Federalismo fiscale, Zaia: il Veneto si candida a laboratorio

di GIORGIO CALABRESI

”Potrebbe risultare stridente parlare di riforme, statuti e federalismo, in un momento in cui alla politica si chiede soltanto di superare le difficolta’ economiche e sociali. Ma e’ proprio partendo dalle riforme istituzionali che si garantisce un rilancio stabile dell’economia. Si stanno bloccando le parti piu’ virtuose del Paese, e il Veneto e’ fra queste”. Lo ha affermato il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo a Palazzo Ducale a Venezia al convegno ”Dallo Statuto alle riforme – Il regionalismo italiano nella stagione delle riforme”, organizzato dal Consiglio Regionale del Veneto.

”La storia e l’attualita’ ci dimostrano che tutte le democrazie che hanno dati economici positivi sono passate attraverso un vero decentramento – ha detto Zaia -. Dobbiamo abbandonare definitivamente il principio dell’uniformita’ per abbracciare quello dell’autonomia differenziata”. ”Il Veneto si candida a essere il laboratorio del federalismo fiscale, quello vero, quello che consentira’ finalmente di far tornare sui territori i surplus di gettito”, ha annunciato Zaia che e’ tornato a chiedersi come mai, a parecchi anni dalla riforma del titolo V della Costituzione, ”ancora non si sia avuto il coraggio di applicare i costi standard i quali, se avessero come modello quelli della pubblica amministrazione del Veneto, libererebbero immediatamente circa 30 miliardi di euro, un terzo del costo annuale del debito pubblico”.

Riferendosi poi all’anniversario del nuovo Statuto del Veneto, il Presidente Zaia ha sottolineato: ”La nostra Regione, maggioranza e opposizione insieme, ha fatto la sua parte introducendo cio’ che a livello nazionale sembra ancora tabu’: snellimento dei lavori consiliari, una nuova legge elettorale che da’ la possibilita’ di scegliere i propri rappresentanti, il limite ai mandati per evitare incarichi a vita. Abbiamo poi tagliato davvero in modo sensibile i costi della politica. E non vorrei mancare di sottolineare che il nostro statuto ha una parola chiave: autogoverno”. ”Il federalismo e’ centripeto mentre il centralismo e’ centrifugo” ha concluso Zaia con un accenno alle pronunce della Corte Costituzionale: ”Dal ”48 ad oggi la Consulta si e’ sempre ispirata a principi centralistici. Se questa posizione poteva andar bene quando c’era la necessita’ di difendere lo stato nazionale, quando il mondo era diviso in due blocchi, ora queste esigenze sono tramontate. Tutti ormai dicono che la carta istituzionale non e’ intoccabile. Risolviamo per sempre questo federalismo imperfetto che e’ andato a discapito di chi e’ virtuoso e a vantaggio di chi e’ inefficiente e sprecone. Introduciamo il Senato delle Regioni: la sua assenza sta creando costi enormi in termini di ingestibilita’ del sistema”.

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