Lo spread galoppa: Italia a 521 punti, Spagna a 635. Interessi alle stelle

di REDAZIONE

Lo spread Btp-Bund segna un lieve calo a 521 punti base, dopo che la Germania ha venduto titoli a un anno con tasso negativo (-0,054%) e forte domanda. Il rendimento del Btp a 10 anni e’ al 6,34%. Il divario Spagna-Germania e’ a 635 punti con il tasso dei Bonos che scivola poco sotto il 7,50% (7,48%). 

GERMANIA: LA GRECIA NELL’EURO HA I GIORNI CONTATI. MA NON E’ UN PROBLEMA

La permanenza della Grecia nell’euro potrebbe avere i giorni contati, in ogni caso una sua uscita non spaventa piu’ di tanto la Germania. Lo afferma in un’intervista alla televisione pubblica Ard il ministro dell’Economia e vice cancelliere, il liberale Philipp Roesler, il quale si dice “piu’ che scettico” che Atene riesca a mettere in atto le riforme richieste. “Se la Grecia non rispetta i suoi impegni”, aggiunge il ministro, “allora non ci possono essere ulteriori pagamenti”. A quel punto il fallimento della Grecia diverrebbe inevitabile con il risultato automatico di un’uscita dall’euro.

“Per me un’uscita della Grecia non rappresenta piu’ da tempo uno spauracchio”, spiega il ministro, secondo il quale bisogna tuttavia attendere la prossima missione ad Atene della troika composta dai rappresentanti di Ue, Bce e Fmi. Roesler esprime apprezzamento per quanto stanno facendo Spagna e Portogallo nel tentativo di superare la crisi, anche se respinge ogni ipotesi di intervento della Bce nell’acquisto di titoli di Stato spagnoli. “Giu’ le mani dalla Bce”, ha spiegato in maniera recisa il vice cancelliere.

Ma c’è di più. Il Fondo Monetario Internazionale sarebbe pronto a bloccare gli aiuti alla Grecia. La notizia è apparsa in un articolo dell’ultimo numero del settimanale tedesco Der Spiegel. Il periodico citando fonti autorevoli dell’Fmi riferisce infatti che il Fondo Monetario non sarebbe intenzionato a fornire la sua quota di aiuti ad Atene perché sarebbe chiaro che la Grecia non riuscirà a tenere fede al piano di riforme concordato con la Troika “per ridurre il deficit del Paese entro i termini stabiliti al 120% del Pil entro il 2020”. E se il target non fosse raggiunto in tempo questo vorrebbe dire, secondo la Troika, dover ‘investire’ tra i 10 e i 50 miliardi di euro in più.

In questo contesto, spiega lo Spiegel, è altrettanto improbabile che Atene riesca a restituire alla Bce i 3,8 miliardi in scadenza il 20 agosto. Senza dimenticare le titubanze di alcuni Paesi europei come Olanda e Finlandia, che per la loro partecipazioni agli aiuti, chiedono rigore ad Atene. Si va verso il default? Forse sì, ma secondo quanto scrive il periodo tedesco i Paesi dell’Eurozona giudicano la cosa “gestibile”. Non lo sarebbe invece per altri Paesi, ecco perché prima di far partire nuovi strumenti a difesa dell’euro con l’European stability mechanism, si vogliono imporre regole chiare ai singoli Paesi.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

UNIONE EUROPEA, NUOVA STRETTA SU EMISSIONI CO2 DELLE AUTO

Articolo successivo

Provincia dell'Insubria: la vuole la Lega, ma anche altri