Frontalieri, non sono le tasse il problema. Giorni di rabbia e di lotta in Ticino

di CASSANDRAfoto (2)

Non si sono ancora accorti dalle parti del Jobs act e dei politici che guardano all’accordo fiscale tra Svizzera e Italia che oltreconfine è già in atto una rivoluzione. E’ improprio chiamarla proletaria, ma popolare e sociale di certo lo è. Perché non può bastare affrontare, come  fa Matteo Salvini, la questione frontalieri sotto il profilo della penalizzazione fiscale, essendo d’ora in poi assoggettati alla tassazione italiana.

C’è dell’altro, e c’è di più e si chiama dumping salariale. Sei straniero? Ti pago di meno. Con l’effetto di attrarre la mano d’opera disperata oltre il Bizzarone e di generare una disparità sociale che ci catapulta nell’età della rivoluzione industriale. Operai svizzeri e operai italiani, al lavoro, due buste paga diverse.

La questine approda sulle prime pagine dei giornali, come sul settimanale “ilcaffè”, preannunciando la saldatura tra le due proteste.

“Gli operai della Exten continueranno ad incrociare le braccia – si legge sull’ultimo numero che dedica la copertita ai fatti – . Il sindacato Unia e i lavoratori dell’azienda di Mendrisio, specializzata nella produzione di materiale plastico, hanno deciso di proseguire ad oltranza lo sciopero contro i tagli salariali: 26% per i frontalieri e del 16 per i residenti. In fabbrica è stato costituito anche un comitato di sciopero per una vertenza che si preannuncia assai dura… Questi sono giorni di rabbia e di lotta in Ticino, che hanno registrato anche un fronte unito tra lavoratori d’oltre confine e manodopera locale”.

E il giornale, nei servizi di D’Agostino e Pianca, dà conto della cronaca sindacale:  “I primi ad opporsi ai tagli di stipendio sono stati gli operai delle Ferriere Cattaneo di Giubiasco, ma la scintilla è diventata incendio giovedì scorso quando è cominciato lo sciopero all’Exten. Perché la classe operaia non sarà acqua… ma negli ultimi decenni si era intiepidita: a riscaldarla per bene ci ha pensato Aleardo Cattaneo, l’imprenditore con un piede in Slovacchia, che è riuscito a risvegliare in fabbrica un sentimento comune di protesta. Col suo “aut aut” – o riduciamo i salari dei dipendenti frontalieri o si va a produrre i vagoni merci all’estero – Cattaneo ha, involontariamente, compattato i suoi operai (per il 65% da oltre confine) unanimi e solidali, (residenti e no) nel respingere il taglio del 7% in busta paga. Tutti si sono opposti. Il resto spetta a Luigi Carlini, il proprietario della Exten che settimane fa in separati colloqui aveva ottenuto dai lavoratori, ma Unia parla “di ricatto”, l’assenso alla drastica riduzione dei salari. Singolarmente hanno firmato il taglio, ora uniti scioperano e chiedono all’azienda di annullare gli accordi. Anche loro gridano no. E un no coeso ai tagli delle buste paga si è levato dalla Micro-Macinazione di Monteggio. Sono focolai significativi di protesta nel susseguirsi, di azienda in azienda, di annunci su risparmi e riduzioni di stipendio spesso accolti con rassegnazione dai dipendenti”.

Insomma, il Paradiso non è domiciliato in Svizzera, tanto che dal sindacato fanno sapere, per voce di Giovanni Scolari, responsabile per il settore industria e artigianato del sindacato cristiano sociale, che “il fenomeno cresce e presto potrebbero essere una cinquantina le aziende che hanno chiesto duri sacrifici ai dipendenti. L’onda è partita da Mendrisiotto e Luganese, ora è arrivata nel Sopraceneri. Ma tanti altri lavoratori hanno subìto tacendo”.

 

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2 Comments

  1. SONO UN AUTONOMISTA CONVINTO MA IN MERITO AI FRONTALIERI SPERO CHE SIA STATA FATTA GIUSTIZIA FISCALE IN QUANTO FINO AD OGGI HANNO AVUTO UN REGIME DI GRANDE PRIVILEGIO FISCALE.
    AVENDO GLI STESSI DIRITTI DEGLI ALTRI ITALIANI (SANITA’ + SCUOLA + ECCETERA) PAGANO COME GLI ALTRI ITALIANI…..

    ANCHE LA LORO PENSIONE NON E’ GIUSTO CHE SIA TRATTENUTO SOLO IL 5% AL FRONTALIERE QUANDO A ME ITALIANO NON FRONTALIERE TRATTENGONO IL 25%

    ERA ORA!!!!

  2. Vogliono proprio far scoppiare una rivoluzione. Fino adesso le cose stavano che se andavano male si scappava mentre adesso non si scappa più. Finirà male….

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