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Fronte unico indipendentista? Le parole stanno a zero, servono solo fatti

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega a Bergamo, ha proposto su queste pagine un fronte comune indipendentista. La proposta in linea teorica è sacrosanta, ma per certi versi superflua, perché ormai le parole stanno a zero e quel che conta sono solo i fatti.

Belotti e la Lega non si dovrebbero preoccupare troppo dei commenti antilega da parte di alcuni secessionisti che leggono questo giornale. Tali persone si dividono infatti in due gruppi, ci sono gli antileghisti di professione, i quali, se la Lega ottenesse domani l’indipendenza da Roma, la rifiuterebbero per principio e chiederebbero a gran voce il ritorno all’italia unita e poi ci sono gli indipendentisti delusi, spesso a ragione, dal comportamento della Lega, che potrebbero riconsiderare la loro posizione se la Lega invece di parlare, promettere o peggio cincischiare si decidesse ad agire seriamente in termini indipendentisti. Insomma i primi è comunque meglio perderli che trovarli, quanto ai secondi non serve avanzare proposte, basta agire concretamente e seriamente e smetteranno di scrivere commenti antilega. La Lega deve agire in modo serio se vuole recuperare la fiducia di tante persone, deve dare l’esempio!

Caro Belotti, la Lega ha una sola via: deve agire in modo serio se vuole recuperare la fiducia di tante persone, di più deve dare l’esempio! Insomma basta proposte servono fatti concreti, ma fatti da indipendentisti. Quali fatti? Qualcosa tipo questo:

1)     Zaia si decide una volta per tutte a mandare avanti il referendum per l’indipendenza del Veneto, a tutta velocità.

2)     Se gli alleati del Pdl non ci stanno, fa cadere la giunta dimostrando di preferire l’indipendenza alla poltrona, poi vedrai che su quella poltrona ce lo rimettono a furor di popolo.

3)     Maroni si dà una bella sveglia, la smette di pensare solo all’Expo ed organizza un referendum simile in Lombardia, ti ricordo che Maroni ha firmato per Color 44 e, se è convinto di ciò che ha firmato, riveste un ruolo tale per cui potrebbe agire anche subito.

4)     La smettiamo con gli onorevoli che parlano di paese, di risolvere i problemi del paese intendendo l’italia? La smettiamo con i sindaci leghisti che vanno in giro infiocchettati con il tricolore? Non sarebbe il caso che i sindaci della Lega usassero solo una fascia con i colori del loro comune? Anche perché non si capisce perché un sindaco debba usare una fascia che rappresenta un intero stato, che per di più non è il nostro, invece di rappresentare la comunità che lo ha eletto.

5)     Invece di parlare tanto di Catalogna e Scozia, la dirigenza leghista inizia a comportarsi  come i Catalani e gli Scozzesi: Artur Mas parla in catalano alla RTVE, la televisione spagnola… vacca miseria se ho mai sentito un leghista far lo stesso anche solo a Telelombardia o Telecaronnopertusella!

6)     La risposta che la dirigenza, Maroni incluso, fornisce a questa contestazione è che “loro”, i catalani, hanno una lingua, noi no, dimostrando così una assoluta incultura in materia, dando eco ai peggiori stereotipi italici e ignorando bellamente che l’Unesco riconosce il Lombardo come lingua, ignorando che da decenni Sergio Salvi parla di lingua padana e che Goeffrey Hull parla di lingua padanese. Non è ora che la dirigenza si decida a dare al movimento una seria base culturale, così almeno da sapere quale è l’identità da difendere, cosa che per inciso molti semplici militanti conoscono già?

7)     La prossima volta che Napolitano passa della nostre parti, invece di chiamare a raccolta i sindaci perché vadano ad omaggiarlo come è stato fatto in passato anche a Bergamo, magari non da te, ma da qualche altro dirigente leghista locale, li invitiamo a starsene a casa, oppure a protestare civilmente ma fermamente, facendo presente a Napolitano che è il benvenuto (i padani sono accoglienti per indole), ma che è all’estero, che è in Padania?

8)     Già che ci siamo la Regione Lombardia si dota di una legge che tuteli l’identità e la cultura lombarda, perché dopo anni e anni di presenza leghista in regione ancora e colpevolmente la regione non si è dotata di nulla. Cortesemente puoi dare la sveglia all’assessora Cappellini?

9)     La smettiamo con certi aggeggi politici che stante l’articolo 1 dello statuto vanno in giro a dire che l’indipendenza non è fattibile? Li buttiamo fuori o li mettiamo almeno in condizione di non nuocere? Devo farti i nomi o ci arrivi da solo a chi mi riferisco?

Posso anche concederti che la Lega ha di recente fatto qualcosa di giusto, essere solidale con gli arrestati e manifestare a Verona. È tanto? È poco? È stato fatto a fini elettorali? Non lo so, né mi interessa il perché, l’importante è che sia una scelta giusta, molto meglio oggi di quanto è successo nel 1997, quando la dirigenza prese le distanze dai Serenissimi, invece di suonare le campane a martello e di dire ai padani “lasciate lì quello che state facendo e convergete immediatamente su Venezia”. Sarebbe venuta giù l’Italia.

Daniele, non servono gli appelli, servono i fatti e se la Lega farà anche solo una parte di quanto ti ho suggerito o comunque qualcosa di simile, vedrai che i “commenti antilega” diminuiranno drasticamente, perchè i commenti non sono il problema, sono solo un sintomo esteriore del problema! Io sono un signor nessuno che può solo scarabocchiare quattro righe su questo giornale, giusto perché il direttore mi sopporta, tu sei un dirigente, sei nella posizione di poter agire: datti da fare!

 

Il direttore non solo “supporta” l’ottimo Ruggeri, ma in questo caso condivide in tutto e per tutto ciò che ha scritto, tanto da sottoscriverlo. Nei prossimi giorni, poi, dirò ovviamente la mia, cercando di capire come potrebbe articolarsi il “fronte unico”, una volta realizzate le condizioni riassunte in questo articolo.

Gianluca Marchi

 

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