Governo scarica sui presidi responsabilità distanziamento: “Impossibile garantire sicurezza”

 

“Tra il personale scolastico e le famiglie continua a diffondersi un forte sentimento di preoccupazione e di ansia circa i possibili rischi connessi alla ripresa, dal prossimo 26 aprile, delle lezioni in presenza anche per le secondarie di II grado, senza che siano stati predisposti servizi aggiuntivi e più efficaci interventi di prevenzione”. Ad affermarlo in una nota è Paolino Marotta, presidente di Andis, Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici. “L’Andis – spiega – ribadisce la necessità e l’urgenza di emanare alcune misure indifferibili, fra le quali aggiornare il protocollo di sicurezza anche in relazione alla diffusione delle varianti COVID; delegare ai dirigenti scolastici il compito di definire, in rapporto al protocollo di sicurezza e alla capienza dei locali, la percentuale di alunni, a partire dal 50%, da ammettere alle lezioni in presenza; prevedere la somministrazione di tamponi periodici agli alunni e al personale della scuola”. Fondamentale, conclude il rappresentante dei PRESIDI, “definire efficaci misure di tracciamento, emanare linee guida unitarie all’indirizzo di ASL/USL, completare la vaccinazione del personale scolastico, aumentare i mezzi di trasporto scolastico, affidare alla Protezione Civile e alle organizzazioni di volontariato il controllo sugli assembramenti”.

“Bisogna lasciare alle scuole la facoltà di stabilire la percentuale di studenti che deve frequentare: mancano 4-5 settimane, si può fare una turnazione per cui il 75/80% degli studenti va in presenza e l’altro viene deciso dalla scuola. Qualche elemento di flessibilità sarebbe necessario”. Lo ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale PRESIDI, intervenendo a ‘Omnibus’ su La7. “Tutto può andare – ha aggiunto Giannelli – il punto è il rischio che vogliamo accettare ed essere chiari. Bisogna dire alle scuole cosa devono fare con quelle aule in cui 30 studenti non possono stare distanziati di un metro: le facciamo usare lo stesso o no? Noi siamo assolutamente favorevoli al rientro a scuola degli studenti, lo abbiamo detto in continuazione nei mesi passati, ma ci è stato risposto che non c’erano le condizioni sui trasporti. Ora sui trasporti la situazione è invariata, quello che è cambiato è il numero di vaccinazioni”.

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