Edilizia scolastica, fatti due conti vediamo chi prende i soldi

di SERGIO BIANCHINIscuola

Davanti ai roboanti discorsi del governo sulla priorità della scuola e degli investimenti “per dare agli studenti scuole belle e sicure” NESSUNO dico nessuno ha ricordato che la manutenzione degli edifici scolastici in cui si svolge la scuola statale è a carico dei comuni(media ed elementare) e delle province(scuole superiori).
Questo disco della grande attenzione dei governi per l’edilizia era suonato anche dai precedenti governi con il consueto silenzio complice e con la mia domanda a cui cercavo di dare da solo una risposta;perché insistono tanto su questo tasto improprio.
Un sospetto mi era venuto e cioè che fosse un modo occulto mascherato da nobiltà per erogare il solito finanziamento improprio e ingiusto al sud ma mi mancavano i dati concreti divisi per regione.
Finalmente il 16 settembre un articolo del Corsera a cura di Antonella De gregorio e Valentina Santarpia riporta una tabella esplicativa sulle richieste di spesa divise regione per regione.
Ho normAlizzato i dati riferendoli ad 1 milione di abitanti per rendere chiaro il confronto. Ecco i risultati:

REGIONE interventi per milione di abitanti
1 Abruzzo 203
2 Puglia 142
3 Calabria 135
4 Basilicata 128
5 Campania 114
6 Molise 90
7 Sardegna 82
8 Marche 58
9 Lazio 54
10 Sicilia 30
11 Piemonte 28
12 Umbria 12
13 Liguria 10
14 Emilia Romagna 9
15 Veneto 9
16 Friuli 4
17 Lombardia 3,5
18 Toscana 2,5

Un milione di abitanti “producono” con i tassi attuali 100.000 studenti circa dalla prima elementare al diploma. Con le attuali dimensioni degli istituti scolastici la stessa popolazione vede circa 100 istituti scolastici (dotati di una presidenza) ciascuno dei quali può avere vari edifici chiamati plessi.
Appare evidente che nel Nord Italia la manutenzione è stata quasi totalmente svolta dagli enti preposti, comuni e province, per cui non c’è bisogno dell’intervento straordinario del governo, il quale così facendo non evidenzia l’inettitudine e l’illegalità dei comportamenti dei soliti noti ma al contrario la maschera e perpetua la grande finzione. Ma senza porre termine alla grande finzione diseducativa e dispendiosa non potrà mai avvenire quella svolta che il governo dice di voler dare al paese.

I lavori richiesti e decisi riguardano sia la manutenzione che la messa in sicurezza(scale e porte antiincendio) sia la costruzione di nuovi edifici. I lavori proseguono a rilento e già si parla di dieci anni di “piogge” finanziarie che avranno sicuramente le consuete dilatazioni. La spesa attualmente prevista è di circa 1 miliardo. Soldi a fondo perduto , un regalo senza fine agli scorretti ed un’altra umiliazione per le persone oneste. Qualcuno disse “caritas in veritate”. Avrei preferito un regalo esplicito al meridione accompagnato da qualche impegno un po’ minaccioso per il futuro ma invece niente. La musica non cambia e quindi caritas sine veritate.

 

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