Europa in ripresa… le parole insensate di Amartya Sen

di MATTEO CORSINI

“L’Europa sta uscendo da una lunga recessione con una ripresa ancora debole e senza aver risolto le sue vulnerabilità di fondo… In questo contesto servono politiche capaci di riavviare l’economia… I governi devono trovare più entrate per finanziare queste misure, non devono solo tagliare la spesa, altrimenti si innescano solo spirali negative”.

Amartya Sen, economista molto apprezzato da coloro che hanno snaturato il termine “liberale”, è recentemente intervenuto esprimendo un parere sulla situazione economica del Vecchio continente. Non brillando certo per originalità, Sen ha sostenuto che “servono politiche capaci di riavviare l’economia”. E cosa dovrebbero fare, dunque, i governi per far ripartire l’economia?

“I governi devono trovare più entrate per finanziare queste misure, non devono solo tagliare la spesa, altrimenti si innescano solo spirali negative”, secondo Sen. Si tratta, in linea di massima, della classica ricetta keynesiana, che molti in Italia vorrebbero veder trionfare in Europa. Mi sono occupato di frequente di questo argomento, per cui non intendo dilungarmi sulla ricetta keynesiana in sé.

Ciò che vorrei evidenziare, invece, è la perplessità che mi suscitano le parole di Sen. Considerando i livelli medi di spesa pubblica in rapporto al Pil e di pressione fiscale, oltre che valutando le politiche fiscali adottate negli ultimi anni, crede Sen che in Europa si sia solo tagliato la spesa pubblica e non si siano aumentate le tasse? Qui i casi sono due: o questo signore ha parlato senza prima documentarsi adeguatamente, oppure crede che la pressione fiscale possa aumentare ancora senza che questo danneggi ulteriormente l’economia. Non so quale dei due sarebbe peggio.

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