GRECIA, LO STATO E’ FALLITO MA I GRECI NON LO CAPISCONO

di STEFANO MAGNI

In Grecia sta fallendo lo Stato. Non ci sono spiegazioni alternative. I governi socialisti e conservatori, nel corso di un decennio, hanno speso ben oltre le capacità dei loro contribuenti. Hanno strapagato i loro funzionari. Hanno assunto e stipendiato milioni di lavoratori socialmente inutili. Hanno costruito stadi e altre “meraviglie” olimpioniche, per poi abbandonarle come cattedrali nel deserto. E adesso si ritrovano con le casse semi-vuote: a fine giugno non saranno neppure più in grado di pagare stipendi pubblici e pensioni, come ha mestamente ammesso il premier tecnico Lucas Papademos. La parabola della Grecia è finita nel baratro della bancarotta. Ma il problema, come si deduce dalla notizia di oggi del ritorno alle urne dopo il fallimento di ogni accordo di governo, è che i cittadini e contribuenti greci non hanno capito che il loro Stato sta fallendo.

Le elezioni di nove giorni fa hanno dato vita a un Parlamento tenuto in ostaggio da comunisti e post-comunisti (rispettivamente quelli del Kke e di Syriza) che vogliono ancora più spesa pubblica e non scendono ad alcun compromesso sui tagli da fare per salvare la baracca. Ora si torna al voto. E cosa si otterrà? Secondo i sondaggi, ci dobbiamo attendere una vittoria ancora più schiacciante di Syriza (prevista al 20%). E quindi che cosa vogliono gli elettori greci? Vogliono continuare ad essere assistiti. Anche con le casse dello Stato ormai vuote. Se non ce la fa Atene, pensano, ce la farà Bruxelles a mantenerci. E’ questo il pensiero che emerge da un sondaggio molto interessante, pubblicato appena ieri: l’80% (quasi la totalità) degli elettori di Syriza, partito che rifiuta l’austerity chiesta dall’Ue, vorrebbe restare nell’eurozona. Non sono disposti a pagare il prezzo della permanenza nella valuta unica, ma vogliono rimanerci. E perché mai, se non per essere aiutati dagli altri contribuenti europei? D’altra parte le formazioni di estrema sinistra greca non si sono mai dette “euroscettiche”. Semmai sono favorevoli ad una “altra” Europa: più “solidale”. E d’altra parte, il loro obiettivo era implicitamente condiviso dai partiti che sinora hanno governato (e affossato) la Grecia. Perché mai sono voluti entrare a tutti i costi nell’euro, pur non essendo pronti? Perché hanno addirittura deciso di truccare i conti, nascondendo a Bruxelles la vera entità del loro scialo? Perché, evidentemente, hanno pensato che, con gli euro al posto delle dracme, i creditori si sarebbero fatti più illusioni. E, in caso di fallimento, “mamma Europa” sarebbe venuta loro in soccorso. A spese di tutti gli altri Paesi membri, ovviamente.

Adesso ci troviamo di fronte a due prospettive realistiche, una più inquietante dell’altra. La prima è un default incontrollato della Grecia. Se i partiti estremisti (che vinceranno le elezioni) non accetteranno di tagliare la spesa pubblica, non otterranno la tranche di 130 miliardi di euro promessi dalla “troika” internazionale (Fmi, Ue e Bce, che ne hanno concessi, in tutto 240) e lo Stato greco andrà in bancarotta. In uno scenario di questo genere, pagheremo anche noi. Paesi con i conti in rosso, quali l’Italia, la Spagna e il Portogallo, otterrebbero ancor meno fiducia dai creditori. Verrebbero visti come “i prossimi” nella lista degli Stati sulla via della bancarotta. E vi sarebbe un fuggi-fuggi generale dei capitali dai nostri sistemi economici e finanziari. In caso di fallimento di Atene, l’agenzia Fitch, nel suo ultimo rapporto, parla di un possibile “downgrade” nella valutazione delle altre tre economie europee a rischio, fra cui la nostra. Non lo dice perché è “cattiva” o perché “fa gli interessi dei poteri forti americani”, come pensano i complottisti. Ma perché è la realtà: anche lo Stato italiano ha speso ben oltre le nostre possibilità e chiunque, persino un bambino, osservando il fallimento della Grecia, potrebbe dire che pure il nostro re è ormai nudo. Bancarotte a catena di Grecia, Italia, Spagna e Portogallo farebbero crollare tutta l’impalcatura dell’eurozona? Probabilmente sì. E nel peggiore e più doloroso dei modi. La seconda prospettiva realistica, altrettanto inquietante, è la concessione di aiuti alla Grecia a titolo gratuito. Al momento può sembrare un’azione da “buon samaritano”, ma già nel breve periodo avrebbe conseguenze disastrose. Se venissero concessi al prossimo governo di Atene altre centinaia di miliardi di euro, senza pretendere alcun taglio, alcuna riforma, alcuna uscita della Grecia dall’eurozona, l’intera Unione Europea si trasformerebbe in un gigantesco ente assistenziale. “Perché la Grecia sì e noi no?” penserebbero i governi più irresponsabili. E allora: giù di spesa pubblica per comprare consensi. Quel sistema malato che noi siamo abituati a vivere in Italia, con un Nord produttivo che mantiene un Sud assistito, diverrebbe la norma anche in tutto il Vecchio Continente. Finché i contribuenti dei Paesi più dinamici e meglio governati dell’Ue non si stancherebbero di mantenere decine di milioni di pesi morti. Non c’è bisogno di attendere decenni, per veder realizzato un simile incubo: con i tempi di oggi, bastano pochi anni.

Eppure una possibile soluzione razionale sarebbe dietro l’angolo: un default controllato e un’uscita, sempre controllata, dall’euro. Prima avviene, meglio è. Si dovrebbe ammettere che l’impresa di una valuta comune a greci e tedeschi, italiani e finlandesi, era un’impresa troppo utopistica per noi uomini, limitati e fallibili. Ma nessun politico, tantomeno chi ha fatto carte false pur di entrare nell’euro, è disposto ad ammettere di aver sbagliato. E allora l’alternativa resta sempre pessima: o fallisce la Grecia o si grecizza l’Europa.

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31 Comments

  1. maurizio : hai ragione , il sud con tutti quei cervelli , quella bellezza e quella produttività sarà libero di diventare una delle zone più belle al mondo … appena sarà INDIPENDENTE DAL VENETO ! lo stesso dicasi per le altre realtà della penisola

    • se qualcuno non ha letto la storia italica, èproprio uno come lei.
      Il Veneto, tanto per chiarire alcuni dubbi, è stato annesso all’Italia con la truffa, e dopo il 1866 ha conosciuto una emigrazione biblica (come quella siciliana, guarda caso!!!!, ed ha vissuto nelle proprie terre due guerre mondiali (soprattutto la prima e guarda caso “vincenti”), per poi risollevarsi con le rimesse dall’estero degli emigrati veneti (altro che Roma!!!!) per diventare una forte economia.
      Mi pare che lo stesso Sud abbia fatto un simile percorso, ma dove stanno le industrie? Colpa del Nord, eh sì, solo così ci sente meglio, dando sempre colpa agli altri. Tipico comportamento di una certa popolazione.
      Quindi, siccome state peggio di noi (a parole però, nei fatti, boh…), meglio dividerci ed ognuno si prende la propria strada e responsabilità. E..vaffa Roma. Vi va proprio bene così? Mi riserbo qualche dubbio.

  2. Il tuo discorso non fa una grinza.
    Solo non capisco come tu possa parlare di “nord produttivo e sud assistito” ?
    Sei leghista ? o sei cieco ? o sei stupido ? o non conosci la storia ?
    Perchè solo uno stupido può esprimere un concetto così.
    Al sud si lavora e si produce anche tanto. Il sud è produttore di menti eccelse. Il più alto numero di laureati è al sud, le maggiori bellezze sono al sud. Certo se al sud calano gli Unni a prendere i benefici delle sovvenzioni comunitarie o dello stato per sostenere una zona del paese storicamente voluta depressa….allora è altra cosa. Calano al sud, prendono i soldi e scappano, oppure sversano i rifiuti tossici………… Ma non parlare di nord produttivo, perchè la Lega che ruba è al nord,
    O non ti risulta ? Pagavano con i soldi nostri la paghetta del cazzo allo stronzo del Trota……….produttori….si……di merda.

    • e allora cosa aspettate a farvi indipendenti? le armi non vi mancano…..ah sì, mi sono sbagliato, Mafia company è gestita da nordici, ….

  3. Sinceramente? Del destino dei greci mi importa poco. Non ho idea nè mi interessano le ragioni che li hanno portati al crack inevitabile. Però conosco bene quelle che hanno portato NOI al crack inevitabile e spero che la Gracia si trascini dietro tutta la neuropa perchè, egoisticamente, è l’unica possibilità che abbiamo di poter fare piazza pulita e ripartire di nuovo liberi dal cappio neuropeo. Nel neuro non c’è futuro non solo perchè è stato creato appositamente per schiavizzare i popoli europei, ma soprattutto perchè consente al nostro stato e alla nostra cancerogena classe dirigente di perdurare a scapito nostro. Non credo ci sia altra via di salvezza che un default continentale. Se poi il default diventa mondiale e ci liberiamo anche della finanza speculativa, tanto meglio. Mi fanno ribrezzo i burocrati neuropei e mondialisti che fingono di essere preoccupati per la nostra sorte. La verità è che probabilmente sanno che andremo a cercarli non appena possibile. E non per ringraziarli di averci rovinati…

  4. Bello il contrasto in questa discussione… la serietà dell’argomento “crisi economica europea” contrapposto alle beghe tra italioti del cazzo, fantanazione italiota contro fantanazione padana.

  5. Perché? l’Italia non è forse fallita? Gli italiani l’hanno forse capito? Non si è poi così diseguali…
    però se entrambe iniziassero a buttare fuori il marcio, sicuramente si riprenderebbero… vedete l’Islanda!

  6. Basta! Basta!
    Monti e la sua banda di pennivendoli sono in malafede. Basta leggere le notizie (evitando però
    i commenti di “esperti”), perchè la Grecia in febbraio ha tagliato il suo debito pubblico di
    100 miliardi di euro, con un decreto di tasse, MA SUI SUOI BONDS. Hanno chiamato questa legge:
    “coinvolgimento del settore privato”, ma era semplicemente UNA TASSA SUI BONDS greci. Non
    sull’IVA, gli stipendi, le case o un aumento di aliquote. Dopo cinque o sei anni di depressione
    non ne potevano più e finalmente si sono decisi e HANNO SEMPLICEMENTE TASSATO I DETENTORI DI BONDS.
    Del 70%….

    Dopo questo taglio secco dei bonds greci è successo un disastro sui “mercati”? E’ crollato
    l’euro, è scoppiata l’inflazione, è esplosa la “spread” in Grecia da Febbraio ?
    No, tutto quello che è successo è che alcune banche e fondi che avevano bonds greci hanno
    dovuto cambiare alcuni numeri nei saldi dei loro conti. Invece di avere ad esempio, come bonds
    a bilancio, 800.000.0000.000 hanno cambiato un “8” in “7” ed è apparso 700.000.0000.000.

    La gang di Monti, Passera, Tremonti e la Cabala Finanziaria invece vi ha imbottito il
    cervello con la superstizione della “Spread” come in Africa ti spaventano con il Vodoo.
    E così ha fatto passare una valanga di tasse, più la caccia alle streghe degli evasori,
    strangolando l’economia italiana.
    Perchè ci riescono ? Perchè ovunque, anche sul quotidiano nuovo progressista ti raccontano che
    la moneta è un bene reale come il petrolio o un terreno e che lo Stato deve procurarsela
    INDEBITANDOSI con dei privati, esteri per giunta (vedi “Che cos’è la moneta?” del pirla
    economista del “Fatto Quotidiano”)

    La moneta invece il governo può emetterla, oppure può ridurre di 100 miliardi il suo debito
    con un decreto “di tassa sui BTP”, il cui unico effetto è di far cambiare ai detentori di
    bonds i numeri nei loro saldi bancari. Passa il decreto e dopo un minuto cambiano dei numeri
    sui conti che appaiono a computer. Fine. L’Austerità è una frode, basta semplicemente TASSARE
    I DETENTORI DI BONDS.

    P.S. A tutte le casalinghe di Voghera che hanno voluto SPECULARE con i bonds rispondo:
    “A questa corsa avete scelto il cavallo sbagliato”!

    • Complimenti: altre tasse. Prima uno presta soldi allo Stato (poco conta che sia una grande banca o un pensionato), poi questo glieli sequestra. Se Lei si comportasse così nella vita, vedrebbe quanti pochi amici le rimarrebbero!
      Vediamo invece di risolvere il problema della spesa pubblica: il problema non è l’indebitamento dello Stato, il problema è QUANTO e PERCHE’ si indebita lo Stato (il ragionare in termini assoluti è un esercizio che, al massimo in 3a liceo, dovrebbero spiegare che è sbagliato).

      • Mi pare che il confronto non e’ esatto. Andando a comprare i titoli della Grecia equivale ad andare a comprare i biglietti della lotteria, oppure puntare al casino’. Chi lo fa sa benissimo che puo’ perdere. Se voleva essere sicuro non comprava titoli della Grecia, ma bund tedeschi. Ah, ma i bund rendono molto di meno? peccato… Percio’ chi ha comprato titoli greci, che siano privati o pensionati o grandi banche, ha sbagliato, ed e’ giusto che paghi. Come quelli che “investivano” da Lande per ottenere interessi del 25%… e’ ovvio che dietro c’e’ la fregatura. Per il resto sono d’accordissimo con lei, se la spesa pubblica non diminuisce sostanzialmente non c’e’ soluzione – che poi significa smettere di rubare a man bassa.

  7. Vi ricordo che i parlamentari di Brussels sapevano che la Grecia aveva falsificato i conti e che la vera cazzata é stata fatta molto prima nel trattato di <Lisbona e poi di Mastrich levando la sovranità monetaria ai stati europei creando il signoreggio.
    Dunque prima di fare tutta una amalgama e accusare i Greci come il sud dell'Italia di asistismo penso che bisogna approfondire umpo meglio il soggetto per avere una visione più ampia a soprattuto da più punti di vista.

  8. A mio modesto avviso non c’entra nulla la cicala greca e il pericolo di grecizzazzione dell’Europa.Ciò che si pone in discussione è il modello di Europa che si intende portare avanti. Ed essere in netta opposizione a questo modello economico europeo offerto oggi dall’U.E., ispirato dagli Usa e dettato dall’F.M.I. non significa non rendersi conto della gravità della crisi ma significa rigettare in toto quel sistema di cui questa “crisi” è figlia.
    Se Unione Europea significa sposare questo modello economico fatto di vincoli di bilancio, privatizzazioni e smantellamento dello stato sociale figlio del vecchio continente, (niente di più lontano dalle esigenze del cittadino europeo) beh mi dichiaro antieuropeista.
    Ma sono convinto che un’altra Europa sia possibile e se per costruirla fosse anche necessario uscire dal sistema della moneta unica, beh che succeda.
    Spero che in Grecia si vada ad elezioni, spero vinca un cartello di partiti che rifiuta nettamente la “cura” di Bruxelles (come dai sondaggi penso possa succedere), che si riesca a formare un esecutivo e che la Grecia non sia che l’inizio.

  9. fosse che fosse la volta buona che si faccia qualcosa per i pensionati che si termina di prendere piu’ di 5000 euro al mese bisogna fare le cose piu’ giuste non e’ possibile che noi con la minima dopo avere lavorato una vita non possiamo permetterci di andare a vedere un cinema gianni

  10. ma cosa sono queste parole che sembrano venire dall’alto dei cieli?! come possiamo noi parlare in questo modo che siamo praticamente messi nella loro stessa situazione e siamo sicuramente i prossimi in direttiva di arrivo per la banca rotta. ma sopratutto come si fa a dire che sono i greci che non han capito che il loro stato è in banca rotta!!!

    è una offesa a quella povera gente che come nel nostro paese ha avuto una classe politico-Dirigente che non ha fatto bene il suo lavoro, corrotti che hanno portato il paese allo sbando.

    se quando ci sono le elezioni ti tocca scegliere tra la merda e la diarrea scegli il male minore come abbiamo sempre fatto anche noi del resto, il fatto è che rimangono sempre merda e diarrea. non è colpa dei poveri lavoratori greci se sono finiti così ma di una netta minoranza che ha fatto quel cazzo che voleva con i soldi di tutti. Smettiamola di associare i popoli alla loro classe politica perché è solo uno stereotipo.

    e qui si parla dei greci come se fossero stupidi o chissà cosa… pensate che un dipendente pubblico greco che si vede decurtato il 50 e passa % dello stipendio nn si renda conto che lo stato è fallito?!

    Gente che ha perso casa, lavoro e non ha di che vivere pensi che sia stupida e che non capisca che il loro paese è nella merda?! ma di chi è la colpa?! di quelle persone che si sono svegliate tt i giorni alle 6 del mattino per lavorare e si sono fatte un culo così per tutta la vita?! non credo proprio.

    Poi dici che la grecia ha truccato i conti per entrare nella zona euro… SEI UN IGNORANTE. tutta l’unione europea era a conoscenza del fatto che la grecia non aveva i requisiti, non sono mica stupidi! ma non potevano lasciare fuori la culla della cultura greca! e poi pensi che l’italia non abbia truccato il bilancio per entrare nell’UE?!

    Questo articolo e chi l’ha scritto non ha capito molto della grecia e forse non si rende conto che noi gli siamo attaccati al culo!

    • Sono d’accordo con lei, nonostante tutto. Siamo praticamente nella stessa barca della Grecia. Probabilmente faremo la stessa fine. Siamo stupidi? Certo che sì. Abbiamo lasciato mani libere alla nostra classe dirigente. E ci siamo fatti affondare.

    • Caro Luca, è la “Magna Grecia” ad essere attaccata al culo della grecia.
      Infatti una cosa le accomuna in particolare:
      la capacità di generare un immenso esubero di dipendenti pubblici burocrati,nullafacenti, parassiti e “clientes”, e con alti stipendi rubati dalle tasche di coloro che, ormai schiavizzati, autonomamente lavorano davvero.
      Questa brutta ultra 65enne storia sta finalmente volgendo al termine. Non c’è più trippa per gatti!!
      Nord libero!!

    • Egr. Sig. Terraneo, ogni anno, dal Nord, vengono trasferiti 50 miliardi di euro verso il resto del Paese. Come la mettiamo? Vogliamo fingere di non vedere questa realtà nel nome dell’Unità?

    • il sud Italia potenzialmente florido in reata’ e’ abitato al 50% da persone che a mala pena sanno parlare italiano, sopravvivono di stenti e producono praticamente 0. Amo il sud, sono napoletano ma questa e’ la pura verita’.

    • L’onestà intellettuale non fa parte del modus vivendi delle popolazioni del sud.
      Se le piace consideri pure ignoranti i “polentoni”; l’importante per noi è che saremo presto………….ignoranti LIBERI!!

  11. Ma non solo lo Stato greco spende in servizi pubblici piu’ di quanto incassano dai cittadini come tasse, anche le partite correnti: esportazioni ed importazioni sono in deficit, si consuma di piu’ di quanto si produce. Le cicale greche sono le piu’ spensierate, sono state accettate nella zona euro per una questione politica ed ora invitati a lasciarla per il costo economico di tale scelta. Ma la Grecia parla di egoismo europeo e tedesco, non capiscono ragioni ed aspettano la solidarietà europea che spero non verra’. Anche in Italia si stanno creando le condizioni per una catastrofe simile, anzi direi molto piu’ ampia. Ma gli italioti imperterriti non ci vogliono credere, faranno la fine dei greci.

    • Il Sig Prodi è uno dei principali responsabili, è stato lui assieme ad alcuni amici Europei a creare questo pasticcio, sarei proprio curioso di sentire un suo commento illuminante della situazione, strano che non lo si senta molto ultimamente. Forse pensava anche lui come i Greci di infilarlo in quel posto lì ad alcuni concittadini Europei come ha fatto il meridione d’Italia con il settentrione. Insomma, se tutto crollerà sarebbe meglio non tornare alla lira unica per tutto il paese, a quel punto non solo l’Europa crollerà, ma forse anche l’unità d’Italia.

      • Sicuramente l’itaglia si spezzerà in almeno tre pezzi.
        A quel punto la moneta SOVRANA del Nord sarà necessarriamente diversa dalla lira.
        Nei dialetti delle regioni del Nord la moneta si identifica storicamente con l’idioma “Franco”.
        Si potrebbe (ipotesi) chiamare “Franco Padano”.

        • Homo Liber ha ragione da vendere La Padania non è italia ma bensi la succursale del nord Africa Purtroppo e per fare la Padania servono i Padani ma troppo stupidi per capire……….
          Amen

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