Gli equilibristi della depressione aggrappati alle tasche della gente

di GIANFABIO CANTOBELLI

Il governicchio delle “larghe intese” traccheggia e sbanda paurosamente ad ogni refolo di vento come una barca a vela governata da una ciurmaglia ubriaca e rissosa tenuta insieme solo da un primordiale istinto di sopravvivenza politica, dall’onnipresente ricatto della mafia eurolandica, della speculazione internazionale e del monarca del Quirinale.

La strombazzata abolizione dell’IMU (indegna rapina apparecchiata dal quisling Monti in servile ossequio al diktat “tetesco”) – al netto delle contingenti demagogie di destra e sinistra – comporterà il “reperimento di risorse” per via di altre spremiture fiscali nella migliore tradizione del gioco delle tre carte.

Qualora ve ne fosse ancora bisogno si conferma il fatto che ogni esecutivo in Italia è ostaggio tremebondo ed imbelle del mito dell’intangibilità del carico fiscale, incapace di governare le dinamiche insostenibili della spesa pubblica, prigioniero degli appetiti  di constituencies la cui irresponsabile voracità è stata allevata nel venefico brodo di coltura dello “stato sociale”, succube delle deliranti pretese di una UE che da un lato impone sacrifici sanguinosi e, dall’altro, mantiene – lautamente stipendiata ed esentasse – una pletorica burocrazia tanto inutile quanto parassitaria.

Aggrappati alle tasche degli italiani per rispettare i “vincoli europei” (e salvare le cadreghe e i vitalizi) questi goffi equilibristi della depressione  sono credibili quanto una pornodiva che decanti le virtù della castità.

Sperare di uscire fuori dalle secche della crisi guidati da tali “nocchieri” è solo delirante illusione pari solo alla schizofrenia di quanti inseguono con le tasse il vorticoso espandersi dello spreco pubblico  (non ultimo la nomina di altri 4 senatori a vita) illudendosi, al contempo, che la “crescita” ed il “lavoro” si possano creare per decreto magari continuando a drenare “risorse” da quel po’ che resta dell’apparato produttivo ancora non smantellato per via giudiziaria, strangolato da “Equitaglia” o delocalizzato all’estero in climi (giuridici e fiscali) meno incivili.

Dopo aver creato la crisi del debito  i cialtroni di sinistra e destra hanno la disgustosa impudenza di atteggiarsi a salvatori della patria ammanendoci, con aria computa e seriosa, la clamorosa balla che una crisi di governo sarebbe esiziale per l’Italia.

Ciò che è invece davvero esiziale è la politichetta asfittica e votata al rinvio di questo esecutivo spurio con le sue suicide ricette di intervento pubblico, supinamente invischiata nella trappola  mortale del “fiscal compact”, persa nelle demagogiche promesse di cittadinanza facile, avvitata nella spirale neuropatica della “decadenza” di Berlusconi  e nelle indecenti discussioni sull’innalzamento (ancora!?!) di un punto di IVA.

Il giocattolo di Napolitano non è la soluzione ma il problema, l’europa è solo un IV Reich mascherato che è riuscito laddove le panzerdivisionen hitleriane avevano fallito, è bene che entrambi crollino……. e che nessuno venga a chiederci soldi per spostare le macerie, ci penseremo da soli  e lo faremo prima e meglio.

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