Grillo ascolti: o si tagliano le unghie allo Stato o la miseria avanzerà

di ALBERTO VENEZIANO

La parte positiva del messaggio grillesco è quando dice, più o meno, -“Non servono più, sono vecchi, finiti, nel mondo di internet non abbiamo più bisogno di loro, la loro intermediazione è in gran parte dannosa oltre che inutile”. Parole più che condivisibili. La politica, oltre ad essere un carico parassita sul corpo produttivo, non riesce più a fare nemmeno il minimo sindacale, resta indietro. Dovrebbe riformarsi, se ne parla da decenni, ma non lo farà mai e se lo facesse sarebbe subito in ritardo. Al punto in cui siamo, i politici, letteralmente braccati e in perenne fuga, riescono a pensare solo al loro tornaconto immediato, di più non vedono. E più arraffano per se e più vengono braccati in un circolo vizioso senza fine.

Quando però Grillo si illude di poter sostituire con “forze fresche” i politicanti estenuati e risolvere i problemi, ci fa la figura del general burletta che manda i suoi in guerra armati di fucile ad elastico e scarponi di cartone. I baracconi politici sono alla frutta in tutto il mondo ma in italia il “palazzo” del potere è allo sfascio in modo disperante. Renzi fa la stessa figura, né più né meno,  i suoi sono più “inseriti” e non hanno bisogno di azioni eclatanti, ma le cose potrebbero cambiare. Quanto ci vuole perché le reclute, il “nuovo che avanza” nel parlamento, in tutti gli schieramenti, si adeguino alla vita di palude? Con tutti i sergenti Razzi pronti a insegnare le tecniche di sopravvivenza “amico mio, fatti li razzi tuoi, senti a me …” ci vuole ben poco e non c’è buona fede o entusiasmo che resista.

I responsabili di questa situazione vergognosa sono coloro che firmano la delega, con una croce. Si possono escogitare infiniti modi di firmare la delega, si possono scervellare generazioni intere di “esperti” alla ricerca della legge elettorale perfetta ma il risultato è inevitabilmente sempre lo stesso: la politica non è in grado di soddisfare le esigenze di un paese moderno, può solo inguaiarlo. Non c’è alternativa, dobbiamo riprendere il controllo della nostra vita, bisogna avere la responsabilità di volerlo fare, una croce su un pezzo di carta ogni 4 o 5 anni è troppo poco, non può bastare.

Dobbiamo riprendere la libertà delle nostre scelte economiche. Ognuno di noi è in grado di smuovere la realtà con le sue scelte, le sue preferenze. Milioni, miliardi di piccole scelte ogni giorno costituiscono una forza d’urto in grado di spazzare qualsiasi ostacolo. Bere o non bere un caffè tutti i giorni in un bar ha infinitamente più incidenza di una croce su una scheda ogni tanto. Lo stesso deve valere per la scuola, la sanità, la giustizia, la difesa. Dobbiamo scegliere, preferire, non si può continuare a subire. Cosa me ne faccio degli F35, magari difettosi per i quali si stanno spendendo miliardi? Per difendere il sacro suolo? Ma da chi?

 Una sola, improrogabile richiesta: alleggerire lo Stato, svuotarlo del potere che ha accentrato. C’è il contatore per verificare che ciò avvenga, basta un numero per sapere in che direzione si va, è il numero che indica la pressione fiscale.  Sciopero degli elettori e un solo striscione per milioni di manifestanti: ridurre le tasse, subito! L’alternativa? Restare a guardare la miseria che avanza e le scene vergognose che quotidianamente si verificano in parlamento, guardare e mugugnare. E’ quello che vogliamo? Bene, allora è quello che avremo.

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