ipotizzare  che la sua presenza sia stata giustificata dal suo apporto intellettuale al sodalizio.

Non  poteva esserci miglior segnale di speranza. Tranquilli: neanche questa volta prevarranno!

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