Gb, nuova legge su aiuti di Stato, senza le “gabbie” dell’Europa. Ma insorgono Galles e Irlanda del Nord

Una nuova normativa per rendere il meccanismo degli aiuti di Stato a favore dell’economia britannica “piu’ semplice e piu’ snello” rispetto a quello condiviso nei decenni scorsi con l’Ue. E’ il senso dell’ennessimo disegno di legge post Brexit annunciato oggi al parlamento di Westminster dal governo Tory di Boris Johnson e denominato Subsidy Control Bill. Il sistema riveduto e corretto, ha annunciato il ministro delle Attivita’ Produttive, Kwasi Kwarteng, “partira’ dal concetto di consentire i sussidi laddove rispondano ai principi che sono a fondamento degli interessi del Regno Unito: producendo un beneficio alla generalita’ dei contribuenti britannici”. Kwarteng ha aggiunto che la nuova legge favorira’ un versamento “piu’ rapido ed efficace” degli stanziamenti. La questione degli aiuti di Stato e’ stata una delle piu’ spinose fra quelle negoziate nell’ambito dell’accordo di libero scambio post Brexit raggiunto con Bruxelles alla vigilia del Natale scorso, subito prima della fine del periodo di transizione seguito al referendum del 2016. E un discostamento eccessivo dalle norme Ue potrebbe innescare sulla carta la minaccia di rappresaglie commerciali. Il testo presentato entrera’ in vigore l’anno prossimo, dopo l’approvazione del Parlamento dove il gabinetto Johnson puo’ contare su una maggioranza blindata; non mancano tuttavia recriminazioni da parte delle autorita’ locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, secondo le quali l’iniziativa del governo centrale britannico – non discussa preventivamente con loro – rischia di sottrarre alcune prerogative in materia commerciale rivendicate in base alla devolution.

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