Francia: arrivano i voti veri e il Front National scala il ruolo di primo partito

di REDAZIONE

Dopo i sondaggi, sono arrivati i primi voti veri. E la musica non cambia, il Front National che Marine Le Pen non vuole più che sia definito estrema destra, vola. A Brignoles, nella regione di Marsiglia (Var, nel sud), il candidato Fn supera il 40%. Con il 9,1% di un dissidente Fn in lista separata, si arriva quasi al 50%. Sbaragliata la sinistra, fuori al primo turno. Al ballottaggio ci sarà una destra Ump sonoramente battuta che tenterà l’impresa impossibile di rovesciare la situazione con i voti di una sinistra addirittura sbaragliata. Nella sede del Ps a Parigi non si nascondono i timori, all’Eliseo si teme per le amministrative di marzo e le europee di maggio.

Marine Le Pen non si ferma più: «siamo già il primo partito di Francia», proclama senza curarsi troppo dei riscontri. E intanto continua la sua campagna capillare eleggendo il paesino di Brachay, dove sono rimasti soltanto 65 contadini e Parigi sembra essere su un’altra galassia, simbolo della «Francia dei dimenticati». Brignoles è una realtà piccola, dove la sinistra è riuscita a presentarsi ad un’elezione in cui sulla carta era vittoriosa con due candidati, un comunista e una Verde. Il risultato è stato che molti non sono andati a votare, che la sinistra ha racimolato un terzo dei voti che aveva l’anno scorso ed è andata fuori al primo turno: «tirare fuori l’astensionismo per spiegare l’esplosione del Front National è avere faccia tosta – trapela dall’entourage dell’Eliseo – e non basta neppure la crisi economica e sociale. La diga è crollata ma non sappiamo perchè».

Chi, a gauche, azzarda spiegazioni, parla di «scandali e disoccupazione, politica svuotata, rigurgiti nazionalisti». Harlem Desir, segretario socialista, esorta all’unione della sinistra, ora più che mai, mentre il ministro dell’Interno, il popolarissimo Manuel Valls, prova a strappare consensi all’ estrema destra in un giro di Francia dei comuni più difficili, rassicurando sulle intenzioni del governo in tema di sicurezza. Da sinistra, Jean-Luc Melenchon (Front de gauche) punta il dito: «il principale rifornitore di voti all’estrema destra si trova all’Eliseo».

Marine Le Pen guarda avanti, alle comunali e soprattutto alle europee in cui grazie al sistema elettorale diverso lo score del Fronte potrebbe addirittura impennarsi, e si lecca i baffi. Le sue ricette populiste – uscita dall’euro, fuori i rom, preferenza ai francesi nelle liste dei disoccupati – fanno breccia in una Francia che perde sicurezza. A Brachay, villaggio della campagna profonda e «desertificata» del paese, sono rimasti 65 abitanti, tutti contadini o ex contadini, in grave difficoltà. Lei ha eletto questo paesino simbolo della «Francia dei dimenticati» e il 72% ha votato per lei alle presidenziali. Lei ci è tornata ieri e i cittadini l’hanno osannata, lamentandosi insieme di aver dovuto annullare la festa patronale per motivi di sicurezza e denunciando le «razzie dei delinquenti nomadi».

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