BORSA: FIAT LASCIA MILANO E VOLA A NEW YORK

di REDAZIONE

Fiat Industrial ha annunciato la volonta’ di procedere a una fusione nel gruppo della sua controllata’ Cnh, societa’ di diritto olandese che opera nel campo delle macchine agricole e per il movimento terra: ne nascera’ un’unica entita’, i cui titoli saranno poi quotati in Borsa tanto a Wall Street quanto in Europa.

E’ stato precisato che chi ha investito nell’una o nell’altra compagnia originaria non ricevera’ alcun premio, giacche’ i risparmi sui costi realizzati tramite tale transazione saranno minimi. “Fiat Industrial S.p.A. (FI) ha proposto al Consiglio di Amministrazione di CNH Global N.V. (“CNH”) di valutare i benefici derivanti da una potenziale operazione strategica tra FI e CNH”, in pratica una fusione per integrazione. “Dopo aver valutato le proposte ricevute da diverse banche d’affari relative a possibili strutture per la semplificazione dell’attuale assetto azionario di Fiat Indistrial – si legge in un comunicato – e della quota dell’88 per cento da essa detenuta in CNH, FI ha individuato una soluzione che, se implementata semplificherebbe la struttura del capitale del Gruppo creando un’unica azione quotata presso la borsa di New York e anche presso un’altra borsa in Europa e quindi facilmente negoziabile. Inoltre, darebbe luogo alla costituzione di un operatore nel settore dei Capital Goods in grado di confrontarsi con le principali aziende nordamericane del settore, sia a livello di dimensioni sia di capacita’ attrattiva sui mercati finanziari”.

L’operazione, prosegue la nota, “consentirebbe la piena integrazione delle attivita’ controllate da FI, che insieme rappresentano la terza societa’ mondiale nel campo dei Capital Goods, unendo i business delle macchine per l’agricoltura e le costruzioni di CNH con quello dei veicoli industriali e commerciali di Iveco e le attivita’ motoristiche di FPT Industrial. Sono i motori sviluppati da FPT Industrial che tengono insieme questi business industriali, fornendo soluzioni che rispettano i piu’ moderni standard sulle emissioni ottimizzando al contempo i consumi. L’integrazione di tutti i business in un’unica societa’ fornirebbe a CNH accesso illimitato ad un patrimonio di competenze tecnologiche”. Tale integrazione, prosegue la nota, “aumenterebbe la capacita’ attrattiva del Gruppo nei confronti degli investitori internazionali, migliorerebbe il profilo di credito di entrambe le societa’ e creerebbe una base solida su cui costruire le future opportunita’ di crescita. Questa operazione porterebbe pertanto benefici sia agli azionisti sia agli altri stakeholder di entrambe le societa’”.

La proposta presentata al Consiglio di Amministrazione di CNH prevede “la fusione di entrambe le societa’ in una nuova holding di diritto olandese (“Newco”), o una struttura analoga, sulla base di rapporti di concambio da determinarsi in base ai prezzi di mercato delle azioni FI e CNH precedenti l’annuncio della transazione (periodo individuato in marzo/aprile 2012, prima che la questione fosse stata sollevata pubblicamente). L’operazione non comporterebbe il riconoscimento di un premio ne’ per gli azionisti di FI ne’ per quelli di CNH in quanto si prevede che la riduzione di costi sia minima. La proposta prevede che una volta conclusa l’operazione le azioni della Newco siano quotate presso il NYSE con una quotazione secondaria in Europa. Al fine di favorire lo sviluppo e la presenza di un nucleo di azionisti a lungo termine, la nuova societa’ adotterebbe una struttura di voto plurimo basato sulla permanenza degli azionisti nel capitale della Newco”. In base a tale struttura, spiega il comunicato, “gli azionisti che parteciperanno alle assemblee di FI e CNH convocate per deliberare sull’operazione e rimarranno azionisti di dette societa’ fino al completamento dell’operazione stessa avrebbero la facolta’, indipendentemente dal voto da loro espresso, di ricevere due voti per ogni azione loro attribuita.

Tale diritto sara’ valido fino al momento in cui tali azioni saranno cedute. Successivamente al closing dell’operazione, il diritto di ottenere il doppio voto per azione spetterebbe anche ai detentori di azioni a voto singolo che rimarranno azionisti della societa’ per almeno tre anni. Tale struttura ha l’obiettivo di promuovere una base azionaria stabile e premiare gli azionisti a lungo termine, al contempo fornendo al Gruppo una maggiore flessibilita’ nel perseguire future opportunita’ strategiche”. L’esecuzione dell’operazione, si legge ancora, “sarebbe soggetta a un numero limitato di condizioni, tra cui quella che l’esborso massimo relativo all’esercizio da parte degli azionisti di FI del diritto di recesso previsto dalla legge italiana in conseguenza del trasferimento della sede sociale dall’Italia ai Paesi Bassi, nonche’ a eventuali esercizi dei diritti spettanti ai creditori, non ecceda 250 milioni di euro. In considerazione del fatto che FI ha dichiarato che non intende prendere in considerazione pagamenti in denaro per le azioni CNH, l’esborso sopra menzionato sarebbe il massimo che il Gruppo dovrebbe sostenere in relazione all’operazione. Le operazioni societarie di ciascuna societa’ sarebbero anche condizionate l’una al completamento dell’altra, oltre che all’adozione di una struttura di voto plurimo basata sulla fedelta’ degli azionisti sopra descritta e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari”.

L’operazione proposta, conclude la nota, “richiederebbe anche l’approvazione dei consigli di amministrazione e delle assemblee di entrambe le societa’. Gli azionisti di minoranza di CNH non avrebbero diritto ad un voto separato in relazione all’operazione e FI intende votare a favore dell’operazione”.

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3 Comments

  1. Hahahahaha , questa non l’avevo ancora sentita!
    Complimenti , sei proprio un buontempone.
    Dovremmo gettare il cuore oltre lo steccato degli aridi ideali motoristici e rifarci alla solidarietà della confraternita degli spinterogeni.

    • Hahahahaha questa non l’avevo ancora sentita!
      Perchè non dire che l’auto è la massima espressione ottenuta attraverso l’industrializzazione selvaggia della ingerenza della mafia nella cultura industriale?
      Dovremmo gettare il cuore oltre i pistoni e gli alberi a camme per arrivare ad una solidarietà equanime degli spinterogeni?

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