Giannino: chi sbaglia paga. E lascia la guida del movimento

di REDAZIONE

”E’ una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e con i soldi pubblici, io comincio dal privato. Ora giu’ a pestare destra, sinistra e centro”. Oscar Giannino motiva cosi’ su Twitter la sua decisione di dimissioni irrevocabili da presidente di ‘Fare per fermare il declino’. Silvia Enrico prende il posto di Oscar Giannino alla presidenza di ‘Fare per fermare il declino’. Lo ha deciso la direzione nazionale del movimento riunita a Roma. Giannino, dopo il caso dei titoli accademici mai conseguiti, ha voluto rassegnare dimissioni irrevocabili, “anche per dare un segnale diverso -spiega Franco Turco, uno dei membri della direzione- abbiamo raccolto il suo sfogo amaro, e’ molto provato umanamente. Noi auspichiamo che resti e lo abbiamo scritto anche nel documento finale che la direzione ha redatto”. Turco puntualizza che “Giannino, tecnicamente, resta comunque candidato alla premiership, ma ha rassegnato le dimissioni come responsabile politico del partito”.

“Giannino rimane, al momento, candidato premier di Fare per fermare il declino”. Lo ha detto Franco Turco, coordinatore del movimento di Giannino a Cagliari e membro della direzione nazionale di Fare. Turco ha descritto Giannino come “molto provato dalla vicenda, ha avuto durante la riunione uno sfogo amaro e molto personale. Rimane candidato premier e abbiamo tutti chiesto che rimanga nel partito”. Stesso concetto ribadito da Alberto Pera, candidato alla Camera nella circoscrizione Lazio 1: “Giannino si e’ dimesso da presidente di Fare, ma crediamo tutti che rimarra’ nell’agone politico”. La direzione ha poi formalizzato la richiesta a Giannino di rimanere nel partito nel documento finale al quale si sta lavorando per apportare gli ultimi ritocchi.

C’e’ stata una discussione a tratti molto accesa durante la direzione nazionale di oggi di Fare (che ha portato alle dimissioni di Oscar Giannino da presidente del partito), ma non si registrano defezioni fra i dirigenti. Lo riferiscono fonti interne. L’ipotesi di dimissioni di Giannino da deputato (in caso di elezione) viene giudicata uno sfogo piuttosto che una reale possibilità. La direzione ha invece auspicato che Giannino continui la sua attività politica e vada in parlamento. La neo-presidente Silvia Enrico dovrà traghettare la formazione attraverso le elezioni amministrative fino al congresso, fissato per la fine di maggio, che eleggerà un nuovo leader. Alla riunione all’Hotel Diana di Roma (durata da mezzogiorno alle 17) non erano presenti i ‘dissidenti’ Zingales e Boldrin, neppure in videoconferenza. Erano presenti i coordinatori regionali del partito, salvo due, collegati telematicamente perche’ si trovano all’estero.

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