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Federalismo fiscale (fantasma) rinviato al 2023. Rizzi: Ma nessuno dei “paladini” dell’autonomia ne accorge

di Monica Rizzi – Nel leggere brandelli di cronaca parlamentare dei giorni scorsi, non si resta basiti. Perché apprendere che il governo non mette in moto uno scampolo di federalismo fiscale non stupisce. Ma nessuno però stigmatizza che i paladini dell’autonomia stiano zitti. Muti.

Leggete qui.

“Lo avevamo annunciato e così è stato: all’articolo 16 del decreto ristori quater si dispone il rinvio del federalismo fiscale al 2023, scongiurando il pericolo di una sua immediata entrata in vigore dopo lo stralcio dell’articolo 151 della legge di Bilancio”. Lo comunicano i parlamentari M5S della commissione Bicamerale per l’attuazione del federalismo.

“Il dettato del decreto legislativo 68 del 2011, infatti, andrebbe a riordinare la fiscalità locale secondo i principi di un federalismo monco, essendo privo ad oggi di una corretta definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione (Lep). E’ un tema che andraà affrontato con il massimo rigore e senza fretta (ci mancherebbe, ndr) quando la pandemia sarà finita, anche perché in gioco c’è la tenuta sociale e territoriale del Paese. La priorità oggi, nel pieno dell’emergenza, è evitare cambiamenti drastici nella modalità di finanziamento delle regioni e degli enti locali (cioè l’autonomia e la responsabilità di spesa, ndr), che sono i principali erogatori di servizi pubblici. In prospettiva, oltre a contenere le diseguaglianze territoriali attraverso misure come il Reddito di Cittadinanza, il Reddito di Emergenza e i 400 milioni per i buoni spesa, andrà sciolto il nodo storico del dualismo Nord Sud attraverso un piano di investimenti pubblici mirato”.

Ricapitoliamo. Reddito di cittadinanza  go go, che aumenta le disuguaglianze tra nord e sud perché persino il Corriere lo aveva scritto, i parametri penalizzano i poveri di casa nostra. Nessun appello al senso civico ovvero alla responsabilità di spesa di chi amministra. Niente. Ma i paladini dell’autonomia del Nord, sono in altro affaccendati. Post? Nessuno. Meme? Neppure. Hanno altro da scrivere sui social e altro da gridare per gli sbarchi. Anzi, forse forse ringraziano i 5 Stelle di non smontargli il progetto di Prima gli italiani, quel sovranismo che è nemico del Nord. Appunto.

Monica Rizzi, Segretario Organizzativo Federale Grande Nord

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