Golpe, Italia sotto occupazione straniera

di MARCO MORIPOPOLO SOVRANO

Questo articolo vuole essere semplice avendo lo scopo di consentire a tutti una rapida comprensione di quanto sta accadendo nel nostro paese senza leggersi integralmente alcuni miei lavori decisamente più lunghi e tecnici.
Il tema della cessione della sovranità è centrale in questo momento storico, basti pensare che anche oggi un Ministro della nostra Repubblica, Padoan, ha incredibilmente auspicato che sia Bruxelles a prendere la guida delle riforme nel paese. L’Italia non è più una nazione sovrana ma anzi, giorno dopo giorno, cede fette sempre più cospicue della propria personalità giuridica. Tali cessioni sono quanto di più ostile possa esservi nei confronti di uno Stato in quanto ne determinano la sua graduale cancellazione.
Per definizione quando uno Stato è occupato militarmente perde la sovranità e dunque cessa di poter imporre la propria autorità sul territorio. Oggi siamo di fronte ad una nuova forma di aggressione che si determina attraverso l’oppressione esercitata dai mercati finanziari che stanno via via disattivando la legalità costituzionale.
L’Italia pertanto è sotto occupazione straniera esattamente come accadrebbe se fossero presenti sul territorio forze armate nemiche! Questa è una guerra! Ma purtroppo sono in molti a non accorgersene.
Tuttavia vediamo inconfondibili le prove intorno a noi. Basta anche solo fermarsi a pensare che un Parlamento composto in violazione del diritto di voto eguale, libero e personale non solo non e’ stato sciolto, malgrado due sentenze rispettivamente della Corte Costituzionale e della Cassazione, ma addirittura, con il plauso di un vergognoso Presidente della Repubblica, procede arrogantemente nella modifica della Costituzione.
Certo le Camere sono organi indefettibili dello Stato. Ma infatti è costituzionalmente previsto che una volta sciolte, ed in attesa delle elezioni, possano comunque operare in caso di urgenza! Ma appunto il regime della prorogatio presuppone un fatto a monte, ovvero lo scioglimento delle camere. Il potere politico dunque è letteralmente usurpato, fatto che lascia addirittura dubbi fondati di illegittimità anche sotto il profilo penale.
Come è potuto accadere tutto questo? Per una minima comprensione del problema occorre tornare indietro fino al 1981. Nel febbraio di tale anno il paese infatti perse la propria sovranità monetaria. Il Presidente del Consiglio dei Ministri dell’epoca era Forlani, il Ministro del Tesoro era Andreatta, mentre alla Banca d’Italia vi era un certo Ciampi. Utile fare questi nomi perché è bene consacrare ad eterna memoria storica le persone che hanno tradito in modo così plateale la Costituzione su cui avevano giurato.
Con il divorzio la Banca d’Italia non garantiva più l’acquisto dei titoli italiani alle aste con la conseguenza che il paese perdeva la propria sovranità monetaria non potendo più fare politica in tale campo secondo le sue sovrane determinazioni. Nei dieci anni successivi il debito pubblico, in conseguenza di tale pazzia e dell’ingresso della Lira nello SME, raddoppiava.
Nel 1992, proprio in piena crisi dovuta a quanto appena detto, fu firmato il Trattato di Maastricht con il quale il paese si predisponeva a perdere definitivamente la propria moneta ed ad accettare l’imposizione di politiche economiche decise fuori dai suoi confini, ovvero dall’UE. All’epoca invece ci raccontavano che ogni problema sarebbe stato risolto! Era falso! Mentivano!
L’austerità veniva codificata, fin dal poco noto regolamento 1466/97, che poco prima dell’avvento dell’euro, mise le basi per una violenta recessione in quanto, addirittura superando il già recessivo vincolo del 3% del rapporto deficit/pil (il regolamento parla di pareggio in bilancio), poneva le basi per lo smantellamento dell’apparato sociale imponendo, altresì, il ricorso costante all’aumento dell’imposizione fiscale.
L’Europa ha imposto tali vincoli all’indebitamento annuale di ogni Stato al lordo degli interessi passivi sul debito con la conseguenza che paesi come l’Italia sono addirittura stati costretti ad un’avanzo primario nei conti pubblici, ovvero a spendere meno di quanto riscosso con le tasse.
Quando uno Stato spende meno di quanto tassa, per un’evidenza matematica incontestabile, sottrae ricchezza ai propri cittadini visto che gli stessi non possono ovviamente battere moneta. La recessione conseguita dall’applicazione di tali politiche criminali prova la veridicità di quanto detto. L’Italia e’ collassata dunque proprio per il suo avanzo primario imposto da Bruxelles e non per la sua dissolutezza. L’Italia è collassata perché i conti erano troppo in ordine!
Ma qual è l’interesse dei gruppi finanziari oggi? Non certo il puro profitto, ma qualcosa che va ben oltre. Vogliono cancellare le nazioni, l’Euro è un metodo di governo. La crisi diventa quindi la leva per far accettare ulteriori cessioni di sovranità che comportano la cancellazione progressiva della democrazia costituzionale e la conseguente disattivazione dei diritti fondamentali, lo stato sociale sparirà.
La Costituzione non consente quanto sta accadendo posto che la cessione di sovranità, dunque la perdita permanente della personalità giuridica dello Stato, non è contemplata. Secondo il modello Costituzionale è unicamente possibile limitarla, in condizioni di parità con gli altri Stati, per aderire ad organismi internazionali che promuovano la pace e la giustizia tra le nazioni.
I Trattati peraltro non possono confliggere con i principi fondamentali della Costituzione che sono ad essi sovraordinati.
Il modello economico scelto dalla Repubblica è quello keynesiano con un liberismo subordinato sempre alla pubblica utilità e con la possibilità dello Stato di fare ogni intervento economico volto al sostegno dell’occupazione. Il libero mercato soccombe in tali casi. I vincoli di bilancio rendono invece impossibile allo Stato lo svolgimento degli obblighi costituzionalmente imposti.
La Banca centrale indipendente è poi un ulteriore stupro costituzionale e per comprendere questo basta pensare che, mentre essa è indipendente dagli Stati, le nazioni sono completamente dipendenti da essa in quanto, senza liquidità, non possono finanziarsi se non sottraendo ricchezza ai cittadini tramite un criminale ed incostituzionale livello di pressione fiscale.
L’art. 47 Cost recita che la Repubblica coordina e controlla il credito e dunque il modello Costituzionale di una banca centrale indipendente non è giuridicamente legittimo e questo blocca ogni ulteriore possibile considerazione.
Basta pensare ad un esempio sciocco per comprendere meglio cosa intendo. Se io, per assurdo, fossi favorevole alla liberalizzazione delle droghe (e non lo sono) questo non mi darebbe il diritto di iniziare a spacciare e ciò perché se lo facessi violerei la legge. Allo stesso modo il fatto che qualcuno possa essere favorevole ad una politica liberista e ritenga il modello Keynesiano erroneo non consente affatto di applicare la prima in quanto ciò e’ vietato dalla Costituzione. Non può esserci dibattito sul punto.
Menomare la sovranità in violazione della Costituzione o menomare l’indipendenza dello Stato costituiscono comportamenti costituenti specificatamente reato ai sensi dell’art. 241 c.p., reato che è stato commesso con la violenza dell’austerità, poiché proprio la volontaria crisi è divenuta strumento per ottenere lo smantellamento della personalità giuridica della nazione. Uomini come Monti, Draghi e lo stesso Napolitano hanno violentato la Costituzione. Gli stessi hanno addirittura dichiarato espressamente la volontà di cedere la sovranità nazionale.
Monti nel 2011 arrivò al punto di dire che la crisi e’ strumento per fare si che l’Europa compia passi avanti che, a suo avviso, sono per definizione proprio le cessioni di sovranità verso un’Europa che si sposi compiutamente con i mercati. Monti dice che tali cessioni si ottengono quando il costo psicologico di non fare le riforme diventa superiore a quello di farle. Monti, coerentemente, ha sapientemente aggredito la nostra economia causando una crisi ecomincia violentissima che ha portato miglia di persone al suicidio. Questa è violenza!
Lo stesso può dirsi per il Governo attualmente in carica che non ha mosso un dito difronte all’incredibile richiesta di Mario Draghi di cedere la sovranità nazionale.
Mi appello all’onore ed al coraggio delle forze dell’ordine e della magistratura affinché mettano fine a questo colpo di Stato immediatamente!

avv. Marco Mori, www.studiolegalemarcomori.it

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4 Comments

  1. Egregio Sig. Mori,

    sono d’ accordo con Lei nell’ affermare che scellerate scelte di politica fiscale danno affondato questo paese ( vedi il cambio lira-euro concordato con L’ europa di Prodi e Ciampi alla guida dell’ italia ), ma andiamoci piano a dire che l’ italia aveva i conti a posto: dagli anni 60 ad oggi assistiamo ad uno spreco continuo di risorse che hanno portato il paese ad un debito pubblico di 2100 miliardi di Euro.

    Cordialmente

  2. L’Italia aveva i conti in ordine? Il “divorzio” della Banca Centrale dalla politica finanziaria dei governi come primo passo verso la servitù? Ma vogliamo scherzare? Ha ragione Giacomo: qui non si tratta di essere keynesiani o austriaci, ma di avere qualche barlume di conoscenze economiche o non averne affatto.

  3. Ma la politica da dove nasce, da dove prende forma ?
    Dovrebbe nascere e prendere forma dalla popolazione tutta la quale elegge dei rappresentanti non dei delegati con poteri assoluti.
    Succede quello che sta succedendo perchè i rappresentanti si sono autonominati delegati assoluti ma soprattutto perchè la popolazione acconsente all’usurpazione del proprio potere.
    Chi è l’ultimo baluardo della costituzione se non il cittadino stesso ?
    Se quest’ultimo argine decide di cedere allora è giusto che avvenga qualsiasi cosa sarebbe stata considerata folle in un contesto costituzionale legittimo.

  4. Mi spiace dover constatare che identifi care l’indipendenza della Banca Centrale dal potere politico (1981) come una perdita di sovranità per il paese vuol dire proprio manifestare il principale difetto degli italiani che è l’ignoranza presuntuosa di chi non conosce gli elementi essenziali di economia politica e di liberismo economico. Tutte le altre grandi nazioni ci sono arrivate prima di noi, sono più nazioni della nostra e sono destinate a sopravvivere mentre noi per il bene degli altri siamo destinati a scomparire e già lo stiamo facendo, senza accorgercene data la nostra ignoranza e presunzione crassa e supina. “Ad minora”.

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