BASTA COL FEDE-RAGLI-SMO, A NOI SERVE IL FEDERALISMO

di GIACOMO CONSALEZ

L’altro ieri, a Marcallo con Casone, lo sciamano, pensando di avere ancora carisma e di ispirare le masse con le sue gesta simboliche, ha inaugurato «viale Padania» dando dei «senza speranza» a quei residenti che lo hanno contestato con in mano il tricolore. Credo che chiunque oggi sventoli il tricolore sia privo di occhi per vedere lo scempio che il tricolore ci ha regalato, e privo di quel po’ di coraggio che occorre per andare oltre il sussidiario delle medie e immaginare un futuro meno schifoso per i propri figli.

Ma il fatto resta. L’episodio è davvero istruttivo. Il monarca ha calato dall’alto il nome Padania affibbiandolo alla strada contro il volere di alcuni residenti della strada in questione. I contrari erano la maggioranza dei residenti? Allora nella mia città futura nessun Equus africanus avrebbe alcun diritto di imporre quel nome ai residenti di una comunità locale sovrana. Direte, ma queste sono questioni di lana asinina! Sì, un po’ come la TAV… Guardate, che proprio questo è il “fedeRAGLIsmo” di cui ci siamo nutriti per anni. Una serie di norme calate dall’alto come una mannaia sulla testa del popolo bue (cambiamo bestia). Le stesse norme dalle Alpi alle Madonìe, dal Monviso a Gorizia. Norme tagliate su misura da stilisti di sublime talento per il presunto bene della gente, come abbiamo potuto apprezzare negli ultimi 20 anni di condotta cristallina e grandi conquiste della Lega Nord, e dunque meritevoli di essere applicate senza alcuna discussione da parte di tutti noi sudditi ignavi. Che guarda caso ci ritroviamo con una mano davanti e una di dietro, mentre loro sfrecciano in Ferrari a 300 all’ora sulle autostrade tedesche.

È la stessa scure “fedeRAGLIsta” che ha portato bambocci ed entraîneuses al governo regionale milanese e al governo coloniale romano, oltre a farci dono di una serie interminabile di giravolte, gabelle, imbecillità e porcherie assortite che non mi pare necessario elencare di nuovo. Naturalmente tutte spiegabili nel nome di un interesse superiore, benché elusivo per le nostre menti grezze e ruvide. Con il governo Berlusconi, una classe dirigente in buona parte padana, e tutta autoreferenziale, si è meritata la fama di marmaglia indecorosa pari o peggiore di quelle che l’hanno preceduta.

Indipendentisti: non imboccate lo stesso sentiero. Costruite un paese libero, o se i vostri cittadini lo desiderano fatene due, tre o quattro ma fate che come monarca abbiano “il popolo” (http://www.admin.ch/org/polit/00054/index.html?lang=it), non gli assatanati di sgabello a vita, che nella vita hanno saputo leccare le terga dello sciamano di turno, e pagarsi il lauto stipendio che ne consegue “per diritto naturale”, infilandoci le mani in tasca ogni giorno che Dio manda in terra.

Per il futuro, la garanzia di una condotta dignitosa della classe dirigente non saranno i pedigree, gli aplotipi celtogermanici o i giuramenti solenni con ampolle di acqua del Lambro. L’unica garanzia sarà il forcone impugnato dalla gente che lavora e che non si accontenta più di votare ogni 5 anni, tacendo e subendone di tutti i colori per il resto del tempo.

Game over per i condottieri senza macchia e senza paura. Potere ai popoli padano-alpini!

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