Gibilterra e Spagna, una storia che riguarda anche i catalani

di JORDI FORNAS PRAT

Con l’arrivo a Gibilterra della Royal Navy il tema riprenderà attualità. Le conseguenze sono ben conosciute dai catalani (ma sicuramente sconosciute dal pubblico italiano): Gibralterra è stato il pagamento che ha ricevuto l’Inghilterra per abbandonare i catalani alla loro sorte tradendo il Patto di Genova (1705) per il quale si erano compromessi a difendere le libertà della Catalogna fosse quale fosse il risultato della guerra (di Successione) che d’altra parte fu favorevole agli Alleati austriacanti (Austria, Germania – in parte -, Inghilterra, Olanda, Savoia, Portogallo e Catalogna) nel complesso dell’ Europa.

Soltanto per quanto riguarda Filippo V fu favorevole agli interessi borbonici (Francia, Castiglia, Navarra, alcuni Stati tedeschi, più alcuni possedimenti del Regno delle Spagne come Napoli, Sicilia e Sardegna e le provincie americane) una vera “guerra mondiale”. Bisogna sapere che, in quel tempo, il Regno delle Spagne era composto da: il regno confederale chiamato di Aragona (formato nell’ordine di appartenenza da: Catalogna, Aragona, Maiorca, Valencia, Sicilia, Sardegna, Napoli) con capitale a Barcellona, più il Regno di Castiglia (e i suoi possedimenti in America) e quello di Navarra (i baschi), e fino all’arrivo dei Borboni (e quindi con la casa d’Austria) era un regno (o impero) federale. Da notare che i britannici ricordano e riconoscono ancora oggi il (loro) tradimento, che ha fatto perdere l’indipendenza ai catalani.

Il perché lo Stato Catalano si conosceva come Regno di Aragona bisogna andarlo a cercare più lontano. La Catalogna era un Principato e il Principe era il Conte di Barcellona che ad un certo punto (XI secolo) ha sposato l’ereditiera del (vicino) Regno di Aragona per cui ha preso questo titolo, essendo il titolo di re più importante che quello di conte, e il risultante si è incominciato a nominare “Confedearzione Catalano-Aragonese” (o “Aragó”) d’allora in poi. Tutti gli altri Stati della confederazione erano regni (Valencia, Maiorca, Sicilia, ecc.) ed ancora oggi in certi casi si dice: il Principato di Catalogna. Sempre però, il re è stato il Conte di Barcellona (il suo emblema araldico, l’attuale bandiera catalana, era presente in tutti i regni) e la capitale era a Barcellona.

Questo Stato Confederale era molto avanzato all’epoca, con il suo Parlamento democratico (anteriore a quello inglese) e itinerante in tutti i regni continentali. Il fatto principale che la Catalogna si sia schierata con gli austriaci è dovuto al fatto che questi erano una garanzia di federalismo, più democratica e commerciale di fronte ai borbonici di tipo assolutista, centralista e imperialista, e i francesi (e anche i castigliani) nemici “naturali” dei catalani (poco prima si erano presa la parte nord del Principato). Infatti, appena vinta la guerra il regime borbonico ha abolito subito tutte le leggi e istituzioni che formavano lo Stato Catalano… e così fino ad oggi.

 

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5 Comments

  1. Stato catalano!? Principe di Catalogna!? Bandiera di Catalogna!!?? Sarà uno scherzo!!
    Studia bene la storia, per favore!! Tutto quello che hai scritto è una gran bugia.
    Catalogna non ha mai avuto uno stato, era una parte del regno d’Aragona. Il conte di Barcellona non è mai stato un principe, e neanche un re. La regina fu sua moglie, Petronila, regina d’Aragona. Nel regno d’Aragona c’erano due capitali, Barcellona e Saragozza. La bandiera di Catalogna è aragonesa.
    Posso continuare per un bel po’, ma lascio stare.
    Saluti da un aragonese a Napoli.

    • Ecco che questo signore aragonese/napoletano ci dice le stesse menzogne che la storiografia ufficiale a messo in testa della gente durante secoli.
      Lui da solo però si pone in evidenza quando dice che sposato il conte di Barcellona e la principessa di Aragona (che non la regina) chi regnava era Petronila. In quei tempi mancavano ancora circa 1.000 anni perché si incominciasse a parlare del femminismo!
      Le regine regnavano soltanto nel caso di morte del re con il figlio minorenne o dove non ci fosse legge salica o erede maschio.
      Per quanto riguarda che nel regno di Aragona ci fossero due capitali… cade dal suo propio peso. Aragona aveva la sua capitale, come Valenzia, Maiorca o Catalogna, ma la vera capitale della confederazione era a Barcellona.
      Tutto questo é dimostrabile documentalmente e soltanto le persone di un livello medio di studi parlano come questo buon signore.
      Per quanto riguarda la bandiera é anche ampiamente documentato che si tratti dello scudo del conte di Barcellona.
      Anchio potrei seguire per un po’ ma penso con con questo basti.
      Saluti da un catalano di Barcellona.

  2. ricordare al re juan carlos che fine farebbero ceuta e melilla se gibilterra passasse alla spagna fa bene alla salute ed allunga la vita al re.
    I pescatori di algeciras devono trovarsi nuovi santi a cui votarsi perchè quelli competenti per territorio non san più come divincolarsi da sto pateracchio

    http://www.chronicle.gi/headlines_details.php?id=30491

    I re sanno sempre abbozzare. I socialisti ad ampio spettro catalani meno. Sperando che il fato voglia, saranno indipendenti solo se saranno coraggiosi almeno come il pugno di uomini liberi della multietnica e multiculturale autonoma gibilterra. Con determinata dolcezza di costumi.

  3. Acqua passata, non macina più.
    I catalani se smettono in massa di versare tasse allo stato spagnolo , diventano indipendenti in pochissimo tempo.

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