GRILLO: M5S SALVA IL CULO AI PARTITI. E AI SUOI: TV VIETATA

di GIORGIO CALABRESE

Né antipolitica né demagogia: il Movimento 5 Stelle «è l’ultima speranza» della politica italiana. Dopo il successo elettorale Beppe Grillo sorprende ancora e risponde agli attacchi dei partiti: al M5S non c’è alternativa, scrive sul suo blog. Perchè non ci sta a farsi relegare nell’angolo dei populismi. E allora parte lancia in resta: «Il M5S – si rivolge direttamente ad ‘Abc’ – è la vostra ultima speranza. È un miracolo». Perchè l’unica alternativa alle 5 Stelle «è la dittatura», sono i «fascismi rossi o neri» che già imperversano in Europa. Il comico cerca di smontare l’assioma per cui il movimento di cui è fondatore e «megafono» sarebbe solo un’arma per demolire l’attuale sistema politico. Al contrario. «Il M5S salverà il culo alla partitocrazia», sostiene. Invitando anche «Gargamella Bersani, Azzurro Caltagirone e il Coniglione mannaro Alfano ormai senza carote» (questi i soprannomi affibbiati a Bersani, Casini e Alfano) a chiedersi se davvero sarà così. La tesi che Grillo propone è infatti che le 5 Stelle siano «l’unico salvagente» che ai partiti resta «per evitare conseguenze traumatiche quando verrà messa la parola fine alla Seconda Repubblica».

Per venti anni i partiti, spiega Grillo, hanno «saccheggiato la democrazia e le finanze pubbliche» e ora invece si trovano a «un bivio». Scelgano: «O il M5S e i movimenti dei cittadini, o la dittatura». Perchè l’unica alternativa a ‘Beppe’ è ‘Nikos’, ovvero Nikos Michaloliakos, leader del partito neonazista greco ‘Alba dorata’, che alle recenti elezioni elleniche ha raccolto consensi inaspettati. Stiano attenti, insomma, i partiti italiani. Perchè il M5S ha compiuto un «miracolo» rubando agli estremismi di destra e sinistra «il vuoto» da essi lasciato. E allora se i partiti provano a demolire quel «movimento di popolo» che è il M5S, soffriranno anche loro, avverte Grillo, quel «vento dell’ultradestra» che soffia «sempre più forte in Europa» e la «mancanza di alternative democratiche».

Alla testa di una forza politica capace di sfiorare anche il 20% nei Comuni, Grillo (che, fallita un’iniziativa lanciata un mese fa con la vendita di alcuni libri, sta studiando nuove forme di finanziamento del suo seguitissimo blog) si prepara a tornare nelle piazze per sostenere i cinque candidati sindaci del movimento giunti al ballottaggio a Parma, Budrio (Bologna), Comacchio (Ferrara), Garbagnate Milanese (Milano) e Mira (Venezia). Ma comunque vada, è sul ring della politica nazionale che Grillo manda i primi segnali in vista della decisiva sfida delle politiche 2013. Anche a questo scopo serra le fila dei suoi. E a quei candidati che sulla scia dell’entusiasmo hanno preso a partecipare a talk show e programmi tv, detta il suo ‘diktat’. «Partecipare ai talk show fa perdere voti e credibilità all’intero Movimento», scrive il blogger. Che si rifiuta di sedere nei salotti tv con gli esponenti della vecchia politica e declina il suo veto in toni ultimativi: «Chi partecipa ai talk show deve sapere che d’ora in poi farà una scelta di campo». Non è la prima volta che Grillo interviene a dettare le regole del gioco ai militanti del movimento, di cui detiene il simbolo. E la maggior parte dei grillini condivide la sua scelta. Ma non tutti l’approvano e sul blog si lamentano. Sia perchè, sostengono, limitarsi alla comunicazione in Rete impedisce al M5S di crescere oltre una certa soglia, sia perchè, protesta qualcuno, quella di Grillo suona come una «imposizione dittatoriale».

Insomma, si avvertono i primi distinguo.  ”Grillo non e’ un leader ma una persona che ha messo a disposizione risorse e intuizioni e che fa da megafono al Movimento nelle citta’ e in rete”: lo ha detto a ‘Omnibus’, su La7, Paolo Putti, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative di Genova. ”Nel Movimento esiste uno staff – ha poi spiegato – formato anche da tecnici, professori universitari, professionisti, docenti, che discute dei contenuti e poi Grillo fa da megafono in rete usando anche delle provocazioni”.

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