Crollano i consumi di gas: urge ridefinire i contratti

di REDAZIONE

Il mondo non e’ piu’ quello di cinque anni fa, neanche quello del gas, i cui consumi in Europa sono crollati del 15% dal 2008 a oggi. Parte da questa certezza la ‘campagna’ dell’Eni per la rinegoziazione dei contratti take or pay, vale a dire quegli impegni a lungo termine con i Paesi produttori stretti a prezzi che non sono piu’ attuali, vista la grande rivoluzione dello shale gas che ha fatto crollare le quotazioni sul mercato spot. L’amministratore delegato della compagnia energetica, Paolo Scaroni, ha colto l’occasione dell’Omce 2013 (l’undicesima edizione dell’Offshore Mediterranean Conference and Exhibition) per fare il punto della situazione e confermare la politica di rinegoziazioni che e’ stata avviata. ”Credo che per la fine dell’anno avremo rinegoziato se non tutti una gran parte dei contratti”, ha spiegato Scaroni, aggiungendo che gli accordi in essere sono ”con cinque operatori diversi: Gas Terra, Statoil, Sonatrach, Noc e Gazprom” e che la trattativa e’ aperta ”praticamente” con ”tutti: non siamo ancora arrivati a delle conclusioni, ma siamo abbastanza fiduciosi di poterli adattare, facendo un po’ dei vestiti su misura alla produzione del Paese e adattandoli ad una realta’ del mercato del gas che e’ profondamente cambiata”. Quanto si sia modificata la situazione appare evidente dai numeri: Scaroni ha infatti ricordato che nel 2012 si e’ registrata una flessione del 15% rispetto al 2008, con uno scostamento tra previsioni e realta’ pari a 150 miliardi di metri cubi, ”che equivalgono alle esportazioni di Gazprom in Europa. Quindi negli ultimi quattro anni come consumi del mercato europeo ci siamo persi una Gazprom”.

I prezzi messi nero su bianco con contratti degli anni scorsi, dunque, non sono piu’ sostenibili e l’Eni, come altre compagnie europee, chiede in sostanza uno sconto, la cui entita’ e’ ovviamente riservata. Come ordine di grandezza, comunque, puo’ valere per esempio il fatto che nei primi nove mesi del 2012 proprio Gazprom abbia riconosciuto agli europei sconti retroattivi per complessivi 4,4 miliardi di dollari. Ma oltre alle rinegoziazione, Scaroni e’ tornato sulla stessa filosofia dei contratti, ribadendo che la sicurezza degli approvvigionamenti non puo’ piu’ essere un compito svolto dalle aziende, ma un tema di carattere sovrano di spettanza di governi ed Unione europea”.

Le aziende, insomma, devono tornare a dedicarsi con sempre maggiore impegno all’esplorazione e alla produzione, per non lasciare il mondo a bocca asciutta: da questo punto di vista, Scaroni ha accolto con favore le indiscrezioni su un interesse di Gazprom per il mega-giacimento di Mamba in Mozambico e si e’ detto ”molto ottimista” rispetto alla situazione in Nordafrica. Edison, invece, punta a raddoppiare la produzione in Italia, seguendo una scia che appare gia’ evidente dagli ultimi dati dell’Up: la fattura energetica nel 2012 e’ stata migliore delle previsioni, a 64,4 miliardi, anche grazie all’aumento della produzione nazionale.

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