Green Pass, trentini pronti a iniziative autonome. I rifugisti; aperti a tutti

“Inutile sottolineare che saremo penalizzati. Tanto più a stagione appena iniziata e con le condizioni meteo che fino ad oggi non ci hanno aiutato molto”. Così Flavia Roman, presidente dell’Associazione pubblici esercizi del Trentino, a 24 ore dall’entrata in vigore del green pass. Parole condivise anche da Massimiliano Peterlana, presidente Confesercenti fiepet, che confida “Nel buonsenso e ai comportamenti corretti. Non vorremmo mai allertare le forze dell’ordine”. Intanto, la Provincia ha lanciato l’ultimatum a Roma per bocca dell’assessore al turismo Roberto Failoni che confida “In un alleggerimento delle restrizioni per hotel e b&b di montagna, altrimenti agiremo con un’ordinanza autonoma. Getta acqua sul fuoco il commissariato del governo che, attraverso una nota, precisa che “Si proseguirà il normale controllo legato al rispetto delle misure di prevenzione del Covid. Si prevedono attività mirate e si prosegue anche con le importanti azioni di sensibilizzazione che già le forze dell’ordine portano avanti da tempo”. Nessun accenno alle sanzioni, previste comunque nella misura tra i 400 e i mille euro. Dalla prefettura confidano sul fatto che i “I trentini sono persone diligenti. Siamo certi che anche questa fase verrà affrontata in piena collaborazione”. Chiede deroghe anche l’associazione rifugisti trentini, che conta oltre 144 ripari in quota. “Se un escursionista senza green pass o test molecolare si trovasse in difficoltà lo lasciamo fuori?”, si domanda Ezio Alimonta, presidente dell’associazione. “Il rifugio si chiama così perché il suo ruolo è quello di accogliere tutti coloro che possono trovarsi in situazioni di criticità – continua Alimonta -.Questi aspetti non sono stati chiariti nei decreti nazionali, tantomeno nelle ordinanze provinciali. Tutti sanno e devono sapere che il rifugio è un presidio fondamentale in caso di emergenza. E’ chiaro che un eventuale soccorso avviene con assunzione diretta di responsabilità da parte del rifugista, proprio nella consapevolezza di quelli che sono i doveri e gli obblighi di chi gestisce queste strutture – conclude Alimonta -. I gestori sanno a cosa vanno incontro e sono certamente all’altezza della situazione che si sta affacciando così come lo sono stati la scorsa estate nonostante le novità e le numerose difficoltà. Lo dico con orgoglio”.

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