Grillo? E’ l’unico ad avere un “progetto politico” rivoluzionario

di FABRIZIO DAL COL

Non passa giorno senza che il “vecchiume politico” della Seconda Repubblica sia lì pronto a dire che Grillo non ha un progetto politico,  che non si sa cosa intende fare per il futuro, che non si conoscono i rimedi proposti per cambiare il paese Italia, che il M5S non sa cosa sia necessario per debellare la crisi di cui non se ne vede la fine,  etc.  Così parla tutti i giorni l’orda di incapaci totali che siede in Parlamento. Robe da pazzi. Chi fino a ieri (in verità potremo dire ancora oggi) ha contribuito al fallimento del paese oggi, attraverso le ricette “della nonna” (almeno le conoscessero!),  pretende di ergersi a paladino del cambiamento e del sapere. Questa accozzaglia di sbandati continua a farfugliare di leggi che nemmeno ha mai letto e questo perché non sa nemmeno leggere gli atti amministrativi che lei stessa produce. Sa però proporre soluzioni che, guarda caso, sono sempre un vero concentrato di ovvietà, di parole vuote, filosofeggianti e prive di costrutto legislativo che, se trasformate in atto amministrativo, diventano un vero e proprio obbrobrio giuridico tanto che dalle mie parti si direbbe: “la merda si meraviglia del badile”. E qui il “campionario” è talmente vasto che nemmeno un team di esperti sarebbe capace di tradurne l’intero contenuto. Tutta questa gentaglia, che ha largamente contribuito al disastro finanziario del paese, oggi vorrebbe far credere al mondo intero di essere l’unica ad avere la soluzione e anche l’unica ad avere un vero progetto politico per l’Italia di domani.

Detto questo, meglio chiarire subito che nessun partito fino ad oggi ha mai saputo produrre un vero progetto politico  degno di meritarsi tale appellativo in quanto da nessuno di questi è mai scaturita la volontà politica di riformare tutto l’ordinamento giuridico italiano e, per logica conseguenza anche l’intera,  forma dello Stato.  Questo si sarebbe un progetto politico, ma non lo è per la nomenclatura dei partiti che, abile come è sempre stata, ha invece  spacciato per progetto politico le semplici riforme amministrative necessarie a consolidare il proprio consenso. Ma torniamo a Grillo e al suo M5S, oggi messi sotto accusa dagli ipocriti di cui sopra: a mio parere, e contrariamente a quanti oggi lo criticano per non aver ancora detto quale sia il suo progetto politico,  appare invece evidente che il disegno politico di Grillo, oltre ad essere stato spiegato in tutte le pubbliche piazze, si sia già trasformato da iniziale disegno in un vero e unico progetto oggi meritevole di fregiarsi dell’appellativo de “il progetto politico”. Questo perché egli ha compreso da tempo la  necessità di rivoltare, attraverso la partecipazione costruttiva dei Cittadini, l’intero ordinamento giuridico italiano e della stessa Costituzione. In sostanza, il Cittadino dovrebbe riappropriarsi di quei diritti di partecipazione perduti a causa dei partiti  e coi quali, attraverso proposte  legislative,  iniziative referendarie e quant’altro necessario, si dovrebbero poi promuovere le attività politiche territoriali necessarie ad “armare” i deputati del M5S eletti in Parlamento, i quali spetterà poi il compito di rivoluzionare l’intero sistema di potere.  Ecco perché Grillo ha perfettamente ragione quando ritiene necessario evitare di  prestare il fianco ai media che, davanti ad un progetto politico rivoluzionario di questa portata, difficilmente potrebbero poi spiegare l’architettura della democrazia partecipativa che dovrebbe sorgere dall’intervento diretto dei Cittadini.

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