Golpe circolare Inps: rubati alle donne 7 anni di pensione

inpsdi BENEDETTA BAIOCCHI

Se si potessero usare le parolacce, la più mite sarebbe: fottute. La questione è tutta di contabilità e non solo. Di sgretolamento delle regole. Fatta la legge, anzi, le leggi, trovato il regolamento, anzi, la circolare dell’Inps che scavalca la norma superiore e decide che a 35 anni di contributi, pur con penalizzazioni, le donne non vanno in pensione. Lo Stato avrebbe risparmiato oltre  un miliardo di euro e le lavoratrici si sarebbero risparmiate anche un prolungamento di ulteriori 7 anni, per chiudere col lavoro a 42 anni di contributi.

Roba da Corte dei conti o da Corte costituzionale, come minimo.  Tutto nasce perché l’Inps ha anticipato di 15 mesi la presentazione dei versamenti pensionistici per  “Opzione Donna”. La denuncia è rimbalzata su facebook dove l’omonimo comitato ne ha per tutti. La circolare maledetta azzera, cancella i vantaggi della legge Maroni del 2004, sottoscritta (almeno quella) anche  da Elsa Fornero. Tutto ciò si traduce nell’impossibilità per una platea di  6mila lavoratrici di andare finalmente in pensione. Era stata infatti introdotta una ‘finestra’ di uscita per le donne (sia per ambito pubblico che quello privato o per le lavoratrici autonome): con 35 anni di anzianità e 57 anni di età (58 per le lavoratrici autonome), scegliendo il contributivo ed essendo consapevoli di una penalizzazione dal 20 al 30% dell’assegno, potevano andare in pensione, portando alle casse un risparmio calcolato in almeno 1 miliardo, mille milione di euro.

Per 16mila un futuro incerto

Dal 2009 ad oggi, ad aver aderito erano già state 16mila. Poi però l’Inps ha deciso di testa sua e ha emanato due circolari, la 35 e la 37, in cui si ammoniscono i ministeri che si anticipano al 2014 i requisiti per andare in pensione. Una non norma, insomma, decide e in modo retroattivo, di che pensione morire: a giugno per le autonome, ad agosto per privato e settembre per il settore statale.

Chi compirà i 57 anni nel novembre 2014 e dopo la circolare incriminata dovrà lavorare per altri otto prima di andare in pensione, fino al 2022. E sul risparmio il ministero delle Finanze pare non sentirci.

Si fida delle tabelle Inps e non vede che il pensionamento delle 6mila donne sulla soglia, vorrebbe dire risparmiare 200 milioni l’anno. Che paese.

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