FNS: nell’Agenda Monti dimenticata la questione siciliana

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Alcuni giornalisti in Sicilia, – molto pochi per la verità, – hanno rilevato, con perspicacia e con correttezza professionale, che, nella tanto celebrata “AGENDA MONTI” sono state omesse le parole “SUD” e “MERIDIONE”, Mentre una sola volta compare la parola “MEZZOGIORNO”. Magra consolazione, quest’ultima, tantoppiù che il contesto nel quale è inserita la parola “MEZZOGIORNO”, – ci permettiamo di rilevare, – non fa alcun cenno a quelle che sono la “QUESTIONE MERIDIONALE” e la “QUESTIONE SICILIANA”. Due “QUESTIONI” che non sono certamente identiche ma che hanno molti punti di contatto, soprattutto quando si parla del divario NORD-SUD che caratterizza la vita dello Stato italiano, come conseguenza diretta della CONQUISTA DEL SUD avvenuta nel 1860 con i metodi e le finalità che ben conosciamo.

Ai giornalisti (per tutti, citiamo Domenico TEMPIO e Roberto CELLINI del quotidiano “LA SICILIA”) esprimiamo la nostra gratitudine per la presa di posizione nei confronti delle AMNESIE dell’AGENDA MONTI.

Per quanto riguarda la “QUESTIONE SICILIANA”, dobbiamo dire che questa viene ignorata e/o sottovalutata, non solo da MONTI e non solo oggi, dai personaggi istituzionali ad ogni livello, dai Movimenti, dai Partiti e dai gruppi di potere che si sono avvicendati nel Governo italiano dal 1860 ad oggi. E, quel che è peggio, la “QUESTIONE SICILIANA” viene ignorata e/o calpestata anche dai Partiti di Opposizione. Analoga considerazione va fatta, mutatis mutandis, per la “QUESTIONE MERIDIONALE”. Anche quando, come accade per tante formazioni sicilianiste e/o pseudo-sicilianiste, meridionaliste e/o pseudo-meridionaliste, i rappresentanti si riempiono la bocca (e non solo la bocca) con un Meridionalismo ed un Sicilianismo d’accatto, che non esclude l’ascarismo, la corruzione, la mafia, il tradimento, il galoppinaggio e tante altre “schifezze”, come quella dell’asservimento della SICILIA e del SUD ad interessi estranei ed ostili ai rispettivi Popoli, alle rispettive nazionalità.

Sì, perchè la “QUESTIONE SICILIANA” e la “QUESTIONE MERIDIONALE” non sono questioni sociali o sindacali. Sono QUESTIONI “NAZIONALI”. SONO QUESTIONI SCOTTANTI. Si tratta, infatti, delle condizioni di due Popoli, di due Nazioni, di due ex-Stati, fiorenti, progrediti e ricchi prima dell’annessione allo Stato Sabaudo-Italiano. E ridotti in COLONIA di sfruttamento dopo la “conquista”,  ed a causa della conquista, ANGLO-SABAUDO-GARIBALDINA-MERCENARIA-MAFIOSA e CAMORRISTICA del 1860. Una CONDIZIONE COLONIALE, la nostra, che persiste con conseguenze drammatiche, come, peraltro, dimostrano i rilevamenti statistici, seppure in maniera più moderna e ben camuffata, ancora oggi. Una condizione coloniale che non si risolve certamente cancellandola dall’AGENDA MONTI o, nel nostro caso specifico, dall’AGENDINA CROCETTA.

Anzi, è questa un’occasione da cogliere per ribadire che i diritti fondamentali dei Popoli Siciliano e Meridionale (intendendo per “Meridione” la “NAPOLITANIA”) non sono affatto prescritti né prescrivibili. Ed, anzi, dobbiamo esprimere il convincimento che la Nazione Siciliana e la Nazione Napoletana faranno ancora parlare di sé, come Popoli protagonisti del rispettivo destino in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo. Il tutto, a prescindere dalle RIFORME promesse dal “sistema” e, di volta in volta, tirate fuori dai taschini dei Capi di Governo al potere e dai loro colleghi di Opposizione, tutti o quasi allegramente anti-siciliani ed anti-meridionali.

A N T U D U !

‘U Sikritariu Pulitiku – Giuseppe SCIANÒ

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