Friuli, la vittoria di Grillo in prosppettiva per le elezioni regionali

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La lettura del dato elettorale friulano del 24/25 Febbraio prospetta una situazione di incertezza ai due principali competitors per la presidenza regionale (Tondo e Serrachiani), che non hanno più benzina per procurarsi una maggioranza sufficiente a vincere, soprattutto alla luce di Udc e Lista Monti che non hanno ancora deciso con chi stare. I precedenti delle altre elezioni regionali invitano alla riflessione.

Si delinea una brutta campagna elettorale dove i messaggi che passeranno saranno solo il peso o il discredito della figura dei candidati presidenti, senza porre la dovuta attenzione ai contenuti e alle proposte, che sono quelli che interessano a Front Furlan. C’è inoltre la concreta possibilità che nell’ immediato si scateni la caccia al voto autonomista, che è quello che potrebbe far pendere l’ ago della bilancia da una parte o dall’altra senza però determinare risultati di lungo termine per il rinnovamento della politica locale.

In questo quadro sarebbe avvilente assistere alla compravendita dei movimenti autonomisti e dei loro esponenti al miglior offerente. Presentarsi come questuanti al tavolo dei pretendenti vincitori sarebbe diventare inutili donatori di organi con il rischio di azzeramento politico definitivo dell’ ideale autonomista.
La battaglia deve essere volta invece a calare in ambito regionale istanze di rinnovamento su cui Front Furlan si batte da anni e che in ambito italiano hanno già trovato l’interprete più forte nel movimento di Grillo.

I metodi e i rituali di un autonomismo ormai passato non riscuotono più l’ interesse di giovani generazioni e produttori di reddito: senza la costituzione di quella forte coalizione di movimenti indipendente che noi stiamo proponendo da più di un anno (vox clamantis in deserto) rischiamo di abdicare ad un neo-centralismo/statalismo proposto in questo momento da troppi. Quindi ben venga anche in Regione la ventata di rinnovamento portata in parlamento dal Movimento a 5 stelle, ma non dimenticandoci delle nostre specificità e della nostra tradizione di autogoverno che va sì “ripulita” e potenziata, ma con saggezza e intelligenza, ricordandoci di essere prima di tutto Friulani.

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