GENOVA: EQUITALIA GLI PIGNORA LA CASA, ARTIGIANO SI IMPICCA

di REDAZIONE

Ennesima tragedia della disperazione. Un artigiano di 64 anni si e’ tolto la vita impiccandosi all’interno dell’abitazione che gli era stata pignorata a seguito dell’eccessivo indebitamento. Il fatto e’ avvenuto a Genova, nel ponente della citta’. Il cadavere dell’uomo e’ stato trovato dal figlio insieme a una lunga lettera in cui spiega le motivazioni del folle gesto. L’uomo, che doveva 30mila euro al fisco, aveva subito, secondo quanto si apprende, il pignoramento della casa da parte di Equitalia. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Sampierdarena. La salma e’ stata trasferita all’Istituto di medicina legale del San Martino e messa a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.

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10 Comments

  1. @ FL – e da cosa deduci che non abbiano già paura ?
    L’errore di fondo è quello dell’artigiano che si impicca senza mandare all’altro mondo coloro che “lo impiccano”.

    Da ragazzino ero boy scout ed andai una volta al macello comunale di Mestre per chiedere un corno di vacca con il quale volevo farmi un corno per suonare.
    Odore di sangue ed escrementi. In fondo una montagna di budella fumanti e c’erano tre pecore che belavano.
    Ad una attaccarono una corda ad una zampa e la appesero ad un gancio a testa in giù prima di sgozzarla e ciò lo ripeterono con le altre. Da ragazzino pensai che, passi per la prima, ma le altre due avevano sicuramente capito quello che le aspettava ed almeno una testata sui coglioni potevano darla al loro carnefice, invece nulla, e si fecero appendere e sgozzare senza cenni di ribellione.
    E’ strano come fatti che si crevano sepolti nella memoria, saltino improvvisamente fuori.

    • @ FL – e da cosa deduci che non abbiano già paura ?
      L’errore di fondo è quello dell’artigiano che si impicca senza mandare all’altro mondo coloro che “lo impiccano”.

      Proprio cosi’.
      Prima si ammazza il nemiko e poi dopo, forse, ci si impicca o ammazza come meglio si crede..!!

      Anche qua, su questo tema, siamo perdenti.

  2. Altro momento da COMMEMORARE COL TRIKOGLIONISMO IN TESTA AL POSTO DELL’ELMO DI SCIPIO.

    AVANTI, FATEVI DEL MALE CHE L’ITAGLIA, dopo che voi sarete scomparsi, GODERA’ E MOLTO MEGLIO CON I SUOI NUOVI ITAGLIANI..!!

    O FORKONI O SOCCOMBEREMO TUTTI..!!!

    Salam

  3. Visto come hanno cercato di linciare quel tizio a Brindisi che si pensava fosse l’attentatore, Monti deve augurarsi con tutte le sue forze che quello vero si sia mosso per ragioni mafiose o semplice pazzia, perchè se diversamente dovesse saltare fuori una persona normale che a causa dello stato ha perso prima tutte le sue proprietà ed infine la testa, a quel punto il governo dei tecnici e dei parassiti politici non sarebbe più solo platonicamente colpevole di induzione al suicidio ma diventerebbe mandante indiretto di stragi terroristiche e lì sarebbe veramente finita.

    • l’attentato è opera di un mitomane o di una persona anonima. Tuttavia ritenere che in questo momento giusto lo stato e i suoi apparati ne possano beneficiare maggiormente, non è da escludere. Infatti lo stato e i suoi apparati si reggono nell’additare continuamente nemici e pericoli alle masse beote in cerca di protezione. E il gioco è fatto : oggi gli evasori, domani i commercianti che alzano i prezzi, dopo domani Bin Laden, poi la Mafia, e poi gli extracomunitari, e poi il dollaro, e poi i petrolieri, gli speculatori finanziari e cosi via, Sono arrivati pure i terroristi finti.

      • Infatti ma supponiamo dovesse saltare fuori una qualche prova, una qualche confessione, un qualcosa che facesse capire senza alcuna possibilità di sviarne il senso che le ragioni dietro quel massacro sono da imputarsi allo stato, hai idea cosa vorrebbe dire ?
        Quanto c’hanno messo nelle varie città ad organizzare le manifestazioni contro il terrorismo, ancora meno ci metteranno per fare piazza pulita.
        Se c’è una precisa strategia di stato alle spalle di questo fatto, lor signori devono fare molta attenzione perchè stanno giocando con la benzina ad un centimetro dal fuoco.

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