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Grillo: facciamo 2-3 macroregioni, aboliamo le vecchie regioni. Bene, chi ci sta?

di GIULIO ARRIGHINIGRILLOGARIBALDI

Beh, non è la prima volta che Grillo si spinge in territorio federalista. “Io sarei per l’abolizione delle Regioni o per diminuirle: 2-3 macro Regioni”, dice il padre dei 5 Stelle conversando con i cronisti a Montecitorio. Ha ragione?  Beh, il progetto viene da lontano, era il pensiero di Miglio. E’ una prateria politica cavalcata per anni poi il federalismo è stato letteralmente e giudiziariamente sputtanato non solo dal nulla di fatto ma dalla pessima figuraccia che la politica e i partiti al Nord hanno dato di sè.

La macroregione del Nord doveva nascere, ma l’appuntamento è stato mancato. Nel 2010 il Nord era in mano al centrodestra (è più  corretto dire dal 2010). Ma non è bastato. Cosa non ha funzionato? Gli uomini? I partiti? Le alleanze? Cosa ha prevalso e perché? Oggi il tema della macroregione è sparito dalla campagna elettorale, dal lessico comune, come il federalismo. E l’indipendenza come programma di battaglia? Sembra un club riservato a pochi. Soprattutto, non produce poltrone e posti.

Grillo si era esposto a parlare di macroregioni nel marzo di un anno fa. Oggi torna sul pezzo, alla vigilia del voto. Da allora, marzo 2014 ad oggi, di politiche concrete per costruire programmi macroregionali, non ne abbiamo vista mezza. Di intero, tuttavia, e questo il comico lo sa, ci sono i processi in varie regioni a carico di ex consiglieri regionali ed ex governatori per aver amministrato facendo la spesa con i soldi dei contribuenti. Tuttavia non abbiamo sentito Grillo sgomitare per sostenere i referendum per l’autonomia o per l’autodeterminazione. In Lombardia i 5 Stelle non si sono messi di traverso, anzi. Era a favore, col Pd contrario. Ma non basta. Quale visione di Stato ha Grillo? Perché non ha calibrato la propria campagna elettorale sulle macroregioni? Perché non cercare da subito il dialogo con chi è sinceramente indipendentista e non crede nel dogma dello stato, questo stato poi, unitario?

Insomma, Grillo ha tirato fuori dal cilindro qualcosa di diverso che non fa rima con campi nomadi, con immigrazione. Ma per arrivare dove? In questo Stato non esiste solo il diritto violato all’essere padroni a casa nostra, ma il diritto all’autodeterminazione e alla propria identità è sistematicamente messo sotto processo, condannato, incarcerato. Si possono far violare i propri confini, ma pretendere di esercitare potestà e sovranità sui propri in termini anche e soprattutto fiscali, tributari, di tassazione, di residuo fiscale, è eretico. E’ eversivo.

Grillo però su questo non si pronuncia. Che peccato. La più significativa forza di opposizione parlamentare non si è mai chiesta se fosse civile o arbitrario trattenere di più a chi paga anche per chi non paga mai? Se il principio delle macroregioni di Grillo contiene giustizia fiscale, allora è un programma serio. Se è solo “facciamo la somma delle amministrazioni così costano meno”, allora non ci siamo capiti. La Lombardia, il Veneto, possono amministrarsi da sole anche senza questo principio di macroregione. Ci arriveremo, con o senza Grillo.

Segretario Indipendenza Lombarda

 

 

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