Europa gigante dai piedi d’argilla. La guerra si poteva evitare

di Roberto Paolino -Putin ha compiuto un atto gravissimo, ma non  si può parlare della situazione dell’ Ucraina senza fare alcune precisazioni e considerazioni: il Paese ha due anime diverse e distinte tra loro che sono divise tra le due sponde del fiume Dniepr.

Un anima russa ovvero Ucraini che parlano Russo e che sono di religione ortodossa,  sono eredi di quella cultura del Don che non ha mai riconosciuto un confine reale fra Russia e Ucraina. La seconda anima più europea slava  che  parla ucraino, che avverte da secoli la Russia, come un vicino ingombrante. L’Ucraina insomma rappresenta una sorta di unione che vede nella capitale Kiev la sintesi tra queste diverse realtà.Q uando si dissolse l’Unione Sovietica si formano le repubbliche dell’ex impero, le pseudo-monarchie dei Lukashenko (Bielorussia), degli Aleev (Azerbaijan), dei Nazarbayev (Kazakistan) etc etc.. A Kiev si instaurò un governo di incapaci, che penso’ si potesse continuare a vivere alla spalle dell’ ex Unione sovietica, le infrastrutture saltarono, il sistema si impoverì per cui  la crisi post crollo del regime Sovietico mise in condizione economiche drammatiche tutto il sistema  colpendo e compromettendo  gravemente  anche la situazione economica Ucraina, già precaria. Il popolo stanco della grave situazione scese  in piazza dando il via alla rivoluzione arancione di Maidan.

Il governo in carica di dimise, le elezioni furono vinte da Victor Yushenko persona onesta ma pessimo politico che con la sua azione  fa  ancora di più precipitare la situazione, il popolo sempre più povero e disilluso si ribella per cui si torna a votare e questa volta, l’esito del voto premia un altro Victor, Yanukovich, espressione della parte russofona e russofila del paese,f ermando il processo di riavvicinamento all’Europa.

La cosa non vide i favori  della parte Ucraina vicino alla UE e in breve tempo venne destituito  scatenando una sorta di guerra  civile. Ricordiamo che fu stato eletto democraticamente (e il sospetto che mani esterne abbiano favorito il colpo di mano è forte), pertanto difronte a manifestazioni di dissenso,e  alla ribellione il nuovo governo in carica non riesce a trovare di meglio che inviare i carri armati e l’esercito nelle provincie ribelli, mettendo in condizione Putin di intervenire e conquistare la Crimea senza colpo ferire, e costringere il governo Ucraino a dover accettare un intervento diplomatico che nel 2014 crea gli accordi geopolitici che restarono in vigore fino a pochi giorni fa.

Noi europei poco abbiamo saputo o meglio gli organi di stampa fecero in modo che poco o nulla si sapesse di una guerra che ha fatto molte vittime, soprattutto tra i cittadini inermi e che nel 2014 veniva definita il principio di una terza guerra mondiale, da giornalisti sul posto che facevano informazione e non propaganda o peggio colpevolmente tacevano su cosa stava accadendo in quei territori.  Insomma quanto accade oggi non è un fulmine a ciel sereno ma la conseguenza di anni di situazioni precarie e convivenze forzate, di interventi  esterni, di chi voleva indebolire Putin.
La Nato non poteva pensare di manovrare nello spazio   strategico  della Federazione Russa senza creare conseguenze.
La Federazione Russa non può pensare di violare la sovranità di paesi che sono comunque paesi terzi e indipendenti.

Gli Stati Uniti non possono pensare di intromettersi come purtroppo testimonianze dicono abbiano fatto pesantemente  in una situazione  complessa e complicata, ogni  ulteriore intervento degli Americani per davvero porterebbe a un pericoloso allargamento del conflitto con esiti disastrosi. Io  esprimo sempre il mio parere senza timore di essere impopolare, mi schiero  sempre e comunque, contro la guerra contro tutte le guerre ma non mi unisco al coro di condanna senza conoscere.

L’Ucraina è  uno Stato cuscinetto tra Russia ed Europa, è  una zona ricca di materie prime, che fanno gola a molti, e soprattutto avrebbe  permesso in caso di non intervento  di Putin (che definisco deplorevole) di avvicinare i confini Nato a solo 500 km di distanza da Mosca. Mi auguro che la diplomazia si metta al lavoro e fermi la guerra  ma una cosa va detta con chiarezza in queste situazioni il torto la ragione non stanno mai da una sola parte, ma soprattutto se esistono responsabilità sono a carico di molti attori, soprattutto esterni. Non tollero farisaiche prese di posizioni unilaterali o nostrane speculazioni politiche. E l’Europa cosa fa? Per il momento una pessima figura dimostrando che siamo lontanissimi dall’Europa politica dei popoli, e solo una grande banca di affari che ragiona solo con il potere dei soldi. Se fosse un altra cosa potrebbe intervenire con una propria politica estera, smettendo ad esempio di fare come sempre ovvero di attuare una sorta di vassallaggio politico seguendo e avallando ogni intervento degli  Stati Uniti, perché anche in questo caso non fare nulla di autonomo dimostrerebbe una volta di più che l’Unione Europea è incapace di rappresentare i legittimi interessi dei Popoli europei, determinando la fine dell’Unione in quanto incapace di costruire un Europa politica federale con unica posizione diplomatica che rappresenterebbe un forte contrappeso nei confronti dei blocchi Statunitensi, Russi e  i Cinesi.

La posta in gioco è alta cioè non possiamo più lasciar correre fare finta di non vedere o ancora peggio voltarsi da un altra parte e tutta la vicenda testimonia  che  viene messo il  nostro futuro, e delle prossime generazioni in discussione e la sopravvivenza dell’intera umanità.

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