CIACOLE E ARMI: “VENETO STATO NON E’ GENTILINI”.

di REDAZIONE

L’ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, è tornato a far parlare di sé per via di alcune sue dichiarazioni durante una cena con alcuni amici e conoscenti di “Veneto Stato”. Quanto accaduto quella sera è stato riportato in un video postato su “youtube” (che trovate sotto) ed ha sollevato le ire di un parlamentare dell’UDC. I giornali locali veneti ne hanno parlato questa mattina, sollevando il caso.

Un polverone. “Veneto Stato” con Gentilini? Poco fa, in redazione ci è arrivata la nota ufficiale di “Veneto Stato”, che riportiamo di seguito:

“Dopo aver saputo che la Magistratura ha acquisito il “famoso” video dell’incontro tra Gentilini e un gruppo dei dissidenti di Veneto Stato, siamo costretti ad alcune precisazioni. Veneto Stato non ha mai invitato, né incontrato Gentilini ad alcuna cena. Non ha mai chiesto a Gentilini di aderire al movimento, conoscendone l’amore per il vessillo sabaudo.

Il convivio si è svolto tra Gentilini ed alcuni ex militanti che – come si vede nel video diffuso dall’on. Antonio De Poli – oltre ad applaudire un personaggio che si è sempre dichiarato sostenitore dell’Unità d’Italia, ridono divertiti di fronte ad affermazioni gravi e inaccettabili come quelle del prosindaco di Treviso: “Voglio la rivoluzione e la rivoluzione comporta l’occupazione, se fosse possibile con le armi. Coe ciacole no se fa un casso. Io vengo da un’esperienza del passato dove a 10 anni eri già un soldato, un militare. Io sono di quella generazione che aveva le damigiane di olio di ricino e i manganelli che più li battevi più duri diventavano.”

È curioso che proprio questi ex militanti, da un lato, abbiano definito nazifascisti i soci che hanno partecipato all’ultimo congresso di Veneto Stato, e dall’altro, si compiacciano delle uscite inneggianti il ventennio del prosindaco di Treviso.

Veneto Stato invece, da quelle dichiarazioni si dissocia ufficialmente.

Riteniamo inoltre grave che l’avvocato Alessio Morosin abbia preso parte a questa screditante commedia, e anzi ne abbia svolto le mansioni di cerimoniere.

Ricordiamo infine che tra i rappresentanti più attivi di quest’ala di fuoriusciti che sventola la bandiera di Veneto Stato c’è anche quello stesso Raffaele Serafini che dovrà presto affrontare un processo per aver pubblicato sul proprio sito simil-giornalistico notizie diffamatorie completamente inventate, riguardanti presunte attività sessuali del presidente veneto Luca Zaia”.

La polemica, intanto, è scoppiata, nonostante l’avvocato Morosin abbia cercato – con un comunicato stampa – di prendere le distanze dall’ex primo cittadino leghista: “Dopo un articolo apparso su “la Tribuna” e intitolato Occupare Roma con le armi” –  ha dichiarato: “L’articolista associa in modo grave a noi le parole del vicesindaco di Treviso che evocano una violenza che non ci appartiene e che è contraria ai nostri principi. […] e io stesso che gli ero a fianco con un gesto eloquente della mano lo ho ripreso e ho dimostrato il nostro diniego netto e unanime al suo discorso. La spilla appuntata sul petto rappresentava solo un riconoscimento alla cortesia di Gentilini che, per altri aspetti, ha voluto testimoniarci la sua simpatia, ma non certo una formale iscrizione almeno finché il vicesindaco non se la meriterà dimostrando di aver compreso e fatto proprio il percorso democratico, legale e pacifico di indipendenza del Veneto”.

ECCO IL VIDEO:

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