Giornalista contro la Giunta di Morazzone: condannato a 120mila euro

di REDAZIONE

Una condanna penale a 1 anno e 4 mesi di reclusione (con pena sospesa per la condizionale),  il pagamento delle spese processuali e un risarcimento danni alla parte civile di 120 mila euro, immediatamente esecutiva, oltre l’invio degli atti alla Procura per valutare l’eventuale sussistenza del reato di calunnia: è questo il dispositivo della sentenza di condanna di primo grado, emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Varese, presieduto dal giudice monocratico Ottavio D’Agostino, nei confronti del giornalista varesino Claudio Del Frate (Varesenews e Corriere della Sera), giudicato colpevole per i contenuti di due articoli scritti a commento della decisione del Comune di Morazzone (Va) di introdurre il bonus bebè da 500 euro da erogare a beneficio di ogni bambino nato.

Una sentenza molto pesante, non c’è che dire. I fatti risalgono al maggio 2006, quando la decisione della Giunta leghista di Morazzone, allora guidata dal sindaco Carlo Cremona, fu criticata dal giornalista attraverso la rubrica “I post.it di Del Frate” pubblicata dal quotidiano online Varesenews. In particolare Del Frate (difeso nel processo dall’avvocato Marco Nottola) aveva scritto due articoli – il primo dal titolo “Cronache cavernicole” e il secondo “Vergognamoci per tutti loro” – con cui si esprimeva in questi termini: “E’ una pensata scema che ha sputtanato la cultura e l’immagine dell’occidente”, “Per beneficiare del bonus deve essere ab origine non di recente acquisizione. Come dire: se avete qualche dubbio che fossimo razzisti, ecco, via, chiariamo che lo siamo davvero, senza se e senza ma; resta da capire come gli scienziati della razza di Morazzone stabiliranno nel pratico la cittadinanza ab origine: con un test del Dna? Ripassando i metodi del dott. Mengele? E metti che domani a Morazzone ti prende casa un cittadino statunitense, stato a cui la civiltà occidentale (Morazzone compresa) deve qualcosina, come ci si comporta? Ah già, non se ne fa niente: metti che l’americano sia pure negro…”.

Da queste affermazioni è scaturita la causa legale per diffamazione a mezzo stampa intentata dall’allora sindaco oltre che da Ambrogio Mazzucchelli e Matteo Bianchi (oggi sindaco di Morazzone), all’epoca dei fatti rispettivamente assessore ai Lavori pubblici e assessore alla Cultura e allo Sport. A oltre sette anni di distanza, il giudice di primo grado ha dato piena soddisfazione ai querelanti. Presumibilmente la battaglia legale proseguirà in appello.

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