FEDERALBERGHI VENETO, CALA DOMANDA DA NORD EUROPA

“Sulla costa veneta cominciano già le prime aperture ma permangono purtroppo ancora molte delle criticità di cui si discute ormai da qualche mese. Si rileva in questo caso un certo interesse da parte della domanda soprattutto del mercato italiano che comincia a rivolgersi agli operatori per richiedere informazioni sulle prossime aperture e sulle disposizione in atto ma pur sempre ben lontana dai valori del 2019”. Così all’Adnkronos il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon fa il punto sulle prenotazioni dei turisti per l’ormai imminente stagione estiva. “Si è invece decisamente raffreddata al momento la domanda proveniente dai mercati di Austria, Germania, Svizzera che sono tendenzialmente molto importanti in termini di presenze per la nostra regione”, spiega. E il presidente di Federalberghi Veneto rilancia sul punto dolens.

“Incombe per tutti ancora il tema del “coprifuoco” che certamente non si concilia con un concetto di vacanza in sé, così come l’obbligo tuttora vigente delle quarantene di 5 giorni per chi proviene da paesi europei, che diventano addirittura di 15 giorni per quelli provenienti ad esempio dagli Stati Uniti.- stigmatizza -Nel merito, il provvedimento specifico, questo resta in vigore almeno fino alla data prossima di scadenza del 30 Aprile, ma si dovrà capire cosa intenderà fare il Ministero della Sanità a tal proposito, prorogando o meno questo obbligo”.

“Chiaramente tutto questo aggiunge ulteriori incertezze alla ripartenza della stagione estiva nelle località balneari ed in quelle del lago e della montagna, ancor più sulle città d’arte sempre in una situazione di totale stallo – spiega – Le strutture della costa Veneta stentano a raggiungere un tasso di occupazione media del 18-20%, qualche punto in percentuale in più per le destinazioni del lago ma ancora un sotto effetto delle cancellazioni in corso del mercato tedesco, per non parlare della montagna o addirittura delle città d’arte che non raggiungono nemmeno quote dell’ 8% di tasso di occupazione medio al momento”. Così, Schiavon avverte che “Queste sono percentuali che non consentono un minimo di equilibrio finanziario e ben distanti da un elementare concetto di ripartenza del settore, sempre che non vi sia una rapida inversione di tendenza”.

Il presidente di Federalberghi Veneto ci tiene a sottolineare ancora che “Si tratta di una situazione che impone ulteriori restrizioni rispetto a quanto gli operatori ritenevano di dover affrontare a distanza ormai di più di 1 anno dallo scoppio della pandemia che sta affliggendo il nostro settore e che rischia di avviare un processo irreversibile e pericolosissimo per moltissime aziende. Ci auguriamo che l’andamento epidemiologico delle prossime settimane e i prossimi provvedimenti attesi dal governo ,consentano almeno di mitigare ulteriori restrizioni e che permettano agli operatori della nostra regione di tentare almeno di giocarsi la partita con i più diretti competitors internazionali che da questo punto di vista sono di fatto già molto più avanti di noi se penso sempre alle già citate Grecia e Spagna o Croazia solo per citarne alcune”, conclude.

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