Gli imprenditori suicidi non fanno notizia. Vuoi mettere i “migranti”…

di GIANLUCA MARCHI

Ieri si è suicidata una piccola imprenditrice in provincia di Venezia. E’ la prima donna che compie il gesto estremo perché strangolata dalla situazione economica e il tragico episodio ancora una volta è avvenuto in Veneto, dove ormai si contano a deine, se non a centinaia, i piccoli imprenditori che non hanno retto al peso della crisi che ha travolto le proprie aziendine, e si sono tolti la vita piuttosto che vedersi costretti a lasciare a casa i loro dipendenti, che spesso sono amici o comunque persone con cui hanno condiviso anni e anni di lavoro gomito a gomito. Altri, come l’imprenditore di Treviso che qualche settimana fa ha dato la propria testimonianza a L’Indipendenza, dopo aver venduto quasi tutto per tenere in piedi l’impresa, non avendo figli ha deciso di chiudere salvando almeno la casa e il capannone, licenziando una sessantina di dipendenti con la speranza che in questio anni abbiano messo da parte qualcosa per sopravvivere.

Per tutte queste persone, in particolare coloro che si sono suicidate, qualche politico si è stracciato per finta le vesti, qualche giornale ha fatto una macabra contabilità, e poi il velo dell’oblio è sceso su di loro. Ora mi appresto a dire una cosa che farà sobbalzare i cosiddetti “politically correct”, ma chissenefrega: loro, i suicidi da crisi economica, compresi i tanti che si sono ammazzati per aver perso o per non riuscire a trovare lavoro, non è stato speso un decimo dell’indignazione che l’intero sistena italico (compresi giornali e televisioni) ha riservato alle centinaia di immigrati extracomunitari morti annegati nel tentativo di sbarcare sulle coste italiche. E’ una tragedia, non lo metto in dubbio, e nemmeno dico che quanto accaduto non debba muovere ciascuno verso un’umana sofferenza. Epperò mi chiedo perché questa stessa umana sofferenza non sia mai stata dedicata, soprattutto da certe parti politiche, verso gli imprenditori e i lavoratori che hanno deciso di farla finita per via della crisi economica, oltre che per il comportamento delittuoso delle banche e dello stato aguzzino.Per dirla tutta non mi pare di ricordare parole di partecipazione così incisive nemmeno dall’attuale Pontefice, che per altro suscita qualche simpatia quando mette in riga la Curia romana.

La morale sembra essere questa: meglio stracciarsi le vesti per i “migranti” defunti che per i propri concittadini suicidi, forse anche perché spesso questi gesti estremi sono stati indotti proprio dal sistema perverso che siamo stati capaci di mettere in piedi. L’mpressione è che ci siano persone di serie A e altre di serie B. Peccato che i discriminati non siano quelli che tentano di entrare clandestinamente.

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