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Giustizia: tutti ci strarompono col Cav, noi parliamo di Franceschi

di G.L.M.

Mentre tutti i mezzi di comunicazione parlano fino alla nausea della condanna di Berlusconi, delle sue lacrime al sit-in di ieri del Pdl davanti a Palazzo Grazioli, dell’assurda richiesta di grazia che la coppia quasi comica Brunetta-Schifani si appresta a rivolgere al presidente Napolitano (assurda perché allora tutti i condannati sarebbero abilitati a fare altrettanto), della guerra civile paventata dall’apparentemente placido Sandro Bondi, mentre ci stanno gonfiando le palle con tutte queste amenità, facendo il gioco del Cavaliere, noi che ci picchiamo di essere diversi dagli altri oggi vogliamo parlare di un caso di giustizia che solleva più di una perplessità.

Vogliamo parlare di Andrea Franceschi, un signore di soli 35 anni che nella sua vita ne ha già viste tante e soprattutto ne sta passando tante. Nato a Pieve di Cadore (Belluno) nel 1978 e laureatosi in Economia e Commercio alla Bocconi, Franceschi nel 2007 è stato eletto  sindaco di Cortina d’Ampezzo con il 60% dei consensi, a capo della lista civica “Progetto per Cortina” e nel 2012 è stato rieletto. Lista civica contro i partiti tradizionali, tanto per intenderci, e formata da un gruppo di trenta-quarantenni d’assalto e molto preparati. Qualche mese fa Franceschi, dopo un anno che chiedeva inutilmente di essere ascoltato dai magistrati, è stato messo per 21 giorni agli arresti domiciliari e poi mandato in esilio. Sì, avete capito bene: prima è stato rinchiuso in casa sua poi è stato espulso dal suo paese di residenza, che è anche il Comune che amministrava fino a quel giorno.

Cosa significhi un tale provvedimento potete immaginarlo: il sindaco “sospeso” deve incontrare la famiglia e i figli nel comune a fianco e può accompagnarli fino al confine, poi si deve ritirare in buon ordine. La decisione del Tribunale del Riesame di Venezia ha tanto il sapore del tentativo di costringere Andrea Franceschi a dimettersi e così mandare Cortina a nuove elezioni. Ma lui, fedele al detto locale “mai zede!” (mai cedere) non ha intenzione di dimettersi e così il Comune di Cortina è mandato avanti dal suo vicesindaco, tra l’altro indagato per gli stessi fatti che sono costati i domiciliari e poi l’esilio al sindaco.

Franceschi è indagato per aver tentato di pilotare un appalto intervenendo sul comandante dei vigili urbani ed è accusato da una dipendente comunale che non è stata confermata nel suo incarico di dirigente dei Lavori pubblici. Inoltre ha altri procedimenti aperti a suo carico per denunce della stessa dipendente, di avversari politici e di società immobiliari.

Ahi, ahi: qui si comincia a intuire qualcosa del perchè il giovane sindaco della perle delle Dolomiti è stato messo nel mirino: lui e la sua giunta sembra abbiano pestato troppi piedi importanti in un luogo dove il valore dei terreni e delle abitazioni tocca i vertici più elevati di tutto il territorio nazionale.

Franceschi non grida, come qualcuno che potete immaginare, che lui è innocente a prescindere, non contesta nulla di ciò che gli viene contestato, però pone alcune domande: un sindaco può o non può intervenire sul proprio comandante dei vigili per invitarlo a sospendere gli autovelox con cui si tendevano imboscate ai cittadini? un sindaco può o non può cancellare dirigenti comunali procurando un risparmio annuo di 600 mila euro in un paese di 6 mila anime? Se non può fare nulla di tutto ciò e se anzi viene indagato e condannato a priori per tutto ciò, allora cosa viene eletto a fare che dai propri cittadini? A meno che, in una realtà così particolare come quella di Cortina d’Ampezzo, un sindaco, per vivere sereno e tranquillo, non debba nemmeno farsi venire in mente di disturbare i padroni del vapore (e nella conca ampezzana i padroni del vapore sono veramente padroni…).

Mai zede! abbiamo detto… l’avvocato di Franceschi hanno fatto ricorso in Cassazione contro l’esilio decretato dal Riesame di Venezia, ricorso che non verrà discusso prima della fine dell’anno. Intanto Lui ha scritto un libro, “Un sindaco in esilio”, per i tipi della Marsilio (109 pagine, 10 euro), dove racconta la propria storia, che poi è la storia di come “in questo Paese sia difficile cambiare, raddrizzare le storture, impedire alla burocrazia senza volto di decidere per la vita delle persone”. Insomma, il vecchio che non vuole mollare… Vi viene in mente qualcosa o qualcuno? C’è solo l’imbarazzo della scelta. A Franceschi un solo consiglio: per la prossima copertina si risparmi e ci risparmi quella fascia trricolorita!

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29 Comments

  1. http://www.today.it/rassegna/video-duce-duce-berlusconi-mussolini-4-agosto.html

    Se qualcuno non avesse chiaro il concetto di “plebe”, penso che questo video gli chiarirà le idee. Plebe prettamente centro-meridionale tra l’altro, come dimostrano i grevi accenti e relative sgrammaticature. Chissà dov’era la plebaglia gallo-romanza? Forse a fischiare Tosi mentre si scusava con la Kyenge o qualcosa del genere.
    Marchi, se ci gonfiano le palle con spettacoli di questo genere è perchè solo in Italia è concepibile questa roba, tant’è vero che autorevoli commentatori in queste ore stanno scrivendo articoli sui giornali cosiddetti benpensanti sul tema “Ma Silvio non molla”. All’estero il Financial Times, non esattamente la Pravda, scrive “Quand’è che finisce questa buffonata?”.

  2. a costo di farmi odiare dico che anche avesse cercato di abolire i controlli autovelox e etilici tutto l’anno e non solo nel periodo delle elezioni come dice un altro commentatore, non avrebbe certo fatto una bella cosa.

    è ora di finirla con il permissivismo su limiti di velocità e alcool test, è ora di finirla col dire che i comuni lo fanno solo per fare cassa, quando poi in giro c’è pieno di matti al volante. Se si rispettano i limiti e non si beve non si ha nulla da temere anche se gli agenti ti fanno un’imboscata, tutti gli altri si meritano la multa, perchè se corrono o se sono ubriachi non fanno male solo a sè stessi, ma uccidono anche degli innocenti.

    non ci sono abbastanza croci e fiori ai bordi delle nostre strade?

    • Mettersi con il laser nascosti dietro una siepe per beccare chi corre e mandargli a casa la multa dopo 4 mesi non serve a un piffero perchè questo ha tempo 4 mesi per falciare pedoni. Se si ha a cuore la salute dei cittadini le pattuglie devono essere ben visibili oppure si mettono gli autovelox fissi e segnalati, altrimenti lo scopo è solo fare cassa. Questo è l’ABC del buonsenso.

  3. La fascia tricolorata dovrebbe ricordare al Sindaco che lo Stato italiano lo considera solamente un impiegato statale che deve mettere in pratica quello che trova scritto nelle circolari del Prefetto. Le iniziative personali o decise da una singola comunità sono contrarie alle direttive statali.

    Il Sindaco di Cortina dovrebbe rendersi conto che o può orgogliosamente indossare la fascia tricolore come tutti i suoi colleghi ed eseguire gli ordini statali senza mai discutere o deve togliersi la fascia tricolore e gestire una comunità come desidera quella comunità andando quindi contro lo Stato italiano.

    • ma che dite? Il Sindaco non è un impiegato dello Stato, ma un eletto del popolo. E’ lo Stato che è, o dovrebbe essere, un dipendente della gente, come tutti i funzionari pubblici e burocrati.

        • le Prefetture sono lo Stato presente nei territori, e i sindaci che sono eletti e rappresentanti dei cittadini potrebbero, se consapevoli di questo, smettere la “consuetudine” di fasciarsi di tricolore e nelle occasioni dove c’è da marcare la loro presenza, indossare una fascia con lo stemma del loro comune… ahimè, forse si sentono più importanti col trocolore addosso… ma poi una guardia giurata assunta con concorso magari “statale” riesce ad avere più schances davanti ai giudici statali pure loro e questa la bell’Italia democratica si fa per dire che ci hanno confezionato…

      • Si certo e il popolo è sovrano perchè crocetta un pezzo di carta e poi c’è la marmotta che incarta la cioccolata…

        Fino a quando il popolo si comporterà da pecora, qualsiasi tizio crederà di eleggere, sarà a sua volta solo un misero pupazzo

  4. Franceschi voleva sospendere gli autovelox solo in campagna elettorale, perché “gli facevano perdere voti”, secondo quanto diceva in una intercettazione. Per questo è intervenuto sul comandante dei vigili.
    Nel senso, andatevi pure a schiantare e viaggiate a 100 all’ora, basta che mi votate. E questo sarebbe una visione intelligente?
    Il sindaco ha fatto mobbing su una dipendente e ha pilotato appalti per favorire i suoi amici.
    Sta lì solo a fare il populista, per raccolgiere consenso, non certo per amministrare bene la città. Parola di cortinese.
    Il problema sulla giustizia è vero, ma avete preso l’esempioi sbagliato. Peccato

    • Le opinioni sono libere, ma i fatti andrebbero riportati corretti.
      1) Il Sindaco non è accusato di mobbing sulla dipendente,
      2) è accusato di aver TENTATO di influire sull’appalto, salvo non riuscirci e salvo il fatto che ha tentato di allargare il numero dei partecipanti invece che restringerlo.

      Un po’ diverso da come riportato sopra

      • La fattispecie del reato di mobbing nell’ordinamento italiano non esiste. Ciò non toglie che si sia esercitata una indebita pressione su un dipendente perché violasse i regolamenti.
        Non stiamo qui a fare i giuristi. La sostanza è quella.
        Anche “aver tentato di indirizzare un appalto” non cambia le cose. Se “tento” di uccidere qualcuno non è forse reato uguale?.
        Poi allargare la partecipazione a chi? A qualcuno che diceva lui e non era previsto dalla legge?
        Perfetto, ognuno si faccia (o provi a farsi) le regole come vuole.. Avanti così

        • Scusi ma lei è talmente sprovveduto da non capire quando un regolamento è giusto o sbagliato? Ci arriva a capire che se tutti avessimo sempre rispettato i regolamenti non avremmo più ne ebrei ne zingari e coi delitti d’onore ci avremmo dato dentro per bene? Se il paese è dalla sua parte forza sindaco. Scommetto poi che chi gli vorrebbe dare lezioni di morale è il solito sbirro/magggisdrado di provenienza pelasgica che viene a Cortina a far rispettare le leggi che al suo paese non potrebbe mai far rispettare pena pantofole in cemento.

          • allora ognuno interpreti leggi e regolamenti come vuole.
            per contestare una norma, lo si deve fare alla luce del sole, non aggirandola, oppure per me non sono giusti i regolamenti sulla sicurezza del lavoro e allora li ignoro.
            avanti, facciamo tutti così.
            I suoi riferimenti territoriali sono pericolosamente pregiudiziali, e odorano di discriminazione

        • Giá, peccato che “tentare” di fare un marciapiede o una casa pubblica, invece, sia una cosa meritoria.

          Lei Andrea da per scontato che richiedere ad una funzionaria di cambiare un bando per risparmiare soldi pubblici o far partecipare piu persone sia un reato a prescindere. Ma é proprio questo il punto. In molti pensiamo che sia esattamente quellonche un Sndaco deve fare: amministrare.

    • Parola di cortinese…. allora capisco ben perché la pensi così…. probabilmente avrai la seconda casa a Cortina e l’amministrazione di avrà vietato di fare un ampliamento al 50% come prevedeva il piano casa di questa maledetta regione…. o magari hai un’agenzia d’affari che vuole trasformare un pollaio in un condominio…. se non 6 nulla di questo non capisco perché lo attacchi!!! 🙂

      • Io capisco perché lo sostieni e rispetto la tua idea. Tu, invece, non riesci a capire un’opinione diversa dalla tua, e invochi la malafede. Complimenti.

    • 1) non volevo sospendere gli autovelox solo in campagna elettorale. Solo che mi hanno intercettato esclusivamente n quel periodo. Ci sono fior fiore di email (riportate anche nel libro) in cui richiamavao il comandante a rispettare le priorita’ (presidio del centro e delle scuole, controllo degli abusi edilizi e dei falsi residenti);

      2) non sono accusato di aver avuto vantaggi dalla mia intromissione nella stesura del bando in questione. Slo che non potevo proprio sggerire nulla alla funzionaria. Ma io le ho chiesto di abbassare la cifra perche era sporporzionata per far risparmiare 200.000€ al Comune e le ho chiesto di togliere un requisito che limitava la partecipazione alle sole ditte di montagna, perche volevo maggior concorrenza.

      • 1) «Lo dico per l’ultima volta mettete in magazzino etilometro e autovelox e lasciateli là, altrimenti prendo provvedimenti». Parole sue sindaco, se le ricorda? Qui non mi sembrano “priorità, ma un ordine ben preciso.

        2) lei può o non può aver avuto vantaggi. L’accusa è “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, alla quale si aggiungono “violenza privata” e “abuso d’ufficio”, perché qualcuno si opponeva (giustamente) ai suoi diktat. Il movente è irrilevante. La questione è se lei lo abbia fatto o meno.
        In realtà poi, dice Ghedina, “si è passati da una spesa di due milioni e 363mila euro a due milioni e 612mila”.
        Anche il sindaco è sottoposto alle leggi, come anche il presidente della Repubblica. Lei non fa eccezione

  5. il consiglio dell’ultima riga è quello azzeccato…per il resto, si vede benissimo che tutti siamo in balia dell’arbitrio di una casta che si arroga, mi spiace ma lo dice il Berlusca, il diritto di decidere su ciascuno di noi a suo piacimento e disporre a seconda dell’umore o di come tira il vento.

    • Certo i magistrati fanno quello che vogliono e non pagano mai pegno, tuttavia viene un po’ comodo, e mi riferisco al Berlusca, proclamarsi innocente dopo tre gradi di giudizio

      • se per Lei i tre gradi di giudizio sono la garanzia… viva le caste! a me sembrano più un’invenzione per infinocchiarci meglio… secondo me rispondono sempre ad un disegno dominante e nella miriade di leggi e percorsi del nostri codici e codicilli e procedure che sicuramente sanno ben maneggiare ci fanno anche credere che siano “la giustizia”…poveri noi! a cadere nelle loro reti è una vera disgrazia.

      • I magistrati di questo Stato __ _____ vanno delegittimati a prescindere e il Cav appartiene di diritto a questo Stato __ _____.

  6. Se le impressioni contano qualcosa, il Sindaco Franceschi appare una brava persona, a differenza di altri. Se le impressioni contano qualcosa, gli addebiti a lui mossi appaiono nel merito discutibili. Tale impressione appare condivisa da tutta la città di Cortina, che ha sfilato in corteo in sua difesa. I cittadini di uno stato civile avrebbero l’aspettativa che la magistratura pervenisse ad un giudizio in tempi rapidi, nell’interesse di tutti. Ed è proprio qua che casca l’asino. Uno stato che non sa fare giustizia in tempi ragionevoli, neppure su casi dove i fatti non appaiono né misteriosi, né complicati, come il procedimento a carico di Franceschi, è solo uno stato ingiusto. Tenendo conto che in questi vent’anni il caracollante sistema giudiziario italiano è stato massacrato (mo arrivano i referendum radicali a dargli il colpo di grazia), è chiaro che con questo stato, che ha intenzione di cambiare solo per peggiorare, non si va da nessuna parte.

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