Grande Gorgonzola-GN. Roma ruba anche i santi. Il caso della patrona

Il dimezzamento dei fondi per l’organizzazione della Fiera di S. Caterina d’Alessandria, patrona di Gorgonzola, avrebbe dovuto scuotere le coscienze di chi ha sempre atteso il 25 novembre come l’Appuntamento dell’anno. 

Di chi è nato e cresciuto a Gorgonzola, ama la tradizione e si è sempre impegnato a rispettarla.  Di chi ha vissuto mesi di buio e ha visto privare i propri figli dei legittimi diritti naturali, come la socialità in ambito scolastico e ludico. 

Invece, ciò che più colpisce è il silenzio di chi subisce ogni giorno decisioni che relegano la città nell’oblìo, rallegrandosene pure. 

Il residuo fiscale dei cittadini di Gorgonzola, che giace nei meandri della burocrazia e dell’assistenzialismo, dovrebbe essere preteso per il soddisfacimento di ogni servizio, essenziale o marginale. Invece, c’è ancora chi riesce a trovare una giustificazione per una intera classe politica diretta responsabile della crisi economica e valoriale che la nostra società sta vivendo. 

A ciò potremmo aggiungere l’aggravante nel vedere anche la nostra amministrazione, Stucchi-Scaccabarozzi, sprecare denaro pubblico per opere o iniziative inutili ed ipocrite, come i fondi stanziati a favore del Coordinamento Enti Locali per la Pace nell’universo. 

Un cambiamento sarebbe auspicabile. Prima però è necessario che si risveglino le coscienze.

Grande Gorgonzola – Grande Nord

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