FEDERALISMO VERO E FEDERALISMO DELLA LEGA

di PAOLO BONACCHI

Penso che per un vero federalista l’attuale crisi della Lega nord, da sempre portatrice autoreferenziale dell’idea di federalismo, non sia che l’epilogo di un TRADIMENTO dovuto all’ignoranza dei suoi vertici e della base inconsapevole, nei confronti della bellissima idea della forma di stato e di governo “Federale”. Infatti:

la Lega accetta l’idea che lo stato sia costituito da un centro di POTERE posto sopra ai Cittadini (stato moderno onnipotente e sovrano) fondato su PRINCIPI e VALORI. Che questo si chiami stato italiano o Padania, per la lega non ha alcuna importanza importa.

per il Federalismo lo stato (o meglio “il governo”) in quanto oggetto di una FEDERAZIONE di PERSONE e di Comunità, è un sistema di GARANZIE di Democrazia, di Libertà e e di una certa uguaglianza che permettono la “Sovranità dei Cittadini” a qualunque livello delle istituzioni pubbliche, e non di “principi” e di “valori” che ognuno può interpretare a modo suo. Questo permette agli individui ed ai popoli di essere uniti nella libertà e nella diversità secondo i propri interessi ed aspettative di vita, assicura il rispetto delle tradizioni, crea le condizioni per la crescita della coscienza per mezzo delle scelte, lasciando ognuno responsabile e padrone a casa propria.

La Lega, esattamente come tutti gli altri partiti di regime, accetta l’idea che con la crocetta posta sulla scheda elettorale preparata dalle loro segreterie, il Cittadino ceda ai rappresentanti tutta la sovranità che gli appartiene per Diritto naturale inalienabile imprescrittibile ed inviolabile;

per il Federalismo la quantità di potere e di sovranità cui ogni avente diritto al voto rinuncia con la scelta dei rappresentanti, è sempre inferiore a quella che riserva per sé.

La Lega ha dimostrato di NON condividere l’idea dei Referendum deliberativi di iniziativa popolare senza quorum, con i quali i cittadini si autogovernano;

per il vero federalismo i Referendum deliberativi di iniziativa popolare senza quorum, con i quali i cittadini sovrani CONTROLLANO che il potere che discende dalla politica sia sempre coerente con gli interessi della loro maggioranza, sono il principale punto di forza e di equilibrio fra Democrazia diretta e Democrazia rappresentativa, senza i quali entrambe le forme di Democrazia si indeboliscono e sono destinate, alla lunga, al fallimento.

Per la Lega, come per tutti i partiti statalisti, accentratori ed antidemocratici, gli unici Referendum possibili sono quello abrogativo, quello consultivo e quello propositivo con il quorum del 50% + 1 per la validità del risultato;

Per il vero Federalismo tutti e tre i tipi di Referendum citati ed il Quorum sono, o possono essere, “TRUFFE di Democrazia”, in quanto lasciano sempre l’ultima parola agli eletti.

La Lega vuole calare il federalismo dall’alto, secondo le direttive di chi lo ha sempre usato unicamente come “piede di porco” per aprire le stanze del potere personale o di gruppo (casta interna al partito) (G. Miglio, Io Bossi e la lega, Mondadori);

Per i veri federalisti la forma di governo federale, sia locale sia nazionale, può nascere solo spontaneamente e dal basso, dagli individui, dalle persone “associate” (federate) in Comunità e stato.

La Lega, riferendosi al Federalismo, non ha mai parlato di “Contratto politico” o “ di FEDERAZIONE”;

il vero Federalismo è “la Teoria dell’ordine sociale e politico contrattuale”, sinonimo di FEDERAZIONE. Sulla base di tale “contratto politico”, stipulato dai cittadini sovrani su FATTI certi e limitati mediante i Referendum deliberativi di iniziativa popolare senza quorum il cui risultato non può essere violato dai rappresentanti, viene definito il RUOLO che il governo della Federazione e degli enti locali, devono avere nei confronti della vita di ognuno.

La Lega non ha mai parlato e non conosce la differenza fra “contratto politico”, che deve essere bilaterale commutativo” caratterizzato da un “nesso di reciprocità” fra i contraenti (obbligazione contrattuale o di federazione che garantisce la sovranità ai cittadini), ed il contratto politico aleatorio (obbligazione politica che prevede la sovranità dello stato e dei suoi organi e nega di fatto la sovranità dei cittadini);

per il Federalismo il contratto politico o di federazione deve essere bilaterale e commutativo (minimo rischio e massima garanzia di esecuzione per i contraenti, che sono i Cittadini sovrani (come nella vicina Svizzera), e il rapporto che unisce i Cittadini alla forma di stato e di governo (la Federazione), non può essere aleatorio (minima garanzia per i cittadini che i programmi siano rispettati e massimo rischio che non lo siano o che lo siano solo parzialmente);

Per la Lega il “federalismo fiscale” è il “Federalismo”, di cui si sente investiva in modo autoreferenziale;

il vero Federalismo prevede che il federalismo fiscale sia la conseguenza di una forma di governo federale già in atto, e che non sia possibile introdurlo in un sistema politico accentrato, quale è lo stato sovrano moderno unitario e accentrato (l’Italia di oggi).

La Lega, come tutti i partiti di regime, intende la sussidiarietà come principio gerarchico fra organi dello stato partendo dal vertice, ovvero dal “centro” e dalla “sovranità” dello stato, del parlamento, della magistratura, del debito, ecc., che a suo dire assicurerebbe ai più bisognosi il sussidio dello stato;

il Federalismo afferma che la sussidiarietà è sinonimo di Democrazia diretta e di Sovranità popolare, in quanto la sussidiarietà si può attuare con maggiore efficienza e con minore spesa a livello locale e non su tutto il territorio, dove i pericoli dello spreco, dell’inefficienza e dell’ingiustizia sono sempre presenti. Pertanto l’individuo, la famiglia e la cooperazione fra le persone a livello locale, e non la gerarchia verticista e statalista, devono essere il cardine del Principio di sussidiarietà.

La Lega accetta il presidenzialismo con ampi poteri conferiti dal parlamento al presidente;

il vero Federalismo predilige un Consiglio Direttivo (Direttorio), formato da pochissime persone SAGGE con poteri decisionali limitati, collettivi, esclusivi e ben definiti, basati sulla Democrazia CONCORRENTE al bene comune.

La Lega, esattamente come tutti gli altri partiti di regime, accetta l’idea che con la crocetta posta sulla scheda elettorale preparata dalle loro segreterie, il Cittadino ceda ai rappresentanti tutta la sovranità che gli appartiene per Diritto naturale inalienabile imprescrittibile ed inviolabile;

per il Federalismo la quantità di potere e di sovranità cui ogni avente diritto al voto rinuncia con la scelta dei rappresentanti, è sempre inferiore a quella che riserva per sé, in modo da poter sempre CONTROLLARE quello che fanno i rappresentanti.

Per la Lega e per i partiti di regime i Cittadini sudditi sono chiamati a pagare le imposte e le tasse (oggi abbiamo oltrepassato il 75% della ricchezza che i lavoratori producono), decise dai rappresentanti;

per il Federalismo le tasse, le imposte ed i balzelli pagati dai Cittadini sovrani non possono essere superiori a quanto ricevono complessivamente dallo Stato, dalla regione, dalla Provincia e dal Comune sotto forma di benefici e servizi e sono controllate direttamente dai Cittadini sovrani con i Referendum deliberativi o legislativi finanziari che da noi non esistono.

La Lega ritiene che il “federalismo fiscale” porterà vantaggi ad ogni cittadino;

per il Federalismo si tratta di una miscela tossica fra due diverse concezioni contrapposte ed antitetiche dello stato che possono sommariamente essere riassunte in Stato unitario moderno sovrano e accentrato (quello esistente) e Stato contrattuale o Federale, in cui “sovrano” è il Cittadino.

La Lega vuole la secessione del nord dall’Italia.

Per il vero federalismo la secessione è INUTILE, perché la contrattualità dei rapporti, se costituzionalmente garantita, può assicurare l’unione nella diversità e nella libertà, lasciando ognuno padrone e responsabile a casa propria.

Quelle sopra esposte sono solo alcune delle maggiori differenze fra il vero Federalismo e quello proposto dalla Lega nord e pubblicizzato dai media di regime che ricevono forti contributi dallo stato centralista in mano alle cosche di potere chiamate “partiti”. E’ mia opinione che il Federalismo, in quanto forma di stato e di governo, si possa o meno condividere, ma è necessario che ogni cittadino sia opportunamente informato su come stanno veramente le cose, e soprattutto che possa “scegliere”: cosa non consentita dall’ordinamento vigente che permette solo la scelta dei “rappresentanti” indicati dai partiti.

 

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