Gerenzano, Molteni: A Gerenzano c’è chi fa politica per accumulare like e chi la fa per cambiare le cose

 

di Lisa Molteni – Negli ultimi giorni, il centrodestra locale (Salvini Premier) ha deciso di lanciarsi in una nuova ondata di polemiche.

In un loro recente post, hanno addirittura sostenuto che sarei “l’avvocato della maggioranza”.

Lo dico con chiarezza: non sono l’avvocato di nessuno. Non difendo partiti, non difendo sindaci, non difendo giunte. Difendo la verità dei fatti. E forse proprio questo è ciò che dà più fastidio: che nonostante le differenze politiche, quando vedo distorsioni e bugie, scelgo di intervenire.

La mia bussola non è il colore politico di chi amministra, ma il rispetto per i cittadini. E il rispetto passa da una condizione fondamentale:non prendere in giro la gente.

Quando il centrodestra manipola le informazioni, cancella pezzi di realtà o rovescia completamente il senso degli eventi, il mio dovere è ristabilire la verità. Non per proteggere qualcuno, ma per proteggere Gerenzano dalla disinformazione.

Perché questo Consiglio comunale è stato importante – L’ultimo Consiglio comunale ha visto un episodio raro: un’auto-interrogazione della maggioranza.

Di solito è la minoranza a interrogare la giunta. Qui invece la maggioranza ha deciso di portare in aula temi sollevati proprio dal centrodestra, per chiarirli una volta per tutte, con documenti alla mano.

Come Ide in Comune, ho scelto di intervenire a sostegno dell’interrogazione.

Non per cambiare casacca, ma perché alcune delle ricostruzioni fatte in questi mesi dal centrodestra erano talmente distorte da richiedere un chiarimento pubblico.

Quando il dibattito politico degenera in slogan e insinuazioni, si crea un danno concreto: i cittadini vengono disorientati, non sanno più a chi credere e si perde fiducia nelle istituzioni.

E a Gerenzano, purtroppo, negli ultimi mesi questo meccanismo è stato alimentato ad arte.

Punto per punto: la realtà dei fatti

 

  1. Poste Italiane – Una verità scomoda per la narrazione del centrodestra

Il centrodestra ha scritto che il Comune “non ha fatto nulla” per affrontare i problemi dell’ufficio postale.

La verità è che i servizi postali non dipendono dal Comune, ma da Poste Italiane, società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Comune può chiedere, sollecitare, interloquire, ma non può decidere aperture, chiusure o orari.

Nonostante questi limiti, Gerenzano è stato l’unico Comune a ottenere un ufficio postale mobile.

Altri Comuni – anche più isolati e con distanze superiori ai 20 km dall’ufficio più vicino – non hanno ottenuto nulla. Questo non è accaduto grazie a un post indignato su Facebook, ma a pressioni vere e continue interlocuzioni.

E qui serve memoria storica: quando i tagli ai servizi postali venivano decisi, chi governava? In Regione Lombardia, in Provincia di Varese e al Governo nazionale c’era la Lega.

In quel periodo non si è visto un solo atto concreto a difesa dei servizi postali. Nessuna mozione, nessuna interrogazione, nessun tavolo di lavoro.

Dove erano allora i referenti di oggi?

  1. Codice fiscale – Un automatismo spacciato per scandalo

Sul cambio di codice fiscale, il centrodestra ha voluto far credere che fosse una scelta politica del Comune, magari una decisione presa senza considerare i disagi per i cittadini.

La realtà è che si tratta di un automatismo tecnico dell’Agenzia delle Entrate, conseguenza di una variazione toponomastica e catastale. Non c’è discrezionalità, non c’è margine per “decidere” se farlo o meno.

Sì, l’amministrazione avrebbe potuto organizzare un miglior supporto, soprattutto per gli anziani. Ma il centrodestra, invece di dare una mano, ha preferito usare l’argomento come arma di propaganda, alimentando confusione e polemiche.

Non è politica costruttiva: è strumentalizzazione.

  1. Grandine 2023 – La memoria corta del centrodestra

Questo episodio merita di essere raccontato, perché smonta ogni tentativo di riscrivere la storia.

Quando ci fu la grandinata del 2023, il sindaco convocò una riunione d’urgenza. I danni stimati furono impressionanti: 40 milioni di euro. Eravamo tutti presenti, maggioranza e opposizione. Ognuno, nel suo ruolo, cercò di capire come muoversi.

E a fine riunione, lo stesso Cristiano Borghi, a nome di tutto il centrodestra, disse:

“Vi facciamo i complimenti per la gestione dell’emergenza.”

Queste parole le abbiamo sentite tutti. E oggi, due anni dopo, le stesse persone ribaltano completamente la narrazione, come se allora non avessero riconosciuto il lavoro fatto.

Non è solo incoerenza: è mancanza di rispetto verso una comunità che in quei giorni si è mobilitata per dare una mano, chi più chi meno.

A 2 anni dall’evento, la maggior parte dei cittadini non ha ricevuto i ristori, e non per colpa del Comune, ma per colpa di chi governa a livello nazionale: il Governo. E ancora una volta, nessuno del centrodestra ha interrogato i propri parlamentari. Nessuna lettera, nessuna PEC, nessun atto.

Replica diretta al centrodestra – Nel loro comunicato e nei loro post, il centrodestra prova a dipingermi come “l’avvocato della maggioranza” per screditare il mio intervento. Ma non è un insulto a me: è un insulto ai cittadini, perché significa che pensano che la verità dipenda da chi la pronuncia.

La verità non ha padrone – Quando la maggioranza ha ragione sui fatti, io lo dico. Quando sbaglia, io lo dico. E quando il centrodestra distorce, io intervengo. Il vero problema è che smonto le loro narrazioni con atti, documenti e prove. E quando le narrazioni si sgretolano, non rimane più nulla, se non la realtà dei fatti.Conclusione – Basta storielle, servono fatti.

Siamo nel 2025. I cittadini non hanno più bisogno di teatrini da social, ma di amministratori che parlino chiaro e che conoscano le regole prima di aprire bocca.

Il centrodestra locale sceglie la confusione, l’insinuazione, lo slogan facile. Noi scegliamo la chiarezza, la documentazione, la competenza.

E continueremo a farlo. Perché Gerenzano merita rispetto, e il rispetto si dimostra studiando, lavorando e dicendo le cose come stanno, anche quando la verità non fa comodo.

A Gerenzano c’è chi fa politica per accumulare like e chi la fa per cambiare le cose. Noi stiamo dalla parte dei fatti.

Lisa Molteni, consigliere comunale Comune di Gerenzano

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