Gobbo plaude ai dissidenti. Tosi: lo caccio dalla Lega

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«Prenderemo i dovuti provvedimenti». Il segretario regionale della Lega Flavio Tosi minaccia l’espulsione dal partito del suo predecessore, Gian Paolo Gobbo, “reo” di aver partecipato all’inaugurazione, il 14 settembre a Mestre, della sede dell’associazione «Prima il Veneto», covo dei leghisti anti-tosiani, i dissidenti nostalgici della Lega dura e pura delle origini. L’ex segretario nathionàl (regionale) del Veneto Gobbo, ex sindaco di Treviso, si sarebbe macchiato a detta di Tosi di un passo falso gravissimo, un chiaro atto d’accusa nei suoi confronti e dell’ortodossia tosian-maroniana.

«Prima il Veneto» aveva invitato come ospite speciale proprio Gian Paolo Gobbo, che allo slogan di «Viva il Veneto» ha demolito il Carroccio 2.0 di Flavio Tosi e Roberto Maroni. «Non ho aderito all’associazione», ha detto Gobbo, «ma è certo che porta avanti i temi storici della Lega che strada facendo si sono persi. Ma basta guardare alla nostra storia, alla Serenissima che per dieci secoli ha battuto moneta, al modo nel quale ha risolto le sue crisi economiche, per trarre un insegnamento». Non basta: entro fine anno aprirà una sede di “Prima il Veneto” anche a Treviso. Gobbo e i lealisti non possono mandare giù il fatto che Tosi abbia formato con Giorgia Meloni un ticket per chiedere le primarie nazionali per la leadership del centrodestra del dopo Berlusconi, archiviando di fatto slogan come Padania e Macroregione. Archiviando la Lega stessa. E così gli indipendentisti e i dissidenti del Carroccio aumentano, con ai vertici le ex deputate Paola Goisis e Sabina Fabi, il sindaco di Dolo Maddalena Gottardo, l’ex segretario espulso Paolo Pizzolato, gli assessori provinciali veneziani Pierangelo del Zotto e Lucio Gianni, i consiglieri regionali Santino Bozza e Giovanni Furlanetto. E presto potrebbe essere della partita, a tutti gli effetti, anche Gobbo, con il sigillo della defenestrazione ad opera di Tosi.

Nella Marca la tensione è alle stelle: «A noi militanti non è nemmeno arrivato l’invito per l’assemblea federale che si terrà il 21 e 22 settembre a Mestre. E poi cos’è, dovremo battere le mani all’ennesima passerella di Tosi?». A parlare è Fulvio Pettenà, presidente del consiglio provinciale di Treviso, anche lui contro l’avanzare di un “tosismo” che pare avere un solo obiettivo: mettere la parola fine alla Lega, soprattutto quella trevigiana e veneta, per tirare la volata al segretario nathionàl Tosi alle primarie nazionali del centrodestra. Una operazione ormai palese, che però ai tantissimi lealisti della Marca non piace affatto. Anche Pettenà la pensa come loro e capisce pure la rabbia dei dissidenti, tanto da annunciare di avere «pochissima voglia» di andare a Mestre. E i lealisti trevigiani, dal canto loro, guidati da Toni Da Re, non vedono l’ora si fissi la data del congresso provinciale del Carroccio per uscire dal commissariamento ed eleggere un nuovo segretario per la Marca. Loro torneranno a candidare quel Dimitri Coin che gareggiò, perdendo, contro il tosian-maroniano Granello, poi sfiduciato dalla sua stessa segreteria, ormai a maggioranza lealista. E per la segreteria cittadina i lealisti hanno in serbo il lancio di Riccardo Barbisan, consigliere ai Trecento. Ma ormai anche i “caneriani” della città, vicini al capogruppo in Regione Federico Caner, hanno chiuso con Tosi.

DA: TRIBUNATREVISO.GELOCAL.IT

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10 Comments

  1. alla fine Tosi resterà solo come il re ne il piccolo principe. governerà un piccolo pianetino minuscolo dove vive solo lui… e forse la Meloni.

  2. Tosi! Eja, eja, alalà.
    Questo qui crede di poter diventare segretario federale impedendo a quelli che non la pensano come lui, cioè in modo fascistoide, di esprimersi e votare.
    È l’espressione perfetta dell’avvenuto deterioramento del partito leghista, generato dall’insaziabile fame di soldi della famiggia siculo-varesotta Bossi-marrone e dei suoi sodali di ogni dove, a partire dalle brutte facce bergamasche.

  3. Maroniti avanti così verso il baratro. E intanto per la serie “tu vo fare ‘o catalano” arriva l’ennesima sputtanation per i vari Cecchetto, Salvino, Marone, Bozzi e indipendentisti della domenica assortiti di via Bellerio:

    http://www.agoravox.it/Lega-Nord-Stiamo-con-gli.html

    “L’ANC è rimasta sorpresa e molto preoccupata nel vedere la foto dei membri della Lega Nord indossando magliette con la estelada (la bandiera catalana indipendentista) il giorno della Diada, come segno di solidarietà con l’indipendenza della Catalogna.
    Vogliamo chiarire che noi ci sentiamo al polo opposto di questo partito politico italiano di estrema destra, xenofobo e omofobo e rifiutiamo pubblicamente qualsiasi avvicinamento, per cui vi chiediamo di condividere questo “post” nelle vostre pagine di facebook per aiutarci a dare informazioni corrette e chiare.”

    • Attenzione: chi riporta questa notizia, tutta da verificare, e della peggior specie di veterocomunista. Di quelli che quando cera l’unione sovietica, tremava per portare la penisola sotto la schiavitù bolscevica.
      Quindi ciò che dice vale come una flautolenza in un giorno di vento.

    • prima di scrivere certe cose si dovrebbe sapere di cosa si parla, l’assemblea nazionale catalana non è il parlamento catalano, ma l’insieme di partiti di sinistra anche estrema e di alcune associazioni culturali, che non rappresentano affatto l’insieme dei catalani.

      ovvio che critichino la lega, lo fanno per principio, secondo una ben nota logica dei fanatici di sinistra.

      non facciamoci fregare sempre, non facciamo sempre la parte dei polli!

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