Fondi Lega, salta interrogatorio Scillieri e spunta nome di finanziere svizzero

Quello che poteva essere un interrogatorio importante per la procura di Milano potrebbe slittare per via del’attenzione mediatiche sull’inchiesta sui ‘fondi della Lega’. E cosi’ il faccia a faccia con i pm atteso per domani mattina di Michele Scillieri, ai domiciliari da una settimana come agli altri due commercialisti Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, per la vicenda della compravendita di un capannone a prezzo gonfiato da parte di Lombardia Film Commission, potrebbe slittare a non si sa quando. Il professionista nel cui studio milanese e’ stato registrato il movimento “Lega per Salvini premier” e che tra il 2016 e il 2018 ha ricevuto in totale come compensi “84 mila euro dal partito politico” e nel 2017 da Pontida Fin 17 mila euro, come emerge dall’indagine e dalle intercettazioni, potrebbe sapere molto. Potrebbe aiutare inquirenti e investigatori nella loro ricostruzione, ma non pare, salvo un cambio di programma dell’ultimo momento, che lo faccia tra qualche ora come era previsto fino a ieri pomeriggio.

Mentre il vice segretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti, interviene a proposito dell’inchiesta che ha dei collegamenti con quella genovese e sottolinea che “basta prendere i bilanci e leggere: ci sono tutte le voci in uscita e mettere un perito e verificare quelle voci. Quindi potranno cercare, ma basta leggere i bilanci”, dalle carte depositate sul caso Film Commission, tra quelli di piccoli immobiliaristi, piccoli e medi imprenditori e consulenti finanziari, spunta un nome di un pezzo grosso della finanza internazionale: quello miliardario svizzero Tito Tettamanti, fondatore e “presidente onorario” del gruppo Fidinam, specializzato nella consulenza fiscale internazionale con la creazione, tra l’altro, di strutture offshore.

Tettamanti, inoltre, e’ stato accostato da alcuni alla rete sovranista ticinese ed e’ in buoni rapporti con Steve Bannon, l’ex stratega della campagna elettorale di Donald Trump che ha ospitato nella sua villa. Come si legge in una informativa dello scorso 19 maggio della Gdf, il nome del finanziere – che ha costituito nel 1959 lo studio legale Tettamanti-Spiess-Dotta ed e’ stato per anni azionista della Banca Svizzera Italiana – viene a galla a proposito della fiduciaria Fidirev, attraverso la quale sarebbero transitati parte degli 800mila euro incassati illecitamente dalla vendita del capannone di Cormano, alle porte di Milano, a Lfc e finiti in Svizzera.

“Nel periodo di interesse investigativo – si legge nelle relazione delle Fiamme Gialle – (2017-2018), Fidirev Societa’ Fiduciaria srl, e’ risultata indirettamente partecipata dalla Fidnam Group Holding Sa (Svizzera) attraverso l’interposizione di svariate persone fisiche e giuridiche, tra cui Fidirevisa Italia Spa, Fidnam Services et Participations sa (Lussemburgo) e Fidinam sa (Svizzera)” “La Fidinam Group Holding Sa (Svizzera – prosegue l’informativa – e’ risultata proprietaria anche di parte del capitale della Fidinam Partecipazioni Sa (Svizzera) tra i cui ‘azionisti’ (“shareholder”) vi e’ Tettamanti”.

Il documento cita anche alcuni articoli “di cronaca giudiziaria” usciti in passato su alcune testate in cui viene citato il finanziere con la sua fiduciaria. Ora pero’, risulta, non avere piu’ alcun rapporto con Fidiriev. Dalle carte, al rivolo che porta in Russia, con l’imprenditore molto vicino a via Bellerio, Francesco Barachetti, indagato per peculato che con la moglie russa (non risulta indagata) Tatiana Andreeva, e le loro societa’ hanno impiegato 45mila euro, parte del guadagno dall’operazione immobiliare al centro dell’indagine, per acquistare “rubli russi”, che sarebbero serviti per un’operazione immobiliare a San Pietroburgo, vengono a galla anche i compensi professionali versati a Scillieri dal “partito Politico Lega Nord per l’indipendenza della Padania” e da Pontida Fin: 24 mila nel 2016 e 60 mila nel 2018 dal primo e 17 mila nel 2017 dalla seconda. Ed e’ proprio lui, che e’ stato curatore fallimentare e commissario giudiziale in parecchie procedure, e ha avuto e ha incarichi e partecipazioni in societa’ “attive in plurimi ed eterogenei settori economici” che potrebbe aprire una breccia nell’inchiesta della Procura di Milano. (Francesca Brunati – ANSA)

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