LEGA: IL SIGNOR FAVA E LE “PULIZIE” DEL PASSATO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nell’ambito della tragicommedia leghista su scala nazionale dove l’imperativo pare essere il sostantivo “pulizia”, mi sembra opportuno ricordare che sul nostro territorio, già qualche anno fa l’ineffabile signor Fava fece, nel Basso mantovano, così come in altre parti della Provincia, un’epurazione politica, “una pulizia” simile a quella che sta, almeno a parole, avvenendo in ambito nazionale. Con una differenza. Ad essere epurati non furono i cialtroni che pure vi erano e che rimasero tutti al loro posto, ma militanti onesti e corretti che avevano dato alla Lega tempo e risorse personali.

L’epurazione non è mai stata motivata e questo la dice lunga sui provvedimenti presi. Azzerare, pretestuosamente, tutti gli iscritti di una Sezione come quella di Ostiglia, la prima sul territorio mantovano e tra le più numerose e attive in termini di militanza, con un brutale atto dispotico, è un segnale d’incapacità democratica. Ammesso e non concesso che l’allora Segretaria della Sezione, cioè chi scrive, non fosse stata politicamente coerente con la linea del Partito, avrebbe dovuto essere sfiduciata, sostituita, con un congresso, come si fa in democrazia. Perché azzerare tutti gli oltre cento iscritti, come fatto dal commissario signor Giovanni Fava? Forse perché l’azione tendeva ad eliminare dalla scena persone capaci, oneste e non ricattabili? Paura che gli epurati intralciassero la marcia trionfale del “cerchietto magico” costituito da una segreteria provinciale di yesman tendenti a poltrone o sgabelli?

La cronaca di questi giorni rende giustizia a chi ha subito quei provvedimenti vessatori e dimostra come gli epuratori attuali avrebbero dovuto essere epurati loro già da allora. perché “non potevano non sapere” e hanno taciuto. Conversioni dell’ultimo minuto la dicono lunga sulla qualità del “cerchietto” locale che ha affossato l’ideale leghista, tradendo la base del movimento che, ingenuamente, aveva loro creduto. Come sempre “il pesce comincia a puzzare dalla testa” e non si può pensare che non sia così anche sul nostro territorio. Per quali misteriose vie il signor Fava è stato candidato a parlamentare dalla Lega? Gradiremmo sapere in quale congresso sia stata posta e accettata la sua candidatura. Sappiamo, perché i mantovani lo conoscono, della sua irrimediabile bocciatura alle elezioni provinciali dello scorso anno. Bruciante sconfitta dopo tutte le risorse spese a profusione ma, evidentemente i Mantovani, ripetiamo, conoscono il signor Fava.

Sappiamo anche, che da Febbraio di quest’anno i parlamentari non vedono di buon occhi il viadanese che ha cercato, con il suo stile stalinista, di far tacere il Web con una proposta di controllo preventivo sui contenuti. Atto di ipocrisia politica, totale assenza di rispetto delle regole e soprattutto disinteresse assoluto per il futuro del Paese. Provvedimento che è stato sonoramente e unanimemente bocciata in Parlamento. Che comincino a conoscerlo anche loro? Sicuramente chi lo conosce bene è Davide Boni.

Vanna Bernardoni – Unione Padana Mantova

 

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