O la formica si ribella o salta per aria insieme alla cicala

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Ormai i reali problemi italici sono quasi totalmente dimenticati, in vista di elezioni a go go. Non  si parla d’altro! Si discute sulle primarie (come se in Italia, per il modo con cui sono condotte, avessero una qualche importanza pratica), trascurando scientemente il profilarsi di un panorama economico – industriale non esaltante. Quale è  il quadro immediato che si prospetta in caso di voto?

Semplice! Un 20 % circa ai grillini e tra un 30% ed un 40 % di assenza dal voto o di voti nulli. Questa è la prospettiva tutt’altro che piacevole dovuta esclusivamente al fatto che, ormai, in politica si realizza un processo di selezione alla rovescia delle persone. Ve l’immaginate Beppe Grillo al comando? Un vero candidato al Nobel per l’economia! E un comico (sic!) come Benigni che magnifica la Costituzione italiana “copiata dal mondo intero”. E non basta! Oltre ad un 50% di voti distribuiti come sopra delineato, i rimanenti andrebbero a spartirsi tra sei o sette partiti in immediata lite tra di loro.

Sono i prodromi inevitabili di una dittatura. Da che parte arriverà il dittatore? Una previsione risulta difficile, ma non difficilissima. A chi è attualmente in mano, oggi in Italia, il potere militare-burocratico? Credo che il dittatore alligni tra quelle fila. Succederà allora un particolare sviluppo alla gestione pubblica sull’attuale stile della Sicilia. Tutti in braccio alla mamma, sopratutto senza dover lavorare. Per carità! Questo continuerà sino a che (in termini sufficientemente brevi) verrà totalmente esaurita tutta la carica produttiva del Nord.

A questo punto occorrerà vedere se la capacità di assorbire calci nel posteriore dei cittadini padani, sarà esaurita o meno. Nel frattempo, incalza una domanda essenziale: chi investirà in Italia? Credo che, dopo sentenze tipo quelle dell’Aquila, nessuno straniero sarà così stupido o suicida, da venire qui a farsi mangiare i propri soldi. Basta un giudice che si sveglia male la mattina ed eccoti inventata un’interpretazione ad hoc di una qualsiasi legge. Avanza subito una seconda domanda: quanti industriali rimarranno in Italia? Dato che Austria, Svizzera e Slovenia offrono ponti d’oro a chi si trasferisce in quei paesi crediamo che chi potrà, appena, appena, mettere le ruote sotto la propria azienda, lo farà.

Tuttavia un bene ancora più grande  verrà perso: i giovani studiosi. I giovani “schizzinosi” si avvarranno di tutti gli appoggi di sinistra per far sì che i loro genitori li mantengano al dolce far niente per tutta la vita, per contro i giovani studiosi si levino pure dai piedi, tanto la scienza sarà quasi esclusivamente quella dei giudici. Ormai gli “schizzinosi” hanno avuto riconosciuto il diritto di farsi i “cavoli loro” a prescindere dalla voglia di studiare o di lavorare, di sposarsi e di fare figli a piacimento, sempre sulle spalle dei poveri genitori che, se titolari di una pur misera pensione sono considerati “biechi capitalisti” e “sfruttatori del popolo”.

Il percorso è già cominciato in quanto, da qualche anno si dice e si scrive che gli extracomunitari fanno quei lavori (onesti) che i giovani non vogliono fare. Questo ha fatto sì di portar via centinaia di migliaia di posti di lavoro validissimi. Quale è la soluzione a tutto questo marasma? La risposta non la do io, ma la storia dei popoli: rivoluzione e conseguente spaccatura dell’Italia. Non è pensabile che una parte dello stivale si comporti tranquillamente da cicala e l’altra parte debba, per decreto divino, comportarsi da formica. O la formica si ribella, o si comporta anche lei da cicala ed allora salta l’economia dell’intero stivale.

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