Finché non c’è autonomia non potranno mai tagliare le tasse. Tutto il resto è fuffa

di Andrea D’Aquino – Che le tasse abbiano raggiunto limiti assurdi  è un dato di fatto. Ma che non possano essere ridotte subito senza aumentare lo sfascio è pure un dato di fatto. Che i dipendenti pubblici siano troppi e, in compenso lavorino poco : è un dato di fatto.

Che NON possano essere ridotti di numero senza aspettare la naturale riduzione per pensionamento è ancora un dato di fatto. Che le Leggi italiane siano un numero abnorme (enne volte superiore) rispetto a quelle vigenti nei paesi civili: tanto per cambiare è un dato di fatto.

Oltretutto che siano scritte in un italiano e con una logica canaglieschi , lasciando grande , grandissimo spazio alle invenzioni interpretative è pure un altro dato di fatto.

Tipica applicazione della filosofia meridionale che non vuole correre il rischio di “essere fatto fesso”, ma che cerca sempre di “fare fessi gli altri”. Non è il timore di sbagliare, che agita il legislatore, ma di essere fatto fesso. E allora?

Conditio sine qua non: tutti i partiti, proprio tutti, nessuno escluso si devono mettere in testa ( e in blocco operare di conseguenza) che :

a.- nell’organizzazione pubblica, così come in quella privata ci sono costi chiamati costi di struttura che incidono in maniera rilevante sul costo della gestione.

b.- i costi di struttura sono composti da paghe e stipendi di tutti coloro ( in azienda) che non partecipano DIRETTAMENTE alla produzione, ma anche, e soprattutto, dai COSTI DI GESTIONE.

Nel caso specifico degli enti pubblici, oltre agli stipendi gravano i costi di Gestione delle Leggi.

E a tutti noto che negli enti pubblici italiani per estrarre un fazzoletto onde soffiarsi il naso , a prescindere dalle eventuali tasse applicate , occorre fare passi da maratoneta e riempire valanghe di carta inutile.

Ecco: questi sono i costi ( per di più stupidi) di gestione delle Leggi ! Se ci fosse autonomia, le leggi non sarebbero quelle che dominano la scena.

Quindi l’unico fronte, immediato, di attacco deve essere costituito da una ENORME SEMPLIFICAZIONE del SISTEMA LEGISLATIVO. E di uno Stato di macroregioni.

Non come tentò di fare Calderoli, ma con un assalto collettivo e organico.

Abbiamo dalle 150 mila alle 250 mila Leggi, contro qualche migliaio degli altri Stati civili.

Sono super intelligenti i burocrati-legislatori italiani e stupidi gli altri ? O è vero il contrario? Dati, a riprova, I risultati conseguiti.

Perché abbiamo scritto, più sopra, “tutti I partiti”? Perché se se ne lascia fuori uno solo, anche il più insignificante, quello, a prescindere dagli interessi dell’Italia, e solo per questioni di potere si va subito a schierare con I burocrati sabotando, con loro, ogni intervento. Tutto il resto è solo tempo perso!

Perché percorrere questa strada? Perché è l’ azione che costa abbondantemente di meno sia politicamente che economicamente ed è quella che rende come un grande gettito fiscale, senza nessun aumento dei costi.

E che dura nel tempo perché introduce un sistema. Volete un esempio di settore?

Pronti! Se c’è una cosa particolarmente semplice è la sostituzione dei docenti che vanno in pensione. Essendo, oltretutto i pensionandi “non geni”. Dalle regole concorsuali alle dislocazioni geografiche è stato fatto di tutto per rendere l‘operazione al massimo del costo, al massimo dell’ingiustizia e con rendimento prossimo allo zero.

Pensate solo che cosa sarebbe successo se l’operazione di sbarco dell’uomo sulla Luna fosse stata organizzata dai burocrati italioti. Certamente non si sarebbe riusciti a salire oltre i 2-3 metri di altezza! Precipitando da quella quota con esiti mortali.

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