Forse non abbiamo ancora capito che ci stanno condannando ad un inverno duro

“Fare tutto il possibile in questo momento per prepararsi per un inverno lungo e duro”. È l’esortazione rivota dal numero uno dell’Agenzia internazionale per l’Energia, Fatih Birol rivolta ai principali leader europei nelle sue conversazioni anche al vertice del G7 a Elmau, in Germania, e in un incontro della scorsa settimana con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e tutti i commissari dell’Ue. “Ci vorrà una forte determinazione e determinazione per farcela” e soprattutto serviranno “azioni coordinate per fare fronte in Eeuropa al gas crunch” alla riduzione della disponibilità di gas. “L’Europa è ora costretta a operare in un costante stato di incertezza sulle forniture di gas russe e non possiamo escludere un’interruzione completa. A mio avviso – scrive il numero uno dell’Iea – è molto meglio prendere provvedimenti ora per prepararsi all’inverno piuttosto che lasciare il benessere di centinaia di milioni di persone e delle economie europee alla mercé del clima o, peggio ancora, dare un’inutile leva aggiuntiva al presidente della Russia Vladimir Putin”. “In questo momento – si legge nella nota dell’Iea – i flussi sono stati bloccati attraverso il Nord Stream, il più grande gasdotto tra Russia ed Europa, per quella che secondo la Russia è una manutenzione programmata che dovrebbe terminare il 21 luglio. La Russia aveva già notevolmente ridotto i flussi provenienti dal Nord Stream a giugno e non è chiaro se riprenderanno e, in caso affermativo, a quale livello, dopo il 21 luglio”.

 Per Birol “il messaggio è chiaro: un’azione tempestiva e con appoggio, sarebbe possibile ridurre di un terzo la dipendenza dell’Ue dalle emissioni di gas russe entro un anno, e farlo in modo ordinato, coerente con le ambizioni clima dell’Ue”. “Abbiamo assistito a qualche progresso su questo, in particolare in termini di diversificazione dell’approvvigionamento di gas, ma non abbastanza dal lato della domanda, per impedire che l’Europa si trovi oggi in una situazione vicina si precaria”, scrive il numero uno dell’Agenzia. “Le mosse della Russia per ridurre ulteriormente i flussi di gas naturale verso l’Europa, combinate con altre recenti interruzioni dell’ approvvigionamento, sono un allarme rosso per l’Unione Europea. Man mano che ci avviciniamo al prossimo inverno, abbiamo un’idea più chiara di ciò che la Russia potrebbe fare dopo. I prossimi mesi saranno critici”, avverte Birol che illustra una strategia in 5 punti: introdurre piattaforme d’asta per incentivare gli utenti di gas industriale dell’Ue a ridurre la domanda; ridurre il consumo di gas nel settore elettrico; rafforzare il coordinamento tra gli operatori di gas ed elettricità in tutta Europa, anche sui meccanismi di riduzione dei picchi; ridurre la domanda di elettricità delle famiglie stabilendo standard e controlli di raffreddamento; armonizzare la pianificazione delle emergenze in tutta l’Ue a livello nazionale ed europeo.

 

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