Governabilità possibile, ma bisogna modificare l’art. 94 della Costituzione

di MICHELE LIATI

Qualcuno è sempre più convinto che «il miglior governo è quello che governa meno», o che non governa affatto. Qualcun altro è convinto che il declino di questo paese non debba essere affatto fermato, ma accelerato, perché solo così si può seriamente sperare di liberarsi definitivamente di questa classe politica delinquente e di questo “Stato Ladro”; da questo punto di vista, la situazione politica appena uscita dalle urne dovrebbe essere la migliore che si potesse sperare; ma queste, a mio parere, sono vane speranze.

La nostra classe politica, si è sempre dimostrata incapace e inadeguata, ma c’è una cosa che ha sempre dimostrato di saper fare alla perfezione: difendere se stessa e garantire la sopravvivenza dello Stato, anche a costo di distruggere l’economia e il tessuto sociale del paese. E’ successo in passato, è quello che sta succedendo ora. Lo Stato italiano è un organismo parassitario, che continuerà ad assorbire tutte le risorse del paese, facendolo morire, pur di non soccombere lui. Per questo motivo, non mi sembra che l’attuale situazione di ingovernabilità possa far felice qualcuno, neppure quelli, di cui si diceva, convinti che il miglior governo sia quello che non governa.  Si tratta quindi di trovare una soluzione per risolvere la questione della governabilità, magari definitivamente. Esiste? Credo di sì, ed è anche abbastanza semplice.

Da tempo, ci si scaglia contro la “porcata” dell’attuale legge elettorale, in vigore ormai dal 2006, vituperata in tutte le maniere (e a ragione), ma che comunque nessuno è mai riuscito – o non ha mai voluto – modificare. Criticata a ragione, si diceva; Sì, perché con il sistema di assegnazione dei seggi su base regionale progettata per il Senato, non era molto difficile prevedere a priori – e non è molto difficile comprendere a posteriori – le situazioni di ingovernabilità che questo sistema avrebbe potuto creare, e che ha infatti creato.

Per un breve ripasso, che dimostra quanto sopra: nel 2008, la coalizione di centrodestra vinse in 13 regioni su 18 (quelle in cui si assegna il premio di maggioranza su base regionale), una vittoria senz’altro netta, ma ebbe “solo” 168 seggi su 301 (in totale, 174 su 315), di certo non una maggioranza schiacciante. Nel 2006, le liste che appoggiavano Prodi vinsero in 11 regioni su 18, ma ebbero solo 148 seggi, nemmeno la metà di quelli disponibili.11 regioni su 18 anche alle liste che appoggiavano Bersani quest’anno e il risultato in termini di seggi è stato ancora più deludente, 113 su 301.

Ciò chiarito, si potrebbero, insomma, pensare mille modifiche per correggere i difetti della legge attuale, ma esiste una soluzione alternativa. Modificare l’art. 94 della Costituzione in modo che il governo debba ottenere la fiducia dalla sola Camera dei Deputati. Si otterrebbero con un solo atto due vantaggi:

1- Governabilità

2- Restituire almeno ad un ramo del Parlamento quella funzione di “controllo”, più che di “governo”, che dovrebbe esserle propria.

Basterebbe l’accordo condiviso dei principali partiti per raggiungere i 2/3 richiesti per evitare il referendum confermativo; referendum che, a mio parere, sarebbe comunque preferibile fare. Ci vuole, quindi, solo la buona volontà di cambiare.

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