FESTA DEL 2 GIUGNO: CONTESTAZIONE INDIPENDENTISTA A BRESCIA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gli attivisti del movimento pro Lombardia indipendenza accolgono la bandiera italiana più lunga del mondo calando dalle mura del Castello cittadino una grande Croce di San Giorgio (drappo della Lombardia storica) e due striscioni recitanti “151 anni di mafia, guerre e corruzione, indipendenza è la soluzione!” e “Lombardia libera”.

Il portavoce del movimento, Giovanni Roversi, dichiara: “Facciamo valere la nostra sacrosanta libertà d’espressione intervenendo, in modo pacato ma deciso, come sempre secondo il nostro stile, nelle tematiche riguardanti la Lombardia. Oggi in particolar modo contestiamo l’iniziativa del Lions Club, specialmente nella parte da essi stessi divulgata per pubblicizzarla: “Scopo dell’iniziativa è, quindi, quello di implementare negli animi il concetto di Patria e di confermare il suo significato unitario di tradizioni, cultura, storia, costume, che l’hanno resa sacra e inviolabile.”

Contestiamo quindi quella retorica novecentesca che tanti danni ha provocato alla Lombardia e non solo (come negare che i due conflitti mondiali, che sempre hanno visto lo Stato italiano primo invasore, non siano stati fomentati da un eccesso “di implementazione del concetto di Patria italiana”?), quella stessa retorica che calpesta e denigra un patrimonio inestimabile e variegato di lingue e culture (la nostra lombarda, in primis) per santificare (visti gli aulici termini utilizzati dagli organizzatori) solo quella “unitaria”.

“La crisi dei valori”, nominata dagli organizzatori della manifestazione odierna, non è data dalla mancanza di “culto dell’unità”, come essi affermano, ma semmai dall’esasperata ridondanza dello stesso, a fronte di un estremo disinteresse da parte di quello stesso Stato per il benessere dei propri cittadini.

Continue crisi economiche date da una sconsiderata leggerezza nella gestione della finanza pubblica, utilizzata spudoratamente per foraggiare clientele e che ora sta strangolando i nostri lavoratori e imprenditori lombardi; scarsi risultati (e a volte addirittura convivenza) nella lotta contro la criminalità organizzata, che ha purtroppo preso stabilmente piede anche qui in Lombardia: questi sono i risultati di un nazionalismo spinto e ridonante, che stiamo scontando sulla nostra pelle e che oggi apertamente contestiamo.

Oggi quindi ricordiamo tutte le vittime, siano essi fanti inviati al macello delle guerre in trincea, piccoli imprenditori suicidi per una pressione fiscale opprimente, martiri di stragi senza colpevoli o vittime di calamità naturali messi in secondo piano da costose e quantomeno inutili parate.

Oggi noi rappresentiamo la speranza di un nuovo Stato moderno, snello ed efficiente per la nostra Lombardia, che dovrà sicuramente lasciarsi alle spalle l’esperienza fallimentare vissuta con lo Stato italiano.”

pro Lombardia indipendenza www. prolombardia.eu

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

IL DEPUTATO DORMIVA? NO, RIFLETTEVA A OCCHI CHIUSI

Articolo successivo

JOHN GARIBALDI? STORIA DI UN SECESSIONISTA AMERICANO