Grillo: “Il governo al Movimento 5 Stelle. Se no ci pensi Monti”

di REDAZIONE

L’ultima ‘provocazione’ si chiama governo Grillo. Volete la governabilita’? E allora, Pd e Pdl votino la fiducia ad un governo targato Movimento 5 Stelle.
Beppe Grillo lancia la sua proposta su Twitter e il web immediatamente risponde con commenti stavolta piu’ pacati e riflessivi rispetto a ieri, quando la base si era spaccata sull’ipotesi di votare la fiducia ad un governo Pd. A dar man forte a Grillo, c’e’ il blogger Claudio Messora che prima sul blog ‘sconfessa’ la mozione pro-Pd e poi in streaming su ‘Lacosa’, la web tv del Movimento 5 Stelle, lancia un’altra proposta ancora: “Il governo Monti resta in carica con una prorogatio – ipotizza – il peso delle riforme passa al parlamento, che cosi’ finalmente tornerebbe a legiferare e si potrebbero fare alcune cose urgenti”.

E tra queste ci sarebbe anche la legge elettorale. “Una sorta di governo parlamentare” lo battezza. Idea che nasce comunque come seconda ipotesi, perche’ la soluzione – sottolinea il blogger in perfetta sintonia con Grillo – sarebbe “votare la fiducia al Movimento 5 stelle che e’ il primo partito alla Camera. Date l’incarico a Grillo – prosegue – e cosi’ fate la legge elettorale, abbassate gli stipendi, annullate o riducete i rimborsi elettorali. E poi vedrete che il paese ve ne sara’ grato”. Messora, in streaming su ‘Lacosa’, e’ tornato a scagliarsi contro l’ipotesi di un voto di fiducia a favore di un governo targato Pd, ricordando che il Movimento 5 stelle “e’ nato per sopprimere i privilegi della casta” e che il “Pd rappresenta uno dei gangli del potere”. Nega che la base dei grillini sia spaccata: “E’ talmente inaudito” sostiene il blogger. E sottolinea che “votare la fiducia comporta quasi dare carta bianca su tutta la politica di un governo e il Pd non e’ nato ieri, e’ fatto di politici di professione e sanno benissimo come si fa ad ostacolare o non far spostare nemmeno una pianta nei ministeri… Una volta ricevuta la fiducia – prosegue – manderebbero probabilmente avanti solo le loro proposte e cioe’ quelle in linea con l’Europa, e le altre si areneranno…”. Per questo i parlamentari grillini non devono votare la fiducia ma solo “proposta per proposta, non deve legarsi in questo modo”.

Ma sul web, i commenti continuano e la base appare ancora divisa sull’opportunita’ di votare la fiducia al governo Bersani. Emanuele scrive: “Il problema di fondo e’ che per votare delle proposte e’ necessario un governo e quindi o il PD accetta un governo del M5S o viceversa. Ovviamente il tentativo di proporre il governo il M5S lo puo’ anche fare ma non dimentichiamoci che alla Camera il PD ha la maggioranza. E’ necessario partire per valutare le proposte altrimenti si rimane fermi al palo in uno stallo istituzionale. Certo dare fiducia al PD non e’ il massimo pero’ la forza che abbiamo al senato ci permettera’ di vigilare, bloccare i provvedimenti mostro e rimandare a casa il governo all’occorrenza. Alternative ce ne sono poche…”.

Da Lorenzo arriva un appello accorato: “Vi prego di fare un gesto di umilta’ verso questo paese perche’ se date la fiducia non fate un favore a Bersani&co, ma al popolo italiano”. Carmelo va giu’ piu’ duro: “Invece di blaterare a vanvera, non sarebbe meglio fare una votazione online per tutti gli iscritto al M5S per sapere, quanti di noi voterebbero la fiducia ad un governo Bersani??? Altrimenti che razza di democrazia dal basso e’ questa???”. E c’e’ chi se la prende con Messora e con Grillo, come Franco da Prato: “Io sono l’autore di uno dei commenti piu’ votati all’articolo di Grillo (il quinto, mi sembra), favorevole ad andare al governo: Messora mi sta dando del fesso o dell’infiltrato? Nel primo caso, se sono fesso, allora lo sono anche ad essermi iscritto al M5S fin dagli albori. Se invece mi si da’ dell’infiltrato, invito Messora a chiedere allo staff di Grillo da quanto tempo sono un’utente certificato, con tanto di invio documenti. Posso comunque anticiparlo: dal giorno esatto in cui e’ stata attivata la registrazione!!! Messora puo’ dire lo stesso?”.

E ancora, prosegue: “questa volta non ci sto! Non e’ possibile che qualsiasi cosa Grillo dica sia non solo giusta, ma anche sacrosanta. Come ho detto nel post di ieri, io non pretendo di aver ragione, se il mio e’ un parere minoritario(anche se tutti i voti pro al mio post, e molti altri commenti del medesimo tenore, sembrerebbero andare nella medesima direzione)?  Amen, cedo il passo. Ma credo sia giusto, se davvero il movimento e’ democratico (ed ho scommesso la mia reputazione ed il mio tempo, in questi anni ed in questi mesi, giurando che lo fosse), che decisioni cosi’ importanti siano, appunto, sottoposte ad un voto democratico. Se cosi’ non sara’, se si fara’ quello che vuole Grillo a prescindere, allora autorizzo Grillo a dirmi, come ha detto un paio di settimane fa a chi lo contestava (ed in quel caso, anche a mio parere, ha fatto bene): fuori dalle palle?. Saro’ gia’ all’uscita. Se invece si fara’ una conta, un democratico voto, allora sara’ la conferma migliore, la prova provata, al di la’ dell’esito, che davvero nel M5S “uno vale uno”, e potremo zittire per sempre qualsiasi giornalista che affermi altrimenti. Ad maiora”. Insomma, il web e’ in fibrillazione ma rimane l’unico spazio, seppur virtuale, dove i grillini possono confrontarsi. Anche se Grillo prosegue a dire la sua indisturbato e senza contradditorio.

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