MA QUALE AUSTERITY, L’EUROPA HA CONTINUATO A SPENDERE

di VERONIQUE de RUGY*

Ci dicono che l’austerità europea ha fallito. Le elezioni in Francia e Grecia, ad esempio, avrebbero palesato l’opposizione popolare ai tagli drastici di spesa. Tuttavia, la reazione anti austerity ignora un punto fondamentale: l’austerity europea, se di “austerity” si può parlare, nella maggior parte dei casi non ha comportato tagli consistenti di spesa.

Dopo anni di grande espansione pubblica, la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia e la Grecia – i paesi spesso citati come esempi di austerità – non hanno ridotto la spesa dall’inizio della “austerità” nel 2008. Innanzitutto, la Francia e l’Inghilterra non hanno tagliato la spesa. Secondo, quando la spesa è stata effettivamente ridotta – tra il 2009 e il 2011 in Grecia, Italia e Spagna – i tagli sono stati piuttosto leggeri se comparati agli spaventosi bilanci pubblici. Mentre l’Italia ha ridotto la spesa tra il 2009 e il 2010, essa l’ha nuovamente aumentata, nell’anno seguente, di un ammontare maggiore rispetto ai precedenti tagli. E, ancora più importante, le riforme strutturali sono state appena abbozzate. Quando vi sono stati tagli, questi sono stati coperti da importanti aumenti di tassazione controproducenti.

Questo approccio “equilibrato” – qualche taglio per grandi aumenti di tasse – è stato dimostrato essere una ricetta disastrosa dagli economisti; fallisce nello stabilizzare il debito e procura, solitamente, gravi recessioni economiche.

* FIGURA 1 – I dati Eurostat della Commissione Europea sono utilizzati per tracciare la spesa pubblica nei vari paesi dell’Eurozona in Euro nel periodo 2002 – 2011.

Questa versione del grafico (sotto), invece, mostra la spesa pubblica secondo i dati OCSE aggiustati alla teoria della Parità dei Poteri d’Acquisto.

FIGURA 2 – * I dati dell’OCSE classificano la spesa pubblica dei vari paesi dell’Eurozona in dollari americani per il periodo 1995 – 2010.

Quest’ultima versione del grafico (sotto), invece, mostra la spesa pubblica secondo i dati OCSE aggiustati per l’inflazione secondo il deflatore del PIL 2009.

FIGURA 3 – * I dati dell’OCSE classificano la spesa pubblica dei vari paesi dell’Eurozona in euro al potere d’acquisto del 2009 per il periodo 2000 – 2011.

*Tratto dal sito vonmises.it – traduzione di Luigi Pirri

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1 Comment

  1. Finalmente un articolo, che mette Francia e Gran Bretagna (spero che la Scozia si dichiari indipendente al più presto) insieme ai famigerati P.I.G.S.!
    La Francia campa sull’export delle armi, la Gran Bretagna delle speculazioni di borsa. Un’economia reale praticamente non esiste.

    Certamente, la Gran Bretagna gode del rating made in USA, che chiude un occhio con gli amici e attacca volutamente l’Europa. Ma i P.I.G.S. e la Francia – gli Stati spreconi insomma – offrono un fianco alle agenzie di rating e agli speculatori, che colpiscono l’anello più debole della catena.

    In tutti gli altri Stati non c’è il “pareggio del bilancio”, cioè tasse sopra tasse, perlopiù asimmetriche (gli “scendicane” non pagano), ma il limite di debito, attuato tramite tagli alla spesa pubblica.
    Questa è, in ItaGlia, malversata e finanzia sia i privilegi “legali” di politici e statali, sia gli sprechi dovuti a corruzione, concussione ecc.

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