Gli italiani stanno sempre peggio da quando c’è l’Italia

di ALESSANDRO MORCELLIN

Gli italiani stanno sempre peggio? Sì, questo è particolarmente vero da quando l’Italia è stata creata. L’Italia, dicono, è stata voluta per liberare gli italiani dal giogo straniero (Asburgo d’Austria e Borboni di Spagna), certo, ma ovviamente con i soldi degli inglesi, gli eserciti e la protezione dei francesi e una bottarella dei prussiani. Da quando lo Stato Italia esiste ‒Stato unitario centralista che gli italiani non hanno mai chiesto, né voluto‒, gli italiani sono stati portati alla fame, alla disperazione, all’emigrazione, alla delinquenza, alla corruzione, alla guerra. La prima conseguenza dell’Italia unita è stata la partenza degli italiani, che a milioni sono scappati dal proprio paese per sfuggire alla fame e alla disperazione.

MILIONI. Milioni di italiani se ne sono andati come in una diaspora biblica, portata come una piaga dai veri nemici della patria italiana, che sono quelli che hanno creato questo Stato di ladri e parassiti, e che oggi sono degnissimamente rappresentati dai loro epigoni. Prima che l’Italia unita esistesse, era dai tempi dell’invasione di Attila che gli italiani non conoscevano la fame mortale. L’Italia ha rinfrescato la memoria degli italiani, e fin da subito ha insegnato loro che l’Italia unita comportava anche un nuovo dovere civico: per il bene della Nazione, per la sua continuità, gli italiani dovevano emigrare. E sono emigrati in MILIONI, con momenti di pausa degnamente sostituiti dalle due Guerre Mondiali in cui l’Italia si è volontariamente buttata per versare un po’ di sangue. Sangue di chi? Degli italiani principalmente.

La Pax Italiana. Più recentemente, invece, gli italiani hanno smesso di emigrare (circa dagli anni ’70 fino a poco tempo fa), ma hanno allora conosciuto un nuovo fenomeno: la distruzione definitiva dell’unica cosa che restava agli italiani: la dignità internazionale. E oggi, essendo esaurita ogni ultima goccia di quella dignità internazionale, e dato che di buttarsi in altre guerre mondiali ancora non c’è più la possibilità, allora riparte il leit motiv più tipico dell’Italia: l’emigrazione in massa della forza lavoro fisica ed intellettuale. All’emigrazione dei nostri nonni, e all’emigrazione dei nonni dei nostri nonni, aggiungeremo oggi l’emigrazione nostra. Questa è l’Italia da sempre, e per sempre così sarà in saecula saeculorum. L’Italia è per molti di voi un dogma misterico. Non vi importa se l’Italia annienta intellettualmente, moralmente ed economicamente gli italiani; non vi importa se essa disperde il loro incalcolabile patrimonio storico, culturale e sociale costruito in tremila anni di Storia. A voi non importa nulla, purché il dogma vinca sempre: “costasse la testa dell’ultimo italiano ancora in vita, viva l’Italia, morta, ma unita”. Se la smetterete di procurarvi cecità e miseria con le sempiterne baruffe feudali tra partiti italiani, capirete che il problema sta a monte. Smettetela di subire questo teatrino di ombre e figuranti, voltatevi per vedere di quale pochezza siano, slegatevi allora, uscite dalla buia caverna, e guardate il sole riflesso sullo specchio d’acqua: la libertà e la prosperità degli Italiani si potrà avere solo al costo della cessazione del mai voluto e mal riuscito esperimento unitario. Italia Delenda Est.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Serracchiani, la presunzione di rappresentare la soluzione

Articolo successivo

La rivoluzione deve partire anche dal linguaggio