Grande Nord sotto la Regione Lombardia con i commercianti: Bernardelli, sacrifici a senso unico. Milano deve vivere, ma la politica ci vuole morti

I commercianti, i ristoratori, tutte le più importanti sigle del settore, si trovano questa sera dalle 20,00 sotto il palazzo della Regione a Milano per manifestare contro i provvedimenti del governatore Fontana che chiude nel fine settimana le attività considerate non essenziali nei centri commerciali, oltre che imporre un coprifuoco dalle 23 alle 5 ai locali.

“E’ un provvedimento a senso unico – commenta l’on. Roberto Bernardelli, presidente di Grande Nord, in un comunicato stampa-. Da imprenditore dico che sono scelte che gridano vendetta, non sono risolutive e, per dirla come sarcasticamente l’ha commentata il prof. Burioni, mirano a fermare la nota attività di contagio dei metronotte. Sono a senso unico perché sono scelte fatte ancor una volta dalla politica chiusa nel palazzo, che si preoccupa solo di salvarsi la faccia, senza provvedere di concerto con le categorie produttive a un sistema di protezione sociale per i lavoratori e per le imprese, che sono chiamate a pagare per i politici incapaci di gestire l’emergenza. E’ già accaduto in primavera, ora si ripete drammaticamente”.

“I dati – prosegue ancora Bernardelli – ci dicono che i settori ‘commercio’ e ‘alberghi e ristoranti’ sono quelli che a settembre hanno avuto il maggior numero di ore autorizzate di cassa integrazione in deroga con causale ‘emergenza sanitaria covid-19’. Con 22,2 milioni di ore autorizzate il ‘commercio’ si colloca in prima posizione. Seguono ‘alberghi e ristoranti’ con 8,7 milioni di ore, ‘attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese’ con 6 milioni di ore. Questi tre settori assorbono l’80% delle ore autorizzate a settembre per le integrazioni salariali in deroga. E’ quanto emerge dall’Osservatorio diffuso dall’INPS.

Davanti a questi numeri, cosa propone Fontana? Cosa gli assessorati alle attività produttive? Lo zero assoluto.

La salute pubblica è un bene di tutti – conclude il presidente – ma non si possono sacrificare sempre gli stessi fino allo stremo. Grande Nord, questa sera è in piazza con gli amici delle attività produttive milanesi. Nessuno più sente il dovere di essere sindacato di territorio? Noi ci siamo, alla faccia di quelli che proprio oggi hanno ricordato il funerale dell’autonomia promossa dal referendum tre anni fa e che come topolini ogni tanto escono e si fanno rivedere per poi nascondersi di nuovo. Sport che gli viene molto bene, assieme ai selfie e alla spalla del selfista”.

 

 

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